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	<title>Pubblicazioni Archivi - Show net - Fatti di Musica</title>
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	<title>Pubblicazioni Archivi - Show net - Fatti di Musica</title>
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		<title>IN LIBRERIA LA STANZA DI ADEL, IL NUOVO ROMANZO DI RUGGERO PEGNA</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 21:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;adozione come non &#232; stata mai raccontata, tra fiaba e poesia, nel romanzo &#8220;La stanza di Adel&#8221; di Ruggero Pegna,&#160;una storia commovente ispirata all&#8217;adozione di una bimba russa (Santelli editore)...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"></style><p style="text-align: justify;"><span>L&rsquo;adozione come non &egrave; stata mai raccontata, tra fiaba e poesia, nel romanzo &ldquo;<strong>La stanza di Adel</strong>&rdquo; di Ruggero Pegna,&nbsp;una storia commovente ispirata all&rsquo;adozione di una bimba russa (Santelli editore)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Continua ad emozionare &ldquo;<strong>La stanza di Adel</strong>&rdquo; (edito da Santelli lo scorso aprile), il nuovo romanzo di <strong>Ruggero Pegna</strong>, il noto produttore e promoter musicale con l&rsquo;altro volto di autore e scrittore eclettico: dalle raccolte di poesia alla satira, ai romanzi. Dopo aver condiviso in &ldquo;<strong>Miracolo d&rsquo;Amore</strong>&rdquo; la storia della sua improvvisa leucemia fulminante e della miracolosa guarigione grazie al trapianto di midollo donato da una ragazza americana e, come sostiene, alle preghiere della mistica Natuzza Evolo, Pegna ha toccato il tema della pena di morte di un condannato innocente in &ldquo;<strong>La penna di Donney</strong>&rdquo; e quelli del razzismo e dell&rsquo;integrazione nel toccante &ldquo;<strong>Il cacciatore di meduse</strong>&rdquo;, con protagonista un piccolo migrante somalo sbarcato con la madre a Lampedusa.&nbsp; Ora, con &ldquo;<strong>La stanza di Adel</strong>&rdquo; ha scelto di addentrarsi nel tema dell&rsquo;adozione, che s&rsquo;intreccia a quelli dell&rsquo;essere genitori, della famiglia, dei figli, dell&rsquo;esistenza stessa; un tema delicato, spesso gravato da burocrazia e difficolt&agrave; sia per le adozioni nazionali e, soprattutto, per le internazionali. Una storia di particolare attualit&agrave;, che stride con le cronache di guerra di questi giorni, anche perch&eacute; la protagonista &egrave; proprio <strong>Adeliya, </strong>una bimba russa adottata da genitori italiani. Ancora una volta sono la realt&agrave;, l&rsquo;umanit&agrave; e temi di grande attualit&agrave;, a trasformarsi in un romanzo del promoter lametino.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&ldquo;<strong>La stanza di Adel</strong>&rdquo; &egrave; un libro da non perdere, sia per chi ha vissuto e vive questa stupenda realt&agrave;, sia per chi volesse emozionarsi con l&rsquo;avventura di una genitorialit&agrave; piena raccontata con sensibilit&agrave;, delicatezza e senso poetico, a tratti fiabesco. Un padre ripercorre la sua vita tra paure, sogni, speranze e la sofferenza dovuta all&rsquo;impossibilit&agrave; di avere un figlio, finch&eacute; incontra la piccola Adeliya di pochi mesi. Raggiunta la maggiore et&agrave;, lei decide di tornare nella citt&agrave; natale con il suo ragazzo. Durante l&rsquo;assenza, preso da sconforto e nostalgia, il padre s&rsquo;impossessa della sua cameretta e rivive la loro storia, dal desiderio di un figlio fino alla lotta per un&rsquo;adozione, tra burocrazia e timori, nell&rsquo;inquieta e incerta attesa del suo ritorno, a tratti come se fosse una favola.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong><em>&ldquo;Non esiste un figlio adottato, ma semplicemente un figlio</em></strong><em>, <strong>a volte portato nel luogo sbagliato da una cicogna sbadata che smarrisce l&rsquo;orientamento e la destinazione, e che i genitori devono cercare, con coraggio e amore, fino a trovarlo in una qualsiasi parte del mondo!&rdquo;</strong>, </em>dice l&rsquo;autore, animato dal desiderio di trasmettere ancora una volta forti emozioni legate a storie vere, seppure romanzate dalla sua penna originale e con finali davvero sorprendenti. &ldquo;A<em> volte la societ&agrave; tende a sottolineare una sorta di diversit&agrave; nell&rsquo;essere genitori e figli &ndash; </em>conclude <em>&#8211; arrivando quasi ad affermare che l&rsquo;adozione o altre opportunit&agrave; di creare una famiglia non siano naturali; ma la realt&agrave; &egrave; ben diversa, l&rsquo;amore supera ogni schema e convenzione!</em>&rdquo;. Accolto con unanimi pareri positivi e riconoscimenti in diversi festival e rassegne letterarie, il commovente romanzo &egrave; stato finalista anche al Premio Caravaggio 2022 di Monte Argentario nella categoria &ldquo;Narrativa d&rsquo;emozione&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&ldquo;<strong>La stanza di Adel</strong>&rdquo; &egrave; un romanzo capace di avvicinare il lettore ai sentimenti pi&ugrave; forti e, forse, di contribuire a dipanare ogni dubbio sull&rsquo;adozione. E&rsquo; un romanzo avvincente dedicato a tutti i bambini, in un momento di grande sofferenza in molti luoghi del mondo, come si legge nella pagina iniziale: <em>&ldquo;Ai bimbi che siamo stati, a quelli che verranno; a quelli fortunati, sperando che ne siano consapevoli e seminino bene per il mondo; ai bimbi miseri e abbandonati, a quelli malati o affamati, a quelli soli; a tutti i bimbi infelici, feriti, mutilati o uccisi, vittime innocenti di guerre, violenza e abusi; ai tanti bimbi troppo presto uomini, operai, schiavi o soldati, ai bimbi di ogni colore; a padri e madri, custodi delle loro piccole vite; ai bimbi nati per caso, a quelli indesiderati, ai bimbi mai nati!&rdquo; .</em> <em>&nbsp;</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&nbsp;</span></p>
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		<title>La stanza di Adel, il nuovo romanzo di Ruggero Pegna in libreria e anche online! Santelli editore</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 20:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la ragazza americana che mi ha donato il midollo in &#119820;&#119842;&#119851;&#119834;&#119836;&#119848;&#119845;&#119848; &#119837;&#8217;&#119834;&#119846;&#119848;&#119851;&#119838; e Tajil, il piccolo migrante somalo de &#119816;&#119845; &#119836;&#119834;&#119836;&#119836;&#119842;&#119834;&#119853;&#119848;&#119851;&#119838; &#119837;&#119842; &#119846;&#119838;&#119837;&#119854;&#119852;&#119838;, arriva Adeliya, protagonista del mio nuovo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css">.img-slider p{padding: 0 !important}.gall_thumb{width:100%; height:auto}.gall_item{position:relative;overflow: hidden;width:25%; height:175px; float:left; border:5px solid #ccc}.tlightbox{display:none}.tlightbox:target{position:fixed;top:0;right:0;bottom:0;left:0;display:grid;place-items:center;align-content:center;background:#000;color:#fff;border:0;z-index:42}.tlightbox IMG{max-height:100%;max-width:100%}@media screen and (max-width: 767px){.gall_item{width:100%}}</style><p style="text-align: justify;"><span>Dopo la ragazza americana che mi ha donato il midollo in &#119820;&#119842;&#119851;&#119834;&#119836;&#119848;&#119845;&#119848; &#119837;&#8217;&#119834;&#119846;&#119848;&#119851;&#119838; e Tajil, il piccolo migrante somalo de &#119816;&#119845; &#119836;&#119834;&#119836;&#119836;&#119842;&#119834;&#119853;&#119848;&#119851;&#119838; &#119837;&#119842; &#119846;&#119838;&#119837;&#119854;&#119852;&#119838;, arriva Adeliya, protagonista del mio nuovo romanzo &#119819;&#119834; &#119852;&#119853;&#119834;&#119847;&#119859;&#119834; &#119837;&#119842; &#119808;&#119837;&#119838;&#119845;. Qui la &#8220;dedica&#8221; iniziale, in un momento di grande sofferenza per tanti bimbi in varie parti del mondo&#8230; Il libro &egrave; stato pubblicato il 21 aprile 2022 dalla casa editrice Santelli, sul cui sito si pu&ograve; prenotare online. Spero che, ancora una volta, possiamo emozionarci insieme. In fondo, se riesce a trasmettere emozioni, un romanzo &egrave; un altro grande &#8220;spettacolo&#8221;&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>&#8220;&#119860;&#119894; &#119887;&#119894;&#119898;&#119887;&#119894; &#119888;&#8462;&#119890; &#119904;&#119894;&#119886;&#119898;&#119900; &#119904;&#119905;&#119886;&#119905;&#119894;, &#119886; &#119902;&#119906;&#119890;&#119897;&#119897;&#119894; &#119888;&#8462;&#119890; &#119907;&#119890;&#119903;&#119903;&#119886;&#119899;&#119899;&#119900;, &#119886; &#119902;&#119906;&#119890;&#119897;&#119897;&#119894; &#119891;&#119900;&#119903;&#119905;&#119906;&#119899;&#119886;&#119905;&#119894;, &#119904;&#119901;&#119890;&#119903;&#119886;&#119899;&#119889;&#119900; &#119888;&#8462;&#119890; &#119899;&#119890; &#119904;&#119894;&#119886;&#119899;&#119900; &#119888;&#119900;&#119899;&#119904;&#119886;&#119901;&#119890;&#119907;&#119900;&#119897;&#119894; &#119890; &#119904;&#119890;&#119898;&#119894;&#119899;&#119894;&#119899;&#119900; &#119887;&#119890;&#119899;&#119890; &#119901;&#119890;&#119903; &#119894;&#119897; &#119898;&#119900;&#119899;&#119889;&#119900;; &#119886;&#119894; &#119887;&#119894;&#119898;&#119887;&#119894; &#119898;&#119894;&#119904;&#119890;&#119903;&#119894; &#119890; &#119886;&#119887;&#119887;&#119886;&#119899;&#119889;&#119900;&#119899;&#119886;&#119905;&#119894;, &#119886; &#119902;&#119906;&#119890;&#119897;&#119897;&#119894; &#119898;&#119886;&#119897;&#119886;&#119905;&#119894; &#119900; &#119886;&#119891;&#119891;&#119886;&#119898;&#119886;&#119905;&#119894;, &#119886; &#119902;&#119906;&#119890;&#119897;&#119897;&#119894; &#119904;&#119900;&#119897;&#119894;; &#119886; &#119905;&#119906;&#119905;&#119905;&#119894; &#119894; &#119887;&#119894;&#119898;&#119887;&#119894; &#119894;&#119899;&#119891;&#119890;&#119897;&#119894;&#119888;&#119894;, &#119891;&#119890;&#119903;&#119894;&#119905;&#119894;, &#119898;&#119906;&#119905;&#119894;&#119897;&#119886;&#119905;&#119894; &#119900; &#119906;&#119888;&#119888;&#119894;&#119904;&#119894;, &#119907;&#119894;&#119905;&#119905;&#119894;&#119898;&#119890; &#119894;&#119899;&#119899;&#119900;&#119888;&#119890;&#119899;&#119905;&#119894; &#119889;&#119894; &#119892;&#119906;&#119890;&#119903;&#119903;&#119890;, &#119907;&#119894;&#119900;&#119897;&#119890;&#119899;&#119911;&#119886; &#119890; &#119886;&#119887;&#119906;&#119904;&#119894;; &#119886;&#119894; &#119905;&#119886;&#119899;&#119905;&#119894; &#119887;&#119894;&#119898;&#119887;&#119894; &#119905;&#119903;&#119900;&#119901;&#119901;&#119900; &#119901;&#119903;&#119890;&#119904;&#119905;&#119900; &#119906;&#119900;&#119898;&#119894;&#119899;&#119894;, &#119900;&#119901;&#119890;&#119903;&#119886;&#119894;, &#119904;&#119888;&#8462;&#119894;&#119886;&#119907;&#119894; &#119900; &#119904;&#119900;&#119897;&#119889;&#119886;&#119905;&#119894;, &#119886;&#119894; &#119887;&#119894;&#119898;&#119887;&#119894; &#119889;&#119894; &#119900;&#119892;&#119899;&#119894; &#119888;&#119900;&#119897;&#119900;&#119903;&#119890;; &#119886; &#119901;&#119886;&#119889;&#119903;&#119894; &#119890; &#119898;&#119886;&#119889;&#119903;&#119894;, &#119888;&#119906;&#119904;&#119905;&#119900;&#119889;&#119894; &#119889;&#119890;&#119897;&#119897;&#119890; &#119897;&#119900;&#119903;&#119900; &#119901;&#119894;&#119888;&#119888;&#119900;&#119897;&#119890; &#119907;&#119894;&#119905;&#119890;; &#119886;&#119894; &#119887;&#119894;&#119898;&#119887;&#119894; &#119899;&#119886;&#119905;&#119894; &#119901;&#119890;&#119903; &#119888;&#119886;&#119904;&#119900;, &#119886; &#119902;&#119906;&#119890;&#119897;&#119897;&#119894; &#119894;&#119899;&#119889;&#119890;&#119904;&#119894;&#119889;&#119890;&#119903;&#119886;&#119905;&#119894;, &#119886;&#119894; &#119887;&#119894;&#119898;&#119887;&#119894; &#119898;&#119886;&#119894; &#119899;&#119886;&#119905;&#119894;.&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Ruggero Pegna</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Richiedilo alla tua libreria oppure acquistalo online! Santelli editore</span></p>

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<div class='gall_item'><a href='#galle_1'><img class='gall_thumb' src='https://www.ruggeropegna.it/wp-content/uploads/2024/10/mini_1703731583_La-stanza-di-Adel-copertina.jpg' alt=''></a></div>
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		<title>IL CACCIATORE DI MEDUSE (FALCO EDITORE) E&#8217; NELLE LIBRERIE! LEGGILO ANCHE TU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 20:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css">.img-slider p{padding: 0 !important}.gall_thumb{width:100%; height:auto}.gall_item{position:relative;overflow: hidden;width:25%; height:175px; float:left; border:5px solid #ccc}.tlightbox{display:none}.tlightbox:target{position:fixed;top:0;right:0;bottom:0;left:0;display:grid;place-items:center;align-content:center;background:#000;color:#fff;border:0;z-index:42}.tlightbox IMG{max-height:100%;max-width:100%}@media screen and (max-width: 767px){.gall_item{width:100%}}</style><p class="imalignjustify" style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold; font-size: small; font-style: italic;">C&rsquo;&egrave; un&rsquo;umanit&agrave; in fuga dalla propria terra&hellip; Mentre continua ogni giorno il dramma di migliaia di migranti, che spesso si trasforma in tragedia, arriva in libreria il commovente romanzo &ldquo;Il cacciatore di meduse&rdquo;!</span></p>
<p class="imalignjustify" style="text-align: justify;"><span><strong>Il viaggio, la solitudine, la speranza, il mondo visto con gli occhi di un bambino somalo e dei suoi amici migranti e miseri di ogni parte del mondo.&nbsp;Il cacciatore di meduse, il nuovo romanzo di&nbsp;Ruggero Pegna&nbsp;edito dalla&nbsp;casa editrice Falco, racconta in modo emozionante e commovente l&rsquo;incredibile dramma dei migranti, le sofferenze e i sogni di chi &egrave; misero o diverso, discriminato per il suo stato di povert&agrave; o per il colore della pelle.&nbsp;<br /></strong><br />Un bambino somalo, l&rsquo;ombra della guerra, la solitudine, il viaggio disperato, il dramma dei migranti che, spesso, si trasforma in tragedia. C&rsquo;&egrave; un microcosmo di valori, sentimenti, storie, pensieri e promesse nell&rsquo;animo del piccolo Tajil, il bambino speciale capace di catturare le meduse con le mani e portarle a riva.<br />&Egrave; la storia attualissima e struggente de &ldquo;Il cacciatore di meduse&rdquo;, il nuovo romanzo di Ruggero Pegna pubblicato da Falco editore. Una storia che approda sulle coste siciliane, in riva al mare cristallino di Lampedusa e, dopo, a San Vito Lo Capo, dopo l&rsquo;espiazione di un viaggio massacrante, nel deserto prima e, poi, a bordo di un barcone fino a Lampedusa.&nbsp;C&rsquo;&egrave; un pezzo di storia dei nostri tempi, l&rsquo;avventura dei migranti vista con gli occhi di un bambino somalo e dei suoi amici migranti e miseri di ogni parte del mondo.&nbsp;<br />Tra le onde, Tajil anela alla terraferma con in testa un guazzabuglio di desideri, speranze, sogni. &laquo;Ognuno ha un motivo per scappare e mille altri per sperare&raquo;, scrive Ruggero Pegna, che dopo &ldquo;Miracolo d&rsquo;amore&rdquo; decide di addentrarsi in un mondo affascinante e misterioso che si perde talora nelle derive del razzismo, del concetto errato di emigrazione, di tolleranza e solidariet&agrave;, di speranza. In terra siciliana, accompagnato dalla mamma Halima, Tajil dovr&agrave; fare i conti con una nuova realt&agrave;.&nbsp;<br />&ldquo;Il cacciatore di meduse&rdquo; si presenta come il nuovo colpo editoriale di Ruggero Pegna, direttore artistico, promoter musicale, produttore e autore. Il romanzo, edito dalla casa editrice Falco, &egrave; approdato in tutte le librerie italiane nel luglio 2015.<br />&laquo;Le mani del mio pianista scorrono da una parte all&rsquo;altra dei tasti, un po&rsquo; bianchi, un po&rsquo; neri, come i miei infiniti ricordi, inondandomi di note e di straordinarie emozioni. La sua musica dolce e triste accarezza la mia pelle e fa vagare, ogni sera, i miei occhi e i miei pensieri. Li porta a spasso nel magnifico orizzonte che, visto da qui, unisce il mare al cielo, la mia anima a Dio e il mio cuore ai tanti cari che sono volati via, lass&ugrave;&raquo; (Da Il cacciatore di meduse, Falco editore).<br />La commovente storia di Tajil, un bambino nero che non sapeva di essere diverso perch&eacute; nel suo villaggio a Chisimaio tutti avevano il suo stesso colore della pelle, ci apre ai sentimenti, al rispetto degli altri e delle loro infinite diversit&agrave;, ci apre alla bont&agrave;. E come diceva il nonno di Tajil, &#8220;la bont&agrave; non dipende dal colore della pelle, ma da quello del cuore&#8221;.</p>
<p><strong><a href="http://www.falcoeditore.com/prodotto/il-cacciatore-di-meduse/">Se sei interessato all&#8217;acquisto, rivolgiti alla tua libreria oppure clicca qui!</a></strong></span></p>
<p class="imalignjustify" style="text-align: justify;"><span><strong><a href="http://www.panorama.it/cultura/libri/20-libri-4-sul-fenomeno-dellimmigrazione/">Il cacciatore di meduse &egrave; tra i 20 libri segnalati da Panorama, clicca qui</a></strong></span></p>
<p class="imalignjustify" style="text-align: justify;"><span><strong><a href="https://www.facebook.com/ruggero.pegnapaginadue/media_set?set=a.867804863255803.100000788932045&amp;type=3">Rassegna fotografica delle presentazioni del romanzo</a></strong></span></p>
<p class="imalignjustify" style="text-align: justify;"><span><br /><strong>Recensione della REDAZIONE (Falco Editore) &#8211;&nbsp;</strong></p>
<p><strong>Il titolo potrebbe far pensare a una fiaba in chiave moderna&nbsp;ma, in realt&agrave;, l&rsquo;ultima sorpresa letteraria di Ruggero Pegna &egrave; un vero romanzo.</strong> Gi&agrave; affermato direttore artistico, produttore e autore televisivo, nonch&eacute; di libri di genere vario, tra cui spicca Miracolo d&rsquo;amore (Rubbettino, 2005), torna alla scrittura con una storia avvincente ed emozionante.&nbsp;<br />&laquo;Quando imparerai a nuotare, ogni mattino dovrai cacciare almeno una medusa con le mani, poggiarla dolcemente sulla sabbia e pregare Dio affinch&eacute; dia pace e ogni bene a te, alla nostra famiglia, agli uomini con la nostra stessa pelle e al mondo intero&hellip; Vedrai che, un giorno, anche tu incontrerai la tua splendida principessina e vivrai con lei, felice e contento, in un magnifico castello incantato, in cui si avvereranno tutti i suoi e i tuoi desideri!&raquo;.&nbsp;<br />&Egrave; con questa leggenda, raccontata da nonno Jubba, e con tanti sogni in filigrana nel cuore, che il piccolo Tajil, bambino somalo originario di Chisimaio, partir&agrave; dal villaggio d&rsquo;appartenenza, con mamma Halima e un piccolo Pinocchio nella borsa, per intraprendere la traversata della speranza alla volta dell&rsquo;Italia a bordo di un barcone di fortuna in balia delle onde.&nbsp;<br />Dopo varie vicissitudini e insieme ad altri migranti, Tajil e Halima approdano a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, e iniziano la nuova vita tra una panchina sotto il cielo terso di Sicilia e un angolo di garage impregnato dell&rsquo;acre odore di benzina. Il piccolo cacciatore di meduse si districher&agrave; fra mille difficolt&agrave; in un viaggio attraverso posti sconosciuti e luoghi della memoria, a met&agrave; strada tra la cruda realt&agrave; quotidiana e il sogno di approdo a un&rsquo;esistenza diversa.	<br />L&rsquo;autore, con uno stile fluido e lineare, un linguaggio espressivo intriso di estrema sensibilit&agrave; e delicatezza, affronta &#8211; in questa storia incredibilmente vera, ma resa a tratti fiabesca dagli occhi di bambino &#8211; i temi scottanti e attuali dell&rsquo;immigrazione, della miseria, delle diversit&agrave;, in cui si muovono le vicende dei protagonisti e di numerose comparse, mostrandone le due facce a guisa di una medaglia. Da una parte, l&rsquo;accoglienza e l&rsquo;integrazione e, dall&rsquo;altra, l&rsquo;ostilit&agrave; e la discriminazione culturale: un miraggio e un ostacolo quasi insormontabile che trovano, inaspettatamente, un punto di saldatura.	<br />&laquo;Io sono un bambino nero. Non so perch&eacute; il mio colore &egrave; questo, ma sono contento lo stesso, perch&eacute; somiglio a mamma, al nonno e a tutti quelli di Chisimaio. Se ero bianco, mi sarei vergognato sicuramente di stare l&agrave;. Ora che sono grande e sono qui, non mi importa nulla se qualcuno mi chiama negro. Sono vivo e felice. E questo &egrave; bellissimo. Un nero vede il mondo come lo vedono i bianchi, perch&eacute; gli occhi di tutti sono uguali, se non sono malati come quelli di certi vecchi. Durante il viaggio ho visto che, avvicinandoci all&rsquo;Italia, la gente si scolorisce, fino a essere bianca del tutto quando si arriva qua. Non so il motivo e nessuno me lo sa dire. &raquo;.<br />La narrazione cattura il lettore, incanta, anche grazie a descrizioni di una natura aspra ma meravigliosa, lo trasporta in un&rsquo;atmosfera di vibrante umanit&agrave; e alterit&agrave; con l&rsquo;identificazione e la proiezione nel personaggio principale, di cui condivide amarezze e delusioni, ma anche speranze, attese e desideri.	<br />Il cacciatore di meduse emoziona. Come la musica del pianista che ascolta Tajil, &egrave; poesia, dolcezza, sensazioni e suoni di tasti bianchi e neri. Oltre l&rsquo;immaginifico, &egrave; un messaggio fortissimo di elevato spessore etico, che scuote le coscienze dall&rsquo;indifferenza e dal torpore di un&rsquo;omologazione nei giudizi espressi sugli altri, sovente appannaggio di diversa cultura e civilt&agrave;.<br />Effetto inevitabile del testo letterario di Ruggero Pegna &ndash; romanziere attento e raffinato &ndash; &egrave; quello, infine, di un&rsquo;autentica sferzata verso il superamento di pregiudizi e di steccati culturali, che mal si accordano con la temperie della convivenza civile e comunitaria a ogni latitudine.&nbsp;<br />&laquo;<strong>La Terra &egrave; di tutti</strong>, diceva mio nonno e, per questo, sto bene anche qui, in mezzo a gente con la pelle diversa dalla mia. [&hellip;] Penso che il nonno avesse ragione quando diceva che <strong>la bont&agrave; non dipende dal colore della pelle, ma da quello del cuore.</strong> &raquo;.</span></p>
<p class="imalignjustify" style="text-align: justify;"><span><strong>Nel video in basso, la presentazione del romanzo su <strong>Rai 2</strong> nel porgramma &#8220;I Fatti di Vostri&#8221; di Giancarlo Magalli, regia di Michele Guard&igrave;.</strong></span></p>

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<p><a href='#gallery' class='tlightbox' id='galle_2'><img src='https://www.ruggeropegna.it/wp-content/uploads/2025/04/1980752255_Il-cacciatore-di-meduse-copertina.jpg' alt=''></a></p>
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		<title>MIRACOLO D´AMORE (Rubbettino Editore)</title>
		<link>https://www.ruggeropegna.it/miracolo-damore-rubbettino-editore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 21:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2013]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo spazio segnaliamo le pubblicazioni di Ruggero Pegna. In basso anche il link alla Libreria Universitaria per l&#180;acquisto. &#8220;Miracolo d&#180;Amore&#8221;. Rubbettino Editore.&#8220;Dedicato a chi soffre, a chi ha una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"></style><p style="text-align: justify;"><span>In questo spazio segnaliamo le pubblicazioni di Ruggero Pegna. In basso anche il link alla Libreria Universitaria per l&acute;acquisto.</p>
<p> <strong>&#8220;Miracolo d&acute;Amore&#8221;</strong>.  Rubbettino Editore.<br />&#8220;Dedicato a chi soffre, a chi ha una parola d&acute;amore per le sofferenze degli altri, a chi &egrave; capace di donare un po&acute; di se stesso.&#8221;</p>
<p>Continua nelle librerie il successo di &#8220;Miracolo d&acute;Amore&#8221;, edito da Rubbettino. L&acute;insolita storia della terribile leucemia del promoter e del ritorno alla vita dopo il trapianto di midollo osseo ricevuto da una ragazza americana, che nel libro viaggia parallelamente a quella degli ultimi giorni di un immaginario innocente condannato a morte,  ha emozionato e raccolto unanimi giudizi positivi, anche tra medici e malati, diventando un libro di riferimento per familiari e malati di leucemia. La storia &#8220;La Penna di Donney&#8221;, in esso contenuta, &egrave; dedicata alla campagna contro la pena di morte <br />Prezzo euro 14.00. I ricavati sono devoluti in beneficenza all&acute;Associazione Amena (Associazione malattie emato-oncologiche neoplastiche dell&acute;adulto) dell&acute;Ospedale Pugliese di  Catanzaro, alla Fondazione del Cuore Immacolato di Maria di Paravati, al Centro Trapianti del San Martino di Genova, ecc.</p>
<p><strong><a href="../pages/998/Foto-Gallery/presentazione-del-libro-8220miracolo-d180amore8220.html">CLICCA QUI PER FOTOGALLERY</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong></strong><br /> Per acquistarlo puoi rivolgerti alla tua libreria oppure a &#8220;Rubbettino Editore&#8221;, telefono 0968.66641, e-mail <a class="testo" href="mailto:commerciale@rubbettino.it">commerciale@rubbettino.it (clicca qui)</a>. Per ulteriori informazioni puoi chiamarci direttamente allo 0968.441888.  </p>
<p>Subito dopo la sua pubblicazione &#8220;<strong>Miracolo d&acute;Amore</strong>&#8221; &egrave; stato presentato dal <strong>Tg1 </strong>e da  &#8220;<strong>Festa Italiana</strong>&#8221; di Rai Uno, &#8220;<strong>Piazza Grande</strong>&#8221; di Giancarlo Magalli su Rai Due,  &#8220;<strong>Tutte le mattine</strong>&#8221; di Maurizio Costanzo su Canale 5, oltre a &#8220;Zapping&#8221; di Radio1 Rai, Tg3 Calabria, Tg3 Liguria, &#8220;Verso Camelot Show&#8221; su Telespazio ed Oasi Tv (canale satellitare) e numerosi servizi su media regionali. <br />Il 2 gennaio 2008 lo ha ripresentato <strong>Maurizio Costanzo</strong> alle ore 0,20 su Radio Uno Rai nel suo programma della notte con intervista.<br /> Il 14 giugno 2008 ad Ostia Lido il libro &#8220;Miracolo d&acute;Amore&#8221; &egrave; stato premiato con il &#8220;<strong>Premio Internazionale Citt&agrave; di Ostia</strong>&#8220;.<br /> Il 17 ottobre 2009 gli &egrave; stato conferito il riconoscimento nell&acute;ambito del &#8220;<strong>Premio Siberene 2009</strong>&#8221; organizzato dalla Pro Loco &#8220;Siberene&#8221;  nel Castello di Santa Severina (Crotone). <br /> Il 14 gennaio 2010 &#8220;Festa Italiana&#8221; di Rai Uno si &egrave; nuovamente occupato della storia di &#8220;Miracolo d&acute;Amore&#8221; nel servizio di Daria Gallarino.<br /> Il 17 febbraio 2011 Barbara D&acute;Urso ha avuto in studio l&acute;autore in &#8220;<strong>Pomeriggio5</strong>&#8221; di Canale5.<br />Il 9 aprile 2011 il libro &egrave; stato presentato dal sindaco e dall&acute;assessore alla cultura del Comune di Bianchi, alla presenza dell&acute;autore.<br /> Il 9 ottobre 2011, Daniele Bossari lo ha presentato in &#8220;<strong>Mistero</strong>&#8221; su Italia1 (reeplicato altre due volte). <br />Il 7 dicembre 2011 la storia del libro &egrave; stata ricordata anche in &#8220;<strong>Vite straordinarie</strong>&#8221; di Rete4, con una lunga intervista.<br /> Nel weekend di Pasqua 2012 sono diverse le trasmissioni che si occupano della storia di &#8220;Miracolo d&acute;Amore&#8221; e dell&acute;&igrave;ncontro con Natuzza Evolo, ancora su Rai Uno: venerd&igrave; 6 aprile 2012 alle ore 22.40 nello speciale di TV7 &#8220;<strong>Natuzza, la via della Croce</strong>&#8220;; poi sabato 7 aprile alle ore 10.55 in &#8220;<strong>Storie Vere</strong>&#8221; e alle ore 15.30 in &#8220;Le amiche del sabato&#8221; (con collegamento in diretta da Paravati). <br /> <strong>Il 27 novembre 2012 alle ore 10,50 &egrave; ancora &#8220;<strong>Uno Mattina &#8211; Storie Vere</strong>&#8221; condotto da Georgia Luzi e Savino Zaba ad ospitare Ruggero Pegna per parlare della storia del libro.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong></strong></span><span>Il 1&deg; novembre 2013 ad occuparsi del caso &egrave; &#8220;<strong>La Vita in diretta</strong>&#8221; di Rai 1 condotta da Paola Perego.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><br /> A questo libro si &egrave; ispirato lo spettacolo musicale televisivo &#8220;<strong>La Notte degli Angeli</strong>&#8220;, scritto ed organizzato dall&acute;autore, trasmesso da Rai International il 9 aprile 2007, condotto da Lorena Bianchetti e dedicato alla mistica Natuzza Evolo.      </p>
<p> Ricordiamo le altre pubblicazioni di Ruggero Pegna:<br /> <strong>&#8220;Aspettando la luna&#8221;</strong> &#8211; 1992 Calabria Letteraria (Rubbettino Editore);<br /> <strong>&#8220;Il mio tempo&#8221;</strong> &#8211; 1993 Fratelli Gigliotti Editori;<br /> <strong>&#8220;Le Gocce e il Paradiso&#8221;</strong> &#8211; 1999 Calabria Letteraria (Rubbettino Editore);<br /> <strong>&#8220;La Penna di Donney&#8221; (inclusa in Miracolo d&acute;Amore)</strong> &#8211; 2005 Rubbettino Editore; <br /><strong>&#8220;La Pecora &egrave; pazza&#8230; E adesso legateci tutti&#8221;</strong> &#8211; Calabria Letteraria (2006 &#8211; Rubbettino Editore);</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il cacciatore di meduse&#8221;</strong><span> &#8211; 2015 Falco Editore (vedi apposita area)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span> <br /> <strong>&#8220;La pecora &egrave; pazza&#8230; Un anno da Arcore a Locri&#8221;</strong> &#8211; Calabria Letteraria Editrice.<br /> Libro di satira, dedicato alla lotta alla criminalit&agrave;, &egrave; stato presentato in &#8220;Legalitalia&#8221; a Reggio Calabria. <br />Per entrare nel sito di Radio Radicale per il filmato dell&acute;intervento di Ruggero Pegna in &#8220;Legalitalia&#8221; organizzata dal movimento &#8220;Ammazzateci tutti&#8221; di Aldo Pecora  <a class="testo" href="http://www.radioradicale.it/scheda/232616/qui-calabria-anno-uno">clicca qui &#8211;  (&#8220;Legalitalia&#8221; &#8211; 11 agosto 2007)</a> </p>
<p> <a class="testo" href="http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-pegna_ruggero_.htm"><strong>Clicca qui per entrare nel sito della LIBRERIA UNIVERSITARIA ed acquistare alcuni dei libri di Ruggero Pegna</strong></a></span></p>
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		<title>I “GRAFFI“  (satira e non solo, fino ad oggi)</title>
		<link>https://www.ruggeropegna.it/i-graffi-satira-e-non-solo-fino-ad-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 21:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo spazio sono riportati pezzi o interventi di Ruggero Pegna pubblicati da varie testate&#160;(Da &#8220;Non solo graffi&#8221; di &#8220;Calabria7&#8221; a fine 2006 &#232; stato tratto il libro &#8220;La Pecora...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css"></style><p style="text-align: justify;"><span><strong>In questo spazio sono riportati pezzi o interventi di Ruggero Pegna pubblicati da varie testate</strong>&nbsp;(Da &#8220;Non solo graffi&#8221; di &#8220;Calabria7&#8221; a fine 2006 &egrave; stato tratto il libro &#8220;<strong>La Pecora &egrave; pazza&#8230; Un anno da Arcore a Locri</strong>&#8220;, pubblicato da Calabria Letteraria Editrice di Rubbettino).</span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>La fiaba di Mimmo u&#8217; Curdu (da Calabria Magazine &#8211; maggio 2019)</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>La vicenda di Mimmo Lucano, se non fosse realt&agrave;, sarebbe il copione per una bella commedia all&rsquo;italiana, magari con Sordi nel suo ruolo e la musichetta del mitico film del dottor Tersilli per colonna sonora. A dire il vero, fino allo scorso ottobre aveva i connotati di una fiaba, tra mito e realt&agrave;! Cominciamo dall&rsquo;inizio&hellip; C&rsquo;era una volta, in un&rsquo;area della Calabria piena di paesini pi&ugrave; o meno abbandonati (innanzitutto dallo Stato), noti alle cronache soprattutto per storie stile &ldquo;Anime Nere&rdquo; con tanto di morti ammazzati, lupare bianche e perfino testimoni di giustizia dati alle fiamme o sciolti nell&rsquo;acido, un borgo dimenticato in cui uomini di tutte le razze vivevano felici e contenti. Un luogo dove migliaia di anni fa due guerrieri tentarono di approdare richiamati dalla politica d&rsquo;accoglienza di un antenato di Lucano, tal Servio Mimmus Lucanus (tribuno della plebe) che, gi&agrave; a quei tempi, voleva farne una specie di capitale del Mediterraneo. Secondo la leggenda, il suo progetto and&ograve; in fumo per via della maga Lega, nipote della pi&ugrave; celebre Circe, che trasformava in bronzi tutti coloro che volevano raggiungere la costa calabra! Da padre in figlio, il racconto &egrave; arrivato all&rsquo;ultimo rampollo detto Mimmo u&rsquo; Curdu che, affascinato dal naufragio di un gruppo di migranti proprio sulla spiaggia dell&rsquo;odierna Riace, ha deciso di riprendere l&rsquo;antico progetto! &ldquo;<em>Li ha portati il vento!</em>&rdquo;, ha gridato felice come un orso Yoghi, Mimmo u&rsquo;Curdu, corso a soccorrerli. E, da quel momento, gli &egrave; presa una vera fissazione! &ldquo;<em>Sono Mimmo, amici migranti di ogni razza e colore, vi aspetto tutti a Riace (Italy), si mangia e beve e si fa pure all&rsquo;amore!</em>&rdquo;, ha cominciato a scrivere su centinaia di pizzini che, con cura, ha infilato in bottiglie raccolte giorno e notte nei rifiuti di tutta la Calabria. Poi, dopo aver atteso il vento giusto, le ha lanciate tutte in mare e si &egrave; seduto su uno scoglio ad attendere fiducioso. A Riace, comprensibilmente, iniziarono a prenderlo per pazzo; invece, dopo un po&rsquo; di settimane, cominciarono a sbarcare centinaia di migranti tutti con la bottiglia in mano! &ldquo;<em>Mimmu, cercare Mimmu u&rsquo;Curdu, invitato tutti qui, nduja e vinu bonu!</em>&rdquo;, ripetevano i migranti. &ldquo;<em>Sono io, sono io, venite!</em>&rdquo;. Felice come un bambino, cominci&ograve; ad accoglierli personalmente, colorando quel luogo di gente di ogni parte del mondo. Nacquero botteghe artigiane, si ripopolarono case abbandonate, uomini e donne presero ad amarsi e a vivere felici, come non accadeva da tempo, suonando, cantando e c&rsquo;&egrave; chi dice pure volando, come in un film della Disney. Tutto sembrava talmente straordinario da non essere vero. Uno dietro l&rsquo;altro arrivarono da ogni parte del mondo, giornalisti, registi, artisti, turisti. La stampa internazionale, finalmente, parlava di Riace e della Calabria come di un luogo magico e incantato, una sorta di Paese delle Meraviglie. Al Principe Oscuro, per&ograve;, questa storia non piacque. &ldquo;<em>Chi &egrave; il pi&ugrave; amato del Reame?</em>&rdquo;, chiese un giorno il Principe Oscuro al suo specchio. &ldquo;<em>Principe, fino a ieri eri tu, ma oggi c&rsquo;&egrave; un uomo che &egrave; pi&ugrave; amato di te, Mimmo u&rsquo;Curdu!</em>&rdquo;. Per sintesi, qui finisce la fiaba e inizia la commedia! Lo scorso ottobre, improvvisamente, il matto che aveva fatto di Riace un modello internazionale di accoglienza, finisce agli arresti domiciliari; secondo le accuse, per illeciti nell&#8217;affidamento della raccolta differenziata e per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina. La notizia fa il giro del mondo. A Riace diventano tutti neri dalla rabbia, mescolandosi in modo irreversibile! In Italia, esultano in tanti: &ldquo;<em>Finalmente quel delinquente in galera!</em>&rdquo;. Gli eredi della maga Circe bevono tutta la notte, ballando sulle note di Pata Pata di Miriam Makeba, con DjCapitano alla consolle che lancia i cori: &ldquo;<em>E Lucano se ne va&hellip;E Lucano se ne va</em>&rdquo;. E&rsquo; un tripudio. Appena qualche mese dopo, per&ograve;, la Corte Suprema di Cassazione rimanda le accuse al mittente e smantella l&#8217;intero impianto accusatorio, non rilevando alcuna fattispecie di reato o lucro personale. In particolare, per l&rsquo;accusa d&#8217;aver celebrato matrimoni di comodo per aiutare migranti a restare in Italia, la Cassazione chiarisce che, in realt&agrave;, si era trattato del solo caso che ha riguardato proprio lui stesso e la sua compagna Lemlem Teshfaun. Le argomentazioni della Cassazione sembravano volte a un cambio di direzione di tutta la commedia, invece, mentre Mimmo u&rsquo;Curdu faceva rientro a piedi a Riace salutando come un Papa seguito da tutta la fanfara degli immigrati, la Procura di Locri lo ha atteso alle porte del paese per rimandarlo nuovamente indietro. &ldquo;<em>E no, non si fa cos&igrave;, stiamo camminando da quindici giorni!</em>&rdquo;, ha sbottato Mimmo u&rsquo;Curdu con la lingua al ginocchio. Nel mirino, ancora una volta, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;utilizzo dei fondi per l&rsquo;accoglienza. In particolare, a Lucano si contesta &ldquo;<em>di aver predisposto una falsa attestazione in cui si dichiarava che le strutture per ospitare i migranti erano conformi alle normative in materia di idoneit&agrave; abitativa; laddove cos&igrave; non era, essendo quegli appartamenti privi di collaudo statico e certificato di abitabilit&agrave;, per come richiesto dal manuale operativo Sprar e dalle convenzioni stipulate tra il Comune di Riace e la Prefettura di Reggio Calabria</em>&rdquo;. Avete letto bene, in una regione con il 46,6% di edilizia illegale, cio&egrave; una casa su due abusiva, a Lucano &egrave; stato contestato che le abitazioni in cui sono stati accolti i migranti, altrove costretti a vivere sotto cartoni, non avevano tutti i certificati in regola! Morale della favola, anzi della commedia: nella Regione della &lsquo;ndrangheta, in una delle aree a maggior densit&agrave; criminale, dove il malaffare &egrave; spesso protetto da politica, banche e stessi settori dello Stato, finalmente viene trovato l&rsquo;uomo nero, responsabile dei seguenti vili reati: 1) favoreggiamento dell&rsquo;immigrazione clandestina attraverso matrimoni di convenienza, per il reato di essersi sposato una migrante; 2) illecito affidamento della raccolta differenziata, per averla assegnata a due immigrati e due asini, visto peraltro che solo asini possono camminare per le vie di Riace a raccogliere i rifiuti; 3) inidoneit&agrave; delle strutture di accoglienza poich&eacute;, come tutti sanno, avrebbe potuto ospitarli nello sfarzoso Hotel Hilton Riace, nel moderno grattacielo Trumph sul lungomare oppure nelle villette hollywoodiane sulla collina! Torni la fanfara, partano i titoli di coda&hellip;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><em>(&ldquo;I fatti citati sono realmente accaduti. Ogni riferimento non &egrave; per nulla casuale. Mimmo u&rsquo;Curdu, ancora pi&ugrave; orso Yoghi, continua a scrivere pizzini e a gettare in mare bottiglie&hellip; Si ringraziano la Procura di Locri per la sceneggiatura e Vinicio Capossela per il videoclip di Povero Cristo girato a Riace!&rdquo;).&nbsp;</em><em>The End</em></span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold; font-size: small;">Siamo tutti lamentini (da Calabria Magazine &#8211; marzo 2019)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Sar&agrave; certamente un caso, ma anche il T9 trasforma automaticamente il termine lametini in lamentini.&nbsp; Non ci riconosce&nbsp; nemmeno la Tegic Communication che ha inventato il software! In effetti, bisogna riconoscere che a Lamezia il lamento &egrave; di casa. Forse per scaramanzia, convinti che allontani il malocchio, forse per atavico vittimismo; certo &egrave; che, se non si fa nulla, lamenti a gog&ograve; e, se si fa qualcosa, forse i lamenti sono anche maggiori! In fondo, il nulla non lo vedono tutti e, quindi, occhio che non vede cuor che non duole. L&rsquo;ultimo lamento di gruppo, social e on the road, &egrave; causato dalla costruzione della Concattedrale.&nbsp;<em>&ldquo;Soldi spesi male, ma perch&eacute;, ci sono gi&agrave; tante chiese, che spreco, che brutta, sembra una moschea, no sembra un hangar, pedofili schifosi&#8230;&rdquo;. </em>Si sente e si legge di tutto e di pi&ugrave;. E pensare che a Lecce, ad esempio, ci sono una cinquantina di Chiese e ne hanno fatto uno dei motivi di maggior richiamo turistico! In realt&agrave;, pochi dei lamentini sanno che, innanzitutto, &egrave; un regalo del Vaticano, in segno di riconoscenza per l&rsquo;accoglienza a Papa Benedetto di qualche anno fa, su abile &ldquo;trattativa&rdquo; del Vescovo Monsignor Cantafora. Avrebbero potuto destinarla a Bolzano piuttosto che a Ferrara, visto che rientra nella pianificazione di nuove strutture per il culto e l&rsquo;accoglienza, invece, hanno pensato di fare un torto proprio ai lamentini! A che serve una nuova Chiesa a Lamezia?&nbsp; Anche questa domanda lascia trasparire la mancata conoscenza del progetto. In realt&agrave; &egrave; una moderna struttura polifonzionale per il culto, l&rsquo;accoglienza, il tempo libero e la cultura, prima in Italia pensata dal Vaticano come luogo di aggregazione multiuso. Oltre al gigantesco salone liturgico, capace di ospitare oltre mille persone, ha un auditorium di circa settecento posti, dotato di regie e sale riunioni annesse, biblioteca, spazi ludici per i bambini, mensa e camere d&rsquo;ospitalit&agrave; per fasce deboli. Dal punto di vista urbanistico, poi, &egrave; posta al centro dei tre ex comuni, in modo da legare simbolicamente e territorialmente le tre realt&agrave;, un contributo non da poco all&rsquo;unione dell&rsquo;ancora disunita Lamezia Terme, se &egrave; vero che lo sviluppo di una citt&agrave; passa anche da opere capaci di cucire il territorio, abbellirlo e creare nuovi modelli identitari. Ma non &egrave; finita qui. Avr&agrave; la piazza pi&ugrave; grande della Calabria, in una citt&agrave; dal territorio sconfinato, ma senza una vera piazza, dopo che quella della Repubblica &egrave; stata trasformata in un megaparcheggio e Piazza d&rsquo;Armi in un monumento alla tristezza, direi proprio il &ldquo;Monumento al Lamentino&rdquo;! Ancora non &egrave; terminata, ma si pone come uno spazio importante, capace di accogliere migliaia di persone, in comfort e sicurezza. Chiudo con gli aspetti tecnico-architettonici. E&rsquo; la prima Cattedrale italiana con strutture portanti tutte in acciaio, ha due campanili alti 43 metri percorribili con vista mozzafiato su tutta la piana di Lamezia (di sicura attrazione) e, infine, &egrave; firmata da Paolo Portoghesi, lo stesso architetto che ha firmato anche il Politeama di Catanzaro e tra i pi&ugrave; conosciuti e apprezzati al mondo. Insomma, un regalo e peraltro costoso (circa cinquemilioni di euro arrivati ad un&rsquo;Impresa della Citt&agrave;, senza un euro di soldi comunali)&nbsp; e di marca, di quelli che anche se non rientrano nei nostri gusti, si custodiscono con cura per il valore che hanno e si lasciano in eredit&agrave; alle generazioni che verranno! Un regalo che dovrebbe essere maggiormente apprezzato proprio dalla Citt&agrave; pi&ugrave; vilipesa dalla politica regionale, che non ha mai &ldquo;compreso&rdquo; le potenzialit&agrave; della sua posizione baricentrica e strategica,&nbsp; fondamentale per lo sviluppo di tutta la regione. Dai miei studi di urbanistica, mi sbilancio a dire &ldquo;una citt&agrave; perfetta&rdquo; territorialmente, una enorme pianura dal mare ai monti, alle terme. Non sempre, per&ograve;, i lametini si lamentano a torto. La storia degli scioglimenti &egrave; diventata una farsa anche per chi crede di avere la legalit&agrave; nel dna. Conosco personalmente Paolo Mascaro da quando eravamo bambini, compagno di scuola e amico d&rsquo;estate. Ho frequentato casa sua e conosciuto i genitori, professori e poi entrambi presidi, il fratello e la sorella, farmacista e medico. Siamo andati insieme a cercare casa a Roma per l&rsquo;Universit&agrave;, poi io, da buon mammone, cedetti al ricatto di mia madre in lacrime: &ldquo;Se vai a Cosenza ti regaliamo la macchina!&rdquo;. La nostra amicizia, nonostante che le strade allora si divisero, &egrave; rimasta fraterna e, appena laureato, &egrave; diventato il mio avvocato. Con le sue arringhe, ho persino vinto una causa contro Valeria Marini, che mi ha dovuto risarcire per aver raddoppiato il cachet a poche ore da un evento a Montepaone! Una persona perbene, eccezionalmente perbene. &ldquo;Ci saranno cose che lui nemmeno conosce&rdquo;, ho pensato incredulo allo scioglimento e alla sua incandidabilit&agrave;. Poi, per&ograve;, &egrave; arrivata la prima sentenza che ha bocciato l&rsquo;incandidabilit&agrave; e gli ha restituito la limpidezza personale che, chi lo consoce, non ha mai messo in dubbio. Ma non &egrave; finita qui, anche il Tar del Lazio ha bocciato lo scioglimento e lo ha rimesso in carica con tutto il Consiglio comunale. Sembrava storia chiusa, uno dei classici gira e rigira della giustizia italiana, che spesso assolve innocenti dopo che sono morti o cambia opinione ad ogni grado di giudizio, invece no. Neanche il tempo di attendere la decisione del Consiglio di Stato e, con la velocit&agrave; della luce,&nbsp; vengono richiamati i tre commissari, riportando la citt&agrave; nel buio. A Roma viene persino arrestato il Presidente del Consiglio Comunale, braccio destro del sindaco, dopo una serie di arresti che hanno fatto coniare persino il temine &ldquo;mafia capitale&rdquo;. Episodi del genere, come ci dicono le cronache, sono quasi quotidiane in quasi tutti i Comuni italiani, ma niente, tutto va bene!&nbsp; Qualcosa non mi torna, sar&agrave; perch&eacute;, in fondo, sono un lamentino anch&rsquo;io?</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold; font-size: small;">Tutta colpa di quei 49 migranti (da Calabria Magazine &#8211; gennaio 2019)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Fornai, benzinai, cuochi, operai, ecc., insomma tutti quelli che non sono politici di professione, siete avvisati: fate il vostro lavoro e non esternate pensieri fastidiosi a piacimento, almeno su argomenti di esclusiva competenza di chi avete eletto e fa quel nobile mestiere nell&rsquo;interesse del popolo italiano. Chi cuoce cuocia e chi canta canti! Poi, a dire il vero, un cantante pu&ograve; avere l&rsquo;ardire di esprimere liberamente come la pensa, a parole e senza musica? Con la musica sotto il discorso cambia, vedi rapper e trapper che ne sparano a vagonate senza che qualcuno si scandalizzi. Chi sarebbe stato Mogol senza qualcuno che gli musicasse i testi? Un parolaio e non un paroliere! Tant&rsquo;&egrave; che, con la musica, anche il Pescatore di De Andr&egrave;, quello che <em>vers&ograve; il vino e spezz&ograve; il pane per chi diceva ho sete ho fame</em>, pu&ograve; piacere a tutti, indipendentemente da posizioni politiche e considerazioni umanitarie. C&rsquo;&egrave;ra la musica e chi &egrave; abituato a fischiettare radendosi la barba o spalmando la nutella sulla fetta biscottata, alle parole ci pensa poco. Conta l&rsquo;orecchio! Come dice uno studio, se si fanno fischiettando, i selfie vengono pi&ugrave; ammiccanti e prendono vagonate di like! Poi, onestamente, uno che cantava &ldquo;<em>passerotto non andare via senza i tuoi capricci che far&ograve;</em>&rdquo;, &egrave; meglio che copra tutto con la musica e faccia silenzio! Tra animali e migranti, questo &egrave; seriamente un pericolo pubblico, un No&egrave; dei giorni nostri che si caricherebbe di tutto senza un minimo di selezione. Da milioni di anni, l&rsquo;Italia e&rsquo; degli italiani che, con cura e pazienza, hanno persino scavato secoli per staccarla dall&rsquo;Africa e farne una penisola. Via passerotti capricciosi e gente colorata che vorrebbe arrivare da ogni parte!. E se si dovesse sapere che, oltre a parlare a vanvera e a cappella, Baglioni organizzava un festival proprio a Lampedusa dedicato ai migranti, rischierebbe pure di essere incriminato per favoreggiamento dell&rsquo;immigrazione clandestina. Vuoi vedere che tutti questi che partono dall&rsquo;Africa sono suoi fans? Per il prossimo Festival di Sanremo, sarebbe bene cominciare a pensare a Van de Sfroos che, perlomeno, canta pure in lombardo e si fischietta che &egrave; una meraviglia: &ldquo;<em>Sbusci&agrave; de tot ma ho s&#8217;cep&agrave; nagot&#8230; Africa dulza del tramut so la feruvia alta marea che fa naufrag&agrave; &#8216;l bicer</em>&rdquo;. Anche lui pensa, ma almeno non fomenta e lo capiscono in pochi! S&igrave;, perch&eacute; i cantanti che pensano e parlano, non piacciono nemmeno ai direttori della tv. Sanremo &egrave; Sanremo, il festival della canzone, non un talk show di Gad Lerner. E poi, come fanno notare i seguaci della politica dai nobili propositi, come si poteva, peraltro a Capodanno, pensare di far sbarcare quarantanove uomini, donne e bambini, mentre nevicava ad Amatrice? Bisogna essere proprio degli irresponsabili buonisti! In Italia nevicava e qualcuno pensava a quei signori in barca a festeggiare l&rsquo;arrivo del 2019 nel Mediterraneo con caviale e champagne, ballando appresso ad Amadeus e alle nonne delle Chic in tv! Per fortuna, a tranquillizzare i pi&ugrave; preoccupati, quelli che ormai hanno un chiodo fisso e ad Amatrice pensano notte e giorno, &egrave; arrivata la notizia che la foto di case sommerse dalla neve era una fake scattata, addirittura, in Libano! Meno male che l&rsquo;ha detto pure il Tg1, cos&igrave; il caso &egrave; chiuso. Poi, chiedo proprio a Baglioni: era il momento di fare polemiche alla vigilia di Sanremo, tirando per la giacca chi &egrave; gi&agrave; preso dai tanti problemi seri del Paese? L&rsquo;Italia &egrave; fuori controllo per colpa dei migranti e noi pensiamo ad accoglierne altri cinquanta! Se Baglioni rischia di perdere Sanremo, il pericolo pi&ugrave; grosso, per&ograve;, lo corrono i calabresi. A malapena e non senza mal di stomaco, da un paio d&rsquo;anni sono considerati italiani anche dai Padani ed ora si mettono a fare i buonisti dalla parte di profughi e migranti? Poi si meravigliano che li chiamano terroni e a qualcuno torni in mente perfino la secessione. Stiano buoni e la notte pensino a dormire. Non sanno e non vedono mai niente e, improvvisamente, vedono una barca al buio ed escono nudi, a meno sei, per soccorrere migranti? Se la Tav non si far&agrave;, pare che i soldi saranno spesi per realizzare un canale largo quanto lo Stretto di Messina che unisca Ionio a Tirreno e stacchi la Calabria dallo stivale. In tal caso, nessuno si meravigli e gridi al razzismo. Di questi buonisti, ex puzzolenti ed ex zavorra, non se ne pu&ograve; sinceramente pi&ugrave;! Mentre nevica e fa freddo, questi insopportabili omini bassi e scuri sono usciti di casa in piena notte per salvare una cinquantina di curdi che, maldestramente, hanno scelto proprio la Calabria per sbarcare. Bisogna intervenire subito. La notizia che i calabresi hanno un cuore grande pieno di &lsquo;nduja e cipolla rossa di Tropea, sta facendo il giro del mondo. Non bastava il sindaco di Riace che ha popolato di straccioni il paese dei Bronzi e, senza pudore e rispetto della legge, ha affidato i servizi di nettezza urbana a due immigrati con tre asini, peraltro neri! Onestamente, si pu&ograve; sopportare che un asino ragli alle cinque del mattino per trasportare la differenziata, svegliando tutta la Locride? Lucano in galera e dura lezione per i cittadini di Melissa: niente concerti di Baglioni in Calabria. Non tutti i mali vengono per nuocere. Un concerto con buonisti, terroni, migranti e pure Lucano, magari in gilet originale giallo al profumo di bergamotto, che cantano per tre ore &ldquo;<em>quella sua maglietta fina</em>&rdquo; e si eccitano con canzoncine sdolcinate, tutto romanticismo e miele, potrebbe essere davvero l&rsquo;inizio di una rivoluzione!</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold; font-size: small;">Anno 2132, arriva il bonus arancino (da Il Quotidiano del Sud del 2 ottobre 2016)&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>22 dicembre 2132 &nbsp;&ndash; Matteo Silvio Renzi IV, per inaugurare il ponte sullo stretto, ha scelto la data di oggi per un motivo preciso, come ha sottolineato nella storica cerimonia poco fa a Messina.&nbsp;</span><span><span>Ed oggi, siamo qui perch&eacute; in due hanno fatto lo stesso sogno: il Ponte sullo Stretto! Due uomini diversi, allora di schieramenti opposti, ma con lo stesso sorriso, lo stesso ottimismo e, lo dico orgoglioso, le stesse passioni! Oggi lo stretto non &egrave; pi&ugrave; come prima. Il lento distaccamento della Sicilia, tanto invocato con preghiere e stregonerie dai contrari al Ponte, ci ha costretto ad allungarlo di un altro chilometro, per&ograve; ce l&rsquo;abbiamo fatta lo stesso. Non sono qui a cantare vittoria, non l&rsquo;avrebbero fatto neanche i miei predecessori, Matteo primo, secondo e terzo; anzi, esprimo vicinanza a tutti quelli che si sono battuti audacemente per non farlo realizzare. Mai infierire sugli sconfitti. Stai sereno, dicevano loro, e lo dico anch&rsquo;io! Cos&igrave; &ndash; <em>ha proseguito il Super Premier, sollevandosi per circa tre metri da terra (unico al mondo dotato di questo super potere)</em> &ndash; mi sento vicino all&rsquo;Associazione Arancini della Caronte. A voi, che andavate su e gi&ugrave; per lo stretto sgranocchiando l&rsquo;insuperabile arancino di Messina, dico di stare sereni: abbiamo pensato al bonus arancino. Oggi che non abbiamo pi&ugrave; bisogno degli ottanta euro del trisnonno, perch&eacute; con il ritorno alla lira abbiamo risolto ogni problema economico, possiamo permettercelo: arancini per tutti! Un pensiero va anche agli ambientalisti. Come sapete, per la disgrazia dell&rsquo;inabissamento della nave su cui stavano protestando il giorno dell&rsquo;inizio dei lavori, sono volati tutti nel Paradiso che sognavano: una preghiera &egrave; per loro. Siate felici e sereni anche voi! Guardare il ponte da lass&ugrave;, deve essere ancora pi&ugrave; bello!&gt;&gt;, ha proseguito, alzandosi di almeno cinque metri da terra a mani giunte, con lo sguardo rivolto al cielo.&nbsp;</span><span>In questa storica giornata, davanti a migliaia di immigrati ormai residenti in Calabria e Sicilia, grazie al progetto &ldquo;Ripopoliamo il Sud di onesti&rdquo;, Matteo Silvio ha snocciolato numeri e record.&nbsp;</span><span>&lt;&gt;.&nbsp;</span><span>Dopo qualche attimo di silenzio e palpabile commozione, il Super Premier ha scatenato le nuovissime pupille fotografiche dei centomila giapponesi arrivati per l&rsquo;occasione, con un annuncio a sorpresa: &lt;<em>ha concluso Renzi IV</em><span> &#8211; chiameremo questo ponte &lsquo;Matteo Silvio e Maria Elena&rsquo;, perch&eacute; in questa quarta era moderna non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; posto per Scilla, Cariddi, Grilli parlanti e per tutti i mostri del passato!&gt;&gt;.&nbsp;</span><span>Terminata la cerimonia, il Super Premier ha indossato la tuta termica ed &egrave; volato a Roma. Sar&agrave; proprio lui, infatti, l&rsquo;ultimo tedoforo delle Olimpiadi Invernali di San Felice Circeo che si apriranno dopo domani, notte di Natale. Appena toccher&agrave; il tripode con la fiaccola, passer&agrave; su Roma la grandiosa Stella Cometa dirottata dalla sua orbita per l&rsquo;eccezionale avvenimento.</span></span></span></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><span>A proposito del no alle Olimpiadi di Roma 2024 &#8211; da The Post Internazionale del 22 settembre 2016</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Da ieri, ufficialmente, siamo un Paese del quinto mondo, ex sviluppato e in fase di lento disfacimento. Il sindaco della Capitale, e con lei un numero consistente di italiani, hanno dichiarato al mondo intero che siamo una nazione di incapaci. Inutile sognare, pensare, progettare grandi opere ed eventi storici: non ne siamo all&rsquo;altezza. La mafia, la corruzione, l&rsquo;incapacit&agrave; gestionale, la disorganizzazione, l&rsquo;inefficienza, l&rsquo;inettitudine, la mala amministrazione, la collusione di ogni ganglio del sistema produttivo con il malaffare, l&rsquo;inaffidabilit&agrave; e la dappocaggine di manager e imprenditori, incapaci perfino di pianificare i lavori e terminare un&rsquo;opera&nbsp; pubblica, il mal funzionamento degli organi di controllo e del sistema della giustizia, e ogni altro aspetto di degrado ascrivibile al quinto mondo, in Italia sono tali da dover chiudere il Paese.&nbsp;</span><span>Impossibile soltanto immaginare un progetto importante, che impieghi le menti e le risorse degli onesti a creare le condizioni per la fattibilit&agrave; economica, negli alvei della legalit&agrave;, di qualsiasi opera o evento strategico. In Italia, ormai &egrave; impossibile finanche sognare.&nbsp;</span><span>E ci&ograve;, guarda caso, viene ufficializzato da chi si presenta e si propone come la buona politica. Ma la buona politica non &egrave; quella che fa le cose perbene, superando le negativit&agrave; e assicurando i risultati attraverso meccanismi di efficienza e legalit&agrave;?&nbsp;</span><span>La buona politica non trasforma le occasioni in opportunit&agrave; e, se talmente brava, in salti di qualit&agrave; per l&rsquo;intero Paese e la qualit&agrave; della vita dei suoi cittadini?&nbsp;</span><span>Ragionamenti simili li ho sentiti anche per il Ponte sullo Stretto, opera che in qualsiasi parte del mondo sarebbe stata realizzata e che favorirebbe i normali flussi quotidiani tra due regioni distanti appena tre chilometri.&nbsp;</span><span>&ldquo;Impossibile, ci sono la mafia, la &lsquo;ndrangheta, la corruzione, i terremoti&hellip;&rdquo;, i disfattisti non hanno perso tempo. In verit&agrave;, in questo caso, ci sono anche problemi insuperabili, come i danni all&rsquo;orientamento e al sistema nervoso di tonni e pesce spada; ma per le Olimpiadi, forse, lo sforzo di dimostrare al mondo che l&rsquo;Italia non &egrave; un paese in agonia di tonni disorientabili, pieno di metastasi dappertutto, si sarebbe potuto fare. La buona politica &egrave; quella che fa bene o quella che non fa, paralizzata da incubi e fantasmi?&nbsp;</span><span>Da ieri, ufficialmente, siamo il primo Paese entrato nel quinto mondo, la dimensione degli inetti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><a href="http://www.tpi.it/mondo/italia/opinione-ruggero-pegna-olimpiadi-roma"><strong>Leggi in questo link il pezzo originale su TPI</strong></a></span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold; font-size: small;">A proposito dell&#8217;arrivo delle armi chimiche siriane al Porto di Gioia Tauro (dal Quotidiano del 24.01.2014)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Da semplice cittadino  calabrese, sto seguendo il caso dello smaltimento delle armi chimiche siriane da  effettuarsi nel Porto di Gioia Tauro e, dopo aver sentito un po&rsquo; delle solite  chiacchiere della politica,&nbsp; ho deciso di porre pubblicamente qualche  riflessione e qualche domanda. Il 4 ottobre del 2002 mi &egrave; stata diagnosticata,  improvvisamente, una leucemia mieloide acuta indifferenziata, una forma mortale  superata miracolosamente. Una storia abbastanza nota, soprattutto per le vicende  mediche e mistiche della guarigione che ho raccontato in un libro, la cui causa,  per&ograve;, &egrave; rimasta a vagare tra dubbi e pensieri, fino a quando non ho sentito le  affermazioni di questi giorni di alcuni ministri che avvalorano quanto, dentro  di me, ho supposto sin dal primo momento: &ldquo;Perch&eacute; preoccuparsi in questa  occasione &ndash; dicono i nostri governanti &ndash; se in questo porto ogni anno si  effettuano operazioni simili e transitano quantitativi enormi di sostanze  tossiche, senza che mai ci siano stati problemi?&rdquo;.&nbsp;</span><span>Non entro nel merito di  considerazioni politiche che, comunque, anche un semplice cittadino avrebbe il  diritto di poter fare, magari evidenziando come l&rsquo;interesse della classe  politica nazionale si manifesti verso la Calabria solo ogni volta che rimangono  imbottigliati per ore sulla nostra autostrada, tanto da stupire che sia stata  scelta come sede di operazioni del genere, ma chiedo ai signori Ministri: ora  che avete certificato che almeno il Porto di Gioia Tauro &egrave; da sempre luogo di  transito di sostanze tossiche di ogni tipo, siete proprio sicuri che ci&ograve; non  abbia mai prodotto danni all&rsquo;ambiente e ai cittadini calabresi, da poterlo  affermare sorridenti con cotanta certezza?&nbsp;</span><span>I miei dubbi, per il puro  scrupolo di non generare illazioni, fino ad oggi li ho tenuti per me, ma di  fronte alla sfacciataggine di certa politica, ho deciso di esternarli. Al  momento della diagnosi della mia leucemia, i medici mi dissero che si trattava  di una forma comune a persone venute in contatto con sostanze tossiche e  radioattive e che, soprattutto, le cellule tumorali erano nel mio corpo da poche  settimane. Conducendo una vita normale, e non da militare in Kosovo, ho  cominciato a sfogliare nei ricordi per ricostruire in quali luoghi ero stato  negli ultimi due mesi: guarda caso, il mese di settembre del 2002 ero stato  proprio al Porto di Gioia Tauro, tra navi e container, per preparare  l&rsquo;allestimento dello spettacolo televisivo &ldquo;La sera dei Miracoli&rdquo; che and&ograve; in  onda su Rai Uno il 25 settembre!&nbsp;</span><span>Ho sempre voluto ritenere  che si sia trattato di una pura coincidenza e di un fatto difficilmente  spiegabile, ma, ai ministri che hanno gridato con imbarazzante fierezza che in  quel porto transitano normalmente enormi sostanze tossiche, chiedo: &ldquo;Come fate  ad essere cos&igrave; certi che i tantissimi casi di tumori e&nbsp; leucemie, compreso la  mia, che si sono registrate e si registrano in quelle zone non siano  addebitabili proprio a quanto candidamente avete  ammesso?&rdquo;.&nbsp;</span><span>Non so che studi ed  esperienze scientifiche abbiano gli Onorevoli che si sono abbandonati a queste  tranquillizzanti affermazioni, ma ho trovato incredibile il solo fatto di averle  sentite, quasi a mo&rsquo; di spot: &ldquo;Calabresi, state tranquilli, vi rassicuriamo  noi!&rdquo;. Nel mio caso, l&rsquo;effetto sortito &egrave; stato esattamente l&rsquo;opposto di quello  voluto: ora sono ancora pi&ugrave; convinto di quanto  immaginavo.&nbsp;</span><span>Un&rsquo;altra domanda mi  piacerebbe porla ai movimenti ambientalisti, nel reggino particolarmente attivi  e, normalmente, sensibili perfino al sistema nervoso dei tonni, tanto da  combattere la costruzione del ponte sullo stretto per evitare ai grandi pesci in  transito la perdita dell&rsquo;orientamento (come ho sentito in un&rsquo;intervista  televisiva)</span><strong>:</strong><span> &ldquo;Anche voi avete le  stesse certezze dei nostri ministri?&rdquo;.&nbsp;</span><span>A parte tumori e leucemie,  oggi, perfino curabili, vi figurate quanto diventerebbe complicato per i poveri  pescatori di Bagnara prendere un pescespada con le convulsioni tipiche da gas  nervino?</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><span>Lettera di auguri  al sindaco di Lamezia Terme (dal Lametino del 28.12.2013)<br /></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>In  conclusione di anno, mi piace inviare i migliori auguri a tutti i lametini e, se  mi &egrave; consentito, in particolare al nostro sindaco che, Speranza di nome e di  fatto, riesce a tenere sempre viva la citt&agrave;, altrimenti afflitta da atavica  monotonia, con la sua innata simpatia e i suoi scherzetti di carnevale da  autentico birboncello, estesi a tutto l&rsquo;anno!&nbsp;Se non  ci fossero state le annunciate dimissioni di Giannetto, di cosa avremmo parlato  durante i lunghi banchetti di Natale? A dire il vero in pochi ci credevano,  compreso i pi&ugrave; noti scommettitori inglesi, per&ograve; la sua geniale trovata ha  animato comunque pranzi, cene, tombolate e scoponi&hellip; E che dire dell&rsquo;altro  simpaticissimo scherzo del finto bando per le festivit&agrave; natalizie e per l&rsquo;evento  di Capodanno?&nbsp;Ebbene,  lo ammetto, io ci sono ancora cascato! Nonostante il precedente sul Demofest  che, simpaticamente, mi annull&ograve; a una settimana dallo svolgimento e altre varie  birbonerie, questa volta, mi sono detto, &egrave; tutto vero: bando ufficiale  pubblicato sul sito comunale pieno di allegati da compilare, scadenza alle ore  12.00 del 2 dicembre, importo indicato 24200 euro tutto compreso, certificati  vari da allegare e, soprattutto, adeguata proposta e curriculum all&rsquo;altezza&hellip;  Insomma, un bando a tutti gli effetti! <br />Immediatamente mi preoccupo di fare  la mia proposta: blocco due dei migliori personaggi di Rtl, Alessandro Greco, il  mattatore di Furore sulla Rai e il simpaticissimo Conte Gal&egrave;, entrambi in onda  ogni giorno sulla prima radio italiana, la loro allegra orchestra &ldquo;Evviva la  musica&rdquo;, un djset nazionale! Malgrado il ridotto budget, progetto anche un mega  allestimento da discoteca all&rsquo;aperto ed una ricca promozione che, per  l&rsquo;immagine, non guasta mai.&nbsp;Cos&igrave;,  alle 11.55 del 2 dicembre, mi dirigo come un razzo al protocollo comunale e mi  prendo il timbro proprio allo scadere, con tanto di fiatone e un po&rsquo; di  batticuore per aver evitato di stendere un vecchietto. A quel punto, ignaro del  nuovo simpaticissimo scherzetto, dovevo solo attendere con fiducia l&rsquo;apertura  delle buste e l&rsquo;annuncio del vincitore! <br />Come  previsto, appena due giorni dopo, aprono regolarmente le buste e buttano gi&ugrave; una  graduatoria. &ldquo;Tutto vero, anche se terremo il segreto per settimane per creare  un po&rsquo; di suspance, questa volta &egrave; tutto vero!&rdquo;, mi hanno confermato  informalmente.&nbsp;Il 24 dicembre, per&ograve;, la simpatica sorpresa. Mentre sono intento a comprare qualche  anguilla in pescheria, mi suona il cellulare: mail in arrivo! Agitato e con le  anguille che si agitavano pi&ugrave; di me nella busta, apro subito la posta. From:  &ldquo;Comune di Lamezia Terme&rdquo;&nbsp;&nbsp; To: &ldquo;Tutti i partecipanti del bando Evento di  Capodanno&rdquo;. Testo: &ldquo;Il bando &egrave; stato annullato, vi invitiamo a presentare entro  il 27 mattina una nuova proposta a met&agrave; del budget, cio&egrave; 12880 euro, tutto  compreso!&rdquo;. A quel punto, finalmente, si &egrave; accesa la lampadina: vuoi vedere che  &egrave; un altro scherzetto del solito Giannetto? Chiamo in Comune e ho la conferma:  bando annullato, soldi dimezzati e aggiudicazione a sorpresa. Ho chiuso il  telefono felice. &ldquo;Allora non si dimette sicuro, ha solo scambiato Natale per  Carnevale!&rdquo;, ho bisbigliato rincuorato&hellip; &ldquo;E vuoi vedere che ora ci propina una  bella ed elettrizzante notte di tarantelle?&rdquo;.&nbsp;Sindaco,  per&ograve;, glielo dico con affetto: vanno bene anche le tarantelle, tanto siamo gi&agrave;  sufficientemente tarantolati, ma se ha intenzione di farci anche uno dei suoi  allegri sermoni di auguri di buon anno, ci avvisi subito, cos&igrave; facciamo arrivare  in tempo un aereo di peperoncini messicani da infilare nelle mutande rosse. Dopo  quanto accaduto in citt&agrave; negli ultimi anni ed aver visto al cinema &ldquo;Colpi di  fortuna&rdquo; , meglio premunirsi! Con i migliori  auguri.</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><span><strong>IL MONDO DELLO SPETTACOLO DAL VIVO PROMUOVE OCCUPAZIONE, CULTURA E VALORI UMANI, RISPETTANDO LE REGOLE! (Ansa del 28.03.2012)</strong><br /> Non si placano le polemiche dopo il blitz della Guardia di Finanza al concerto della Pausini al Palamaggi&ograve; di Caserta, durante il quale sarebbero stati scoperti sedici operai  che lavoravano in nero. In merito alle affermazioni di Emilio Miceli, segretario generale della Slc-Cgil, che nei giorni scorsi ha dichiarato testualmente che l&#8217;episodio &egrave; la dimostrazione che in questo settore il disprezzo delle regole &egrave; consuetudine, anche a costo del sacrificio di vite umane, interviene l&#8217;organizzatore di spettacoli dal vivo Ruggero Pegna, membro del consiglio direttivo di Assomusica, l&#8217;associazione italiana di organizzatori e produttori di concerti. &#8220;Le affermazioni di alcuni sindacati, che ho letto sulla stampa &#8211; dice Pegna &#8211; a mio parere sono gravissime e infamanti per un settore all&#8217;avanguardia che da oltre quarant&#8217;anni anche in Italia, al contrario, produce occupazione soprattutto giovanile, promuove la cultura, la creativit&agrave; e l&#8217;arte del nostro Paese, esalta i pi&ugrave; nobili valori della vita umana, dall&#8217;amicizia all&#8217;aggregazione pacifica di intere famiglie, dalla solidariet&agrave; alla pace. Purtroppo questo settore, semmai, soffre del disinteresse che, spesso, le istituzioni e gli stessi sindacati hanno manifestato, visto che a tutt&#8217;oggi in Italia non esiste un vero riconoscimento delle figure professionali coinvolte, spesso altamente specializzate e competitive con le migliori figure del settore a livello internazionale. Come in tutti i settori, ogni generalizzazione &egrave; infondata e sbagliata. Il mondo dello spettacolo dal vivo &egrave; tra i pi&ugrave; corretti e offre il suo contributo al Paese anche in termini economici. Gli incassi dei biglietti sono tutti verificati dalla Siae, alla crescita della quale offre un suo contributo prezioso, finalizzato alla tutela del patrimonio artistico e autorale italiano. Allo stesso modo, sono regolarmente controllate le posizioni Enpals di musicisti e tecnici. I maggiori operatori del settore compresi in Assomusica, autonomamente, si sono finanche dotati di un codice etico, di un documento regole e ruolo per lo spettacolo dal vivo in Italia e di un progetto assicurativo. In merito all&#8217;argomento della sicurezza, lo spettacolo dal vivo &egrave; sottoposto da sempre a norme rigorose, all?inoltro di progetti e documenti a firma di tecnici abilitati alle autorit&agrave; competenti e all&#8217;esame minuzioso di ogni dettaglio degli allestimenti da parte delle Commissioni Provinciali di Vigilanza facenti capo alle Prefetture. Piuttosto che attaccare in modo indiscriminato, generico e diffamante un settore tanto importante per l?occupazione, la cultura e la vita sociale del Paese, composto da professionisti di altissimo spessore umano ed esperienza, si contribuisca al miglioramento dell&#8217;intero comparto ascoltando le istanze che da esso provengono, a cominciare dal pensare e progettare anche per lo svolgimento delle attivit&agrave; connesse alla produzione musicale popolare nel suo complesso. In Italia, le strutture realizzate per tali eventi sono quasi inesistenti, come &egrave; inesistente una vera legge, invocata da anni, che regoli il settore. Infine -conclude Pegna &#8211; in merito all&#8217;argomento specifico dei lavoratori impiegati, va obbligatoriamente precisato che i tecnici dello spettacolo dal vivo sono tutti in regola con quanto previsto dalle normative in vigore, trattandosi peraltro di figure altamente specializzate, dai fonici agli ingegneri del suono, ai tecnici delle luci, ecc. In questo ambito, piuttosto, in Italia &egrave; necessario fare attenzione al rispetto delle regole da parte di molte societ&agrave; di servizi, spesso cooperative, che offrono manodopera per lo scarico dei camion a tutti i settori merceologici, e non solo alla musica dal vivo, soggetti estranei al comparto e solo occasionalmente coinvolti.&#8221;&nbsp;</p>
<p><strong>Replica alle affermazioni di Eros Ramazzotti su Repubblica (06.03.2012)</strong><br />&#8220;Ho letto su di un quotidiano nazionale le dichiarazioni di Eros Ramazzotti in cui afferma che da anni non scende al Sud perch&eacute; mancano spazi adeguati e sicuri, manca professionalit&agrave;, le costruzioni sono di almeno quarant&#8217;anni e mai ammodernate. Da queste parole ho avuto conferma dell?idea che mi sono fatto organizzando concerti da oltre ventisei anni, cio&egrave; che alcuni cantanti farebbero bene a limitarsi a cantare per evitare di dire stupidaggini. Le affermazioni di Ramazzotti sono prive di cognizione di causa. Ramazzotti dimostra di ignorare qualsiasi nozione tecnica relativa agli allestimenti di grandi show, palesando anche gravi lacune in merito alle pi&ugrave; elementari nozioni di geografia. Trieste, infatti, dove &egrave; successo l&#8217;analogo incidente appena qualche mese fa, non &egrave; al Sud! Su questi aspetti di geografia, Ramazzotti aveva gi&agrave; manifestato gravi lacune durante un concerto a Catanzaro, gridando al pubblico disorientato &#8220;Ciao Palermo&#8221;. A parte tali inevitabili considerazioni, trovo doveroso smentire in tutto le affermazioni di Ramazzotti. La Calabria e il Sud hanno strutture tra le pi&ugrave; moderne del Paese, nuovi teatri, anfiteatri, spazi di tutti i tipi. Lo stesso palasport di Reggio, che io ho inaugurato nel 1991 con Sting, &egrave; tra i pi&ugrave; moderni, sicuri e strutturalmente all?avanguardia. Ha ospitato Campionati del mondo di varie discipline sportive fino all?altro ieri ed eventi di spettacolo di ogni tipo, dall&#8217;imponente Notre Dame De Paris, ai concerti di Renato Zero, Claudio Baglioni, Ligabue, Zucchero, fino allo spettacolo di Checco Zalone dello scorso ottobre. Al Sud ci sono teatri nuovissimi o appena ristrutturati che producono e ospitano lirica, stadi che hanno ospitato i pi&ugrave; grandi live all&#8217;aperto, da Vasco Rossi a Elton John. Rispetto all&#8217;argomento della professionalit&agrave;, probabilmente, la sua esperienza al Sud non &egrave; stata delle migliori. Se cos&igrave; &egrave;, dovrebbe piuttosto prendersela con le sue agenzie per la scelta dei promoter, evidentemente improvvisati, a cui hanno affidato i suoi concerti. Concludo ribadendo la mia personale opinione su quanto accaduto a Trieste e Reggio: bisogna ridimensionare alcune ciclopiche produzioni studiate per spazi al chiuso come i palasport. Quindici tir di roba non servono alla musica, a chi fa musica, all?Impresa Musica nel suo complesso! Inoltre, secondo me, nello specifico bisogna analizzare le nuovi soluzioni tecniche in alluminio adottate in questi concerti, in sostituzione delle consolidate e rodate strutture layher, con cui sono stati fatti per anni e continuano ad effettuarsi regolarmente, in tutto il mondo, migliaia di concerti in condizioni di totale sicurezza. Se questi gound support sono caduti gi&ugrave; in fase di montaggio, probabilmente, vuol dire che hanno dei livelli di rischio e di inaffidabilit&agrave; tali da indurre a serie riflessioni, innanzitutto ingegneristiche&#8221;.    </p>
<p><strong>Riflessioni e domande sulle iniziative natalizie a Lamezia (del 20.01.2012)</strong><br />Illustre Sindaco Speranza,  ho letto alcune critiche mosse al programma natalizio comunale. Le ho trovate anche fin troppo generose, rispetto a quelle pi&ugrave; impietose di cittadini e negozianti. A parte la qualit&agrave; sia artistica che ornamentale delle scelte effettuate, poich&eacute; nel merito qualcuno direbbe che trattasi di questione di gusti e ognuno ha i suoi, qualche domanda nasce spontanea sugli aspetti legati alla normativa sulla sicurezza e all&#8217;applicazione di principi di correttezza e legalit&agrave;, certo che quando si toccano questi argomenti, si possa trovare, almeno in lei, il conforto della comprensione. Come intuisce, chi ha dedicato la propria vita a un lavoro, con sacrifici, passione e professionalit&agrave;, dai tempi in cui parlare di cultura, spettacolo, musica, a Lamezia e in Calabria, era quasi un tab&ugrave;, non pu&ograve; assistere in silenzio a episodi che, se non altro, richiedono un opportuno chiarimento, peraltro, alla presenza di meccanismi comunali che riguardo ad aspetti burocratici, in occasione di eventi organizzati da terzi, sfoggiano atteggiamenti da manuale del funzionario pi&ugrave; che zelante. Evidentemente, certi temi sono pi&ugrave; teorici o da propaganda, che concrete e reali azioni amministrative. Che senso ha avuto abbandonare davanti alla Bnl, per settimane, una vecchia cassa armonica da banda paesana, inutilizzata, pericolosa, soprattutto per i bambini e d&#8217;intralcio per il traffico? Sono stati effettuati tutti i collaudi necessari della pedana, delle balaustre e della copertura, visto che, trattandosi di una vecchia struttura, non essendo custodita, &egrave; stata continuamente invasa da bambini e circondata da cittadini? E, riguardo all&#8217;impiantistica elettrica, sono state osservate le misure di sicurezza, visto che la struttura non era adeguatamente delimitata, protetta o interdetta all&#8217;accesso di bambini e curiosi? Illustrissimo sindaco, se tale incomprensibile cassa armonica, decontestualizzata e incustodita, ha rischiato di creare problemi di sicurezza, ancora pi&ugrave; pericolosa &egrave; stata la sistemazione della fitta e orrenda caveria delle luci creative sull?isola pedonale, poco sopra le teste dei cittadini, a detta di esperti del settore, certamente fuori norma! Capisco che qualcuno potrebbe dire che &egrave; stato gi&agrave; fatto un passo avanti rispetto alla capanna, con plinti e tiranti tesissimi &#8220;taglia teste&#8221; sui marciapiedi, abbandonata per mesi negli anni scorsi nello stesso punto, ma su certi argomenti non si scherza, perch&eacute; non &egrave; una questione di gusti o di stile. Passo oltre, sia in merito ai gazebo vuoti e abbandonati al centro dell?isola pedonale, da Natale 2012 post fine de mondo, pi&ugrave; che da Natale 2011, che sulla validit&agrave; e riuscita di tante iniziative costate pi&ugrave; o meno come gli anni scorsi, per&ograve; mi tocca soffermarmi sul Concerto di Capodanno, perla di correttezza amministrativa.  Come lei sapr&agrave;, i suoi uffici hanno indetto un bando dal titolo &#8220;Concerto di fine anno&#8221;. Sin da subito, le idee di chi l&#8217;ha redatto sono sembrate poco chiare. Dapprima, era stato previsto un importo di diecimila euro, poi, dopo qualche giorno, &egrave; stato raddoppiato a ventimila. Nonostante che ci&ograve; abbia prodotto un&#8217;iniziale confusione, almeno i criteri del bando sembravano sufficientemente chiari e inequivocabili. Inoltre, la notizia dell&#8217;estrema competenza della commissione diramata dai suoi uffici, ci dava la tranquillit&agrave;, finalmente, del rispetto di legalit&agrave;, correttezza e precisione. Nei giorni successivi, per&ograve;, sono arrivate le inimmaginabili sorprese. Non avrei mai pensato, infatti, anche nel mio ruolo di dirigente  nazionale dell&#8217;associazione di organizzatori e produttori di spettacoli dal vivo italiani, che le espressioni &#8220;concerto di fine anno&#8221; o &#8220;qualit&agrave; artistica&#8221; e gli stessi termini &#8220;artista&#8221; e &#8220;musicisti&#8221;, avrebbero mai potuto confondere o trarre in inganno anche la pi&ugrave; sprovveduta delle commissioni prescelte, figuriamoci una competente, poich&eacute;, almeno tutti i vocabolari italiani, concordano sul significato di queste parole. Eppure, le sorprese sono continuate ad arrivare, in una sequenza, a tratti, inquietante, in altri perfino divertente. La prima graduatoria aveva aggiudicato il bando alla proposta del gruppo musicale Zimbaria con ospite Youssou &#8216;Ndour, prodotta da un&#8217;agenzia di Catanzaro alla quale le Iene hanno dedicato alcuni simpatici servizi per aver millantato false esclusive; al secondo posto, c&#8217;era una proposta di musica d?autore emergente dell&#8217;Arci, al terzo, la radio che, poi, ha vinto e, al quarto, il concerto del Parto delle Nuvole Pesanti, band candidata nel 2011 ai David di Donatello per la colonna sonora del film di Antonio Albanese, ecc.. Le domande che, in conclusione, le rivolgo, certo di ricevere risposte chiare ed esaustive, sono le seguenti. Come mai, alla fine, il bando &egrave; stato aggiudicato a una radio che, con i criteri del bando, non ci azzeccava proprio niente, non avendo proposto n&eacute; un concerto, n&eacute; alcun artista n&eacute; alcun musicista? Come mai, tale proposta non era firmata in ogni sua pagina, come previsto dalla normativa in materia? Dove &egrave; finita, e perch&eacute;, la prima graduatoria? Come mai alcune proposte escluse per &#8220;carenza documentale&#8221; sono regolarmente in graduatoria? Certo che sapr&agrave; dissolvere ogni dubbio, non solo mio, giacch&eacute; alcuni partecipanti al bando stanno valutando le opportune azioni legali,  la saluto cordialmente.   </p>
<p><strong>Lettera al mondo dello spettacolo, in merito all&acute;incidente di Trieste (del 16.12.2011)</strong><br />Cari colleghi, il terribile incidente di Trieste ha messo a nudo molti problemi del nostro lavoro. A pagare per un sistema pieno di crepe e contraddizioni, purtroppo, sono stati dei ragazzi, forse tra i pi&ugrave; bistrattati di questa macchina che, oltre a produrre emozioni, rappresenta un forte spaccato della societ&agrave; odierna, nel bene e nel male, producendo risultati, spesso, umanamente inconciliabili. Una societ&agrave; in cui c?&egrave; chi ambisce a essere uomo di successo, ricco e famoso, chi si accontenta di essere soltanto ricco, chi &egrave; costretto a vivere con le briciole che lasciano loro i ricchi e i famosi. In fondo, ai tempi di oggi, dove la moralit&agrave; e l?etica non trovano pi&ugrave; spazio, ci sarebbe poco da scandalizzarsi se il danno sociale si limitasse al cannibalismo economico. La cosa grave &egrave; che, fin troppo spesso, c?&egrave; chi paga con la vita i paradossi di un modo di concepire il guadagno e il successo che non porta rispetto alla dignit&agrave; e alla vita stessa degli altri. Mi sembra, per certi versi, un ritorno all&#8217;antichit&agrave;, al culto degli dei, ai mercanti senza scrupoli, alla pirateria vera. Fatta questa premessa emotiva, vengo agli aspetti pi&ugrave; pratici di questa assurda tragedia, che le foto hanno mostrato in tutta la sua spaventosit&agrave;. Il primo &egrave; di ordine tecnico. Va innanzitutto compresa la dinamica dell?accaduto e vanno individuati i responsabili. Su un episodio cos&igrave; tragico va fatta chiarezza, senza comportamenti omertosi. Bisogna riuscirci per noi, per i ragazzi coinvolti, per le famiglie che hanno pagato questo prezzo cos&igrave; duro, per il pubblico, per il domani del nostro lavoro. Secondo aspetto, quello economico. E&#8217; possibile che in una macchina che arriva a costare centinaia di migliaia di euro, a cominciare dagli stessi artisti, si pensi solo a potenziare l&#8217;arsenale tecnologico, a far salire i costi della produzione, senza importarsi delle piccole economie di tante figure anonime, spesso trattate miseramente, ma indispensabili, che consentono all?artista di salire su un palco? Ha senso schiacciare i diritti dei pi&ugrave; semplici, per mettere su show fantasmagorici in cui il lievitare dei costi aumenta solo i rischi, spesso produce perdite e, quasi sempre, comporta risparmi e tagli, se non a discapito della sicurezza, certamente del rispetto di chi lavora? Ultimo argomento, quello della comunicazione. La gestione di questo episodio ha fatto emergere, secondo me, tutta l?inconsistenza di straordinarie macchine da perfetta propaganda, ma incapaci di cogliere i reali valori di un episodio del genere, con risposte adeguate alla situazione. Soffermarsi sulla differenza tra 5  o 13,50 euro, &egrave; stato, a mio parere, la cartina tornasole della pochezza delle nostre riflessioni, della capacit&agrave; di approfondire le dinamiche umane della nostra attivit&agrave;, che non siano eccedenze, rider, spartizioni di soldi e cose di questo tipo. Chiudo con una considerazione sugli artisti. E&#8217; ancora possibile definire &#8220;arte&#8221; testi di canzoni che parlano di sociale, di povert&agrave;, di miseria, di uguaglianza, di diritti,  ecc., se poi &egrave; lo stesso artista a mettere in moto processi di svilimento di questi argomenti, per chiudersi nell?orticello dei suoi interessi, del suo apparire  e della sua celebrit&agrave;? Credo che sia finito per tutti il tempo dell&#8217;ipocrisia e degli egoismi e debba cominciare quello di uomini e professionisti responsabili, capaci di lavorare producendo benessere per s&eacute; e per gli altri. E&#8217; il momento di riflettere sul serio, anche perch&eacute; il periodo delle vacche grasse, come diceva qualcuno, forse sta per finire.   </p>
<p><strong>Replica all&acute;articolo del Corriere di Calabria del 1 dicembree 2011, a proposito delle dimissioni di Tano Grasso</strong><br />Gentile Dottoressa Barbara Talarico, ho letto il suo commento alle mie riflessioni sulle dimissioni del signor Tano Grasso da assessore alla Cultura del Comune di Lamezia Terme. Mi permetta di dire che, secondo me, il discorso &egrave; molto pi&ugrave; lungo e complesso di una mera sintesi giornalistica che strapazza i ragionamenti e si allea con la pi&ugrave; banale e demagogica retorica. Non a caso, il mio punto di vista &egrave; in sintonia con quello di firme non meno autorevoli della sua, come quella ad esempio del dottor Corrado Augias che, su un quotidiano abbastanza noto, &#8220;La Repubblica&#8221;, si &egrave; posto il mio stesso dubbio sulla competenza del signor Grasso a rivestire un incarico del genere. Peraltro, evinco che lei non ha seguito il dibattito che, sin da subito, io stesso ho aperto sull&#8217;argomento dopo aver letto il progetto culturale con cui l&#8217;assessore si &egrave; presentato, senza ancora conoscere come si sarebbe tradotto nella concretezza amministrativa. Da operatore lametino che da quasi trent&#8217;anni produce, se non altro, aggregazione pacifica in tutta la Calabria, che ha veicolato l?immagine della regione attraverso la musica e lo spettacolo anche in mondovisione, che ha portato a casa dei giovani calabresi alcuni dei pi&ugrave; grandi artisti internazionali di ogni genere, mi sono subito chiesto: la mafia pu&ograve; essere l&#8217;unico argomento di un assessore alla Cultura, da propinare in tutte le salse e in ogni occasione? Un progetto culturale pu&ograve; essere scritto in modo talmente denigratorio della realt&agrave; che si deve amministrare, peraltro da ospite di passaggio e non da cittadino, da essere esclusivamente il desolante manifesto di una terra di mafia?  Il suo commento m?impone qualche premessa. Lamezia, citt&agrave; in cui sono nato e vivo, &egrave; innanzitutto tanta gente perbene ed &egrave;, indiscutibilmente, una delle realt&agrave; del Sud pi&ugrave; vitali dal punto di vista della produzione culturale, dalla musica classica a quella popolare, dagli incontri scientifici a quelli letterari, e ancora nel campo del jazz, del folk, del teatro di strada, dell?editoria radiotelevisiva, con iniziative e operatori noti e apprezzati anche in ambito nazionale. Il suo problema principale, oltre ad una criminalit&agrave; in linea con le principali realt&agrave; produttive del Sud, &egrave; da sempre rappresentato, innanzitutto, dalla mala politica e dalla cattiva amministrazione, fattori che, nonostante la posizione strategica, lo straordinario territorio e una popolazione da terza citt&agrave; della regione, l?hanno da sempre relegata a ruolo di paesotto. Per quanto riguarda il tema della criminalit&agrave;, ho sempre pensato che ogni cittadino perbene e ogni imprenditore o professionista onesto possiedano in s&eacute; il germe della lotta a ogni forma d&#8217;illegalit&agrave;. Nel mio piccolo, come Lei sa, conoscendomi da quando faceva la cronista ai miei spettacoli, ho dedicato alla lotta alla criminalit&agrave; decine di articoli, il libro &#8220;la Pecora &egrave; pazza&#8221;, un impegno costante sia dal punto di vista sociale che culturale, al punto da essere stato invitato anche sul palco di Legalitalia insieme  a magistrati e giornalisti, a testimoniare la mia esperienza. Da dirigente nazionale della mia associazione di categoria, ho elaborato formule da inserire nello statuto e contribuito a scrivere un codice etico che consentisse di poter fronteggiare l&#8217;aggressione e l&#8217;intrusione della criminalit&agrave; organizzata anche nel settore dello spettacolo dal vivo. Le mie battaglie, portate avanti con discrezione e silenzio, sono bene note a vari personaggi di prestigio dell?antimafia con cui ho condiviso il sacrificio e la paura quotidiana di doverle affrontare. Come sa, ho sempre pensato che la criminalit&agrave; si combatta costruendo positivit&agrave; e non mi dilungo sull?esperienza da imprenditore che ha prodotto eventi in ogni angolo della regione con comprensibili problemi &#8220;ambientali&#8221; di ogni tipo, perch&eacute; penso che sia fin troppo facile immaginarlo. Ci&ograve; premesso, torno al tema. Nel caso della nomina del signor Grasso ad assessore alla Cultura di Lamezia, le domande da porsi sono diverse e le risposte devono comportare un minimo sforzo di ragionamento che vada oltre le facili esemplificazioni. Quali devono essere il ruolo e i compiti di un assessorato alla Cultura e allo Spettacolo di un comune? Il progetto culturale di una citt&agrave; in cui sono presenti fenomeni delinquenziali, peraltro oggi diffusi su tutto il territorio nazionale, pu&ograve; limitarsi a trattare il solo argomento delle mafie, azzerando ogni altro progetto, magari storicizzatosi negli anni e costruito con grandi sacrifici da cittadini che hanno speso la loro vita per produrre qualcosa di positivo per i giovani, l?immagine del loro territorio, la promozione umana e culturale, divenendo anche un modello dalle forti ricadute occupazionali?  Di chi &egrave; il compito di promuovere l&#8217;arte, l&#8217;aggregazione, la formazione positiva, la musica, il confronto di sensibilit&agrave; e coscienze, in una sola parola la cultura, attraverso una molteplicit&agrave; di iniziative come accade ovunque, se non di tale assessorato? Essere consulente antiusura e antiracket, incarico che pi&ugrave; logicamente il signor Grasso ha avuto a Napoli e Roma &egrave;, a parere non solo del sottoscritto come ho potuto leggere dalle parole di Augias, tutta un&#8217;altra cosa. Essere un negoziante di Messina che si &egrave; ribellato al pizzo, &egrave; un requisito sufficiente per avere una delega alla Cultura in una qualsiasi citt&agrave; d&#8217;Italia, magari a lui sconosciuta? Secondo me, parlare di aspetti legati alla legalit&agrave; e alla sicurezza, non significa avere lo spessore per presiedere un tale assessorato, tant&#8217;&egrave; che da nessun&#8217;altra parte ci&ograve; era mai accaduto. Perch&eacute;, dopo Napoli e Roma, Grasso &egrave; approdato a Lamezia e con un ruolo ben diverso dai precedenti? Napoli non ne avrebbe avuto ancora bisogno, forse, come e pi&ugrave; di Lamezia? Come ho anticipato, il discorso &egrave; lungo e mi rendo disponibile a qualsiasi confronto serio. Prima di terminare, per&ograve;, non posso tralasciare la sua battuta sulle canzonette che, nonostante siano tali, come ben sa fanno parte integrante della storia e del patrimonio culturale e umano del mondo intero. Lei trova giusto che, solo a quindici giorni dallo svolgimento del Demofest programmato con un anno di anticipo, evento che ha portato Lamezia alla ribalta nazionale finalmente per fatti positivi, il finanziamento comunale a esso indirizzato sia stato trasferito al festival di libri sulle mafie organizzato dall&#8217;assessore, peraltro senza alcun bando e a costi ingenti e, a giudicare dal tipo di allestimento, ingiustificati? Forse lei fa finta di ignorare che, dietro un festival di canzonette come quello, come lo definisce, c?&egrave; perlomeno il lungo lavoro di centinaia di persone, rapporti professionali, l&#8217;ansia di giovani musicisti, l?attesa di migliaia di persone e di molti suoi colleghi. Legalit&agrave;, dal mio punto di vista, &egrave; innanzitutto rispettare il lavoro degli altri senza arroganza e supponenza, rispettare la citt&agrave; che si va ad amministrare senza generalizzazioni indiscriminate che fanno torto alla gente onesta e perbene, sostenere l?impegno dei cittadini e degli operatori del luogo che vi risiedono e ci lavorano e, se si vuole parlare sul serio di certi argomenti, leggere e applicare il Vangelo, l&#8217;unico libro contro le mafie che io conosca.           </p>
<p><strong>Nuova nota all&acute;assessore alla cultura del Comune di Lamezia Terme: &#8220;Lamezia non &egrave; solo un set di mafia&#8221;</strong><br />Ho letto nell&#8217;opuscolo di presentazione del festival dei libri sulle mafie che, ogni giorno, l&#8217;assessore Grasso si chiede cosa significhi essere assessore alla cultura in terra di mafia, non perdendo neppure quest&#8217;occasione per darmi conferma di quanto debba essere scioccante l&#8217;aver vissuto da commerciante in una terra a densit&agrave; e qualit&agrave; mafiosa notevolmente superiori alla realt&agrave; lametina, come certamente &egrave; quella siciliana da cui proviene. Se posso aiutarlo a rispondersi, dico che, a mio parere, avere questo ruolo non pu&ograve; significare parlare esclusivamente di mafia in tutte le salse ma, anche, sapere costruire opportunit&agrave; di aggregazione intorno, innanzitutto, ai temi cari ai giovani, intercettando i loro linguaggi, offrendo emozioni, avvicinandoli alle arti, alla gioia e alle positivit&agrave; della vita. Soprattutto non pu&ograve; significare detestare la citt&agrave; che si amministra, bollandola d?infamia, dimostrando cos&igrave; di non conoscerla e amarla.  E senza amore, non c&#8217;&egrave; cultura che possa convertire e arrivare dritta al cuore di chi delinque o affascinare un giovane che deve formarsi. Trovo interessante il festival da lui promosso, poich&eacute; un?iniziativa simile &egrave; lodevole in qualsiasi luogo si faccia, ma non c&#8217;&egrave; amore per questa citt&agrave; e s&#8217;intuisce leggendo e sentendo ogni parola dell?assessore. Senza questo collante, capace di permeare davvero le coscienze, le parole sono inutili. Se le porta il vento, lasciando solo rumore e suoni di sirene. Io stesso ho scritto &#8220;La pecora &egrave; pazza&#8221;, libro pubblicato da Rubbettino, dedicandolo alla lotta alla criminalit&agrave;, ma l?&#8217;o fatto da uomo del Sud, da cittadino italiano indignato da tutto ci&ograve; che &egrave; malaffare, illegalit&agrave;, mentalit&agrave; mafiosa, &#8216;ndrangheta, non da lametino consapevole di vivere in luogo peggiore del Bronx. La Lamezia di cui parla il signor Grasso &egrave;, purtroppo, un&#8217;ingigantita esasperazione della realt&agrave;. Con questo non intendo negare nulla di quanto &egrave; accaduto e avviene anche a Lamezia, ma trovo ingiusto verso i suoi cittadini continuare a mortificarla, additandola all?attenzione dei media come se fosse un cancro di criminalit&agrave; e di &#8216;ndrangheta. Leggo i giornali, ascolto tg, seguo programmi di attualit&agrave; di ogni tipo. Ebbene, quando si parla di grandi intrecci criminali, di &#8216;ndrangheta con collegamenti internazionali, di spietati clan, cosche con affari in tutto il mondo, dei boss pi&ugrave; ricercati in Italia e all&#8217;estero, non ho mai sentito parlare di Lamezia, ma di altre realt&agrave; della Calabria, della Sicilia e della Campania. Questo non significa che a Lamezia non ci sia criminalit&agrave;, ma che le definizioni e descrizioni da incubo che ne fa l&#8217;assessore Grasso sono un&#8217;incredibile storpiatura. Che cosa direbbe o organizzerebbe il signor Grasso se avesse tale incarico in qualche comune del reggino, della locride, del vibonese, del crotonese, del cosentino, oppure a Palermo, Napoli, Casal di Principe, per restare ad alcuni esempi dove la densit&agrave; e la qualit&agrave; mafiosa, a sentire i principali media, sono di ben altro livello? A chi fa comodo dare di Lamezia l?immagine che ne scaturisce dalle parole dell&#8217;assessore, forse a una politica che ha bisogno di ergersi a eroe del bene per acquistare consensi? Probabilmente, l&#8217;assessore Grasso non sa che, sulla poltrona che lui ora occupa a Lamezia, nel 2002, proprio nell&#8217;amministrazione sciolta per mafia, era seduto il suo attuale vice sindaco, una dei giovani pi&ugrave; perbene e di qualit&agrave; che abbia questa citt&agrave;, uno che la amava e la ama davvero, oggi come allora. Stranezze. S&igrave;, stranezze di una Lamezia destinata da qualche occulto sceneggiatore a dovere essere per forza un set di mafia, ma che, nella realt&agrave;, &egrave; uno dei tanti luoghi pi&ugrave; o meno normali di un Paese davvero anormale, dove per fare carriera velocemente in politica bisogna essere vedove di onorevoli o di agenti segreti,  ex magistrati e super eroi pronti a saltare da un luogo all&#8217;altro per salvare l&#8217;umanit&agrave; o fare, semplicemente, il loro mestiere.  </p>
<p><strong>Nota all&acute; Assessore alla Cultura Mario Caligiuri (05.05.2011)</strong><br /> In merito alla conferenza stampa dell?assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, durante la quale &egrave; stato presentato il quadro di eventi finanziati dal suo assessorato per l&#8217;estate 2011, interviene Ruggero Pegna, promoter e consigliere nazionale di Assomusica: &#8220;Mi dispiace costatare che il significato del verbo cambiare, almeno  in politica, spesso non si traduce in azione concreta, ma rimane un anelito a uso delle campagne elettorali. Ieri l?assessore Mario Caligiuri ha siglato le convenzioni di un bando per grandi eventi del 2009 del suo precedente assessore Cersosimo, presentando la circostanza con grande enfasi, senza avvertire il dovere di precisare, anche per coerenza con quanto pi&ugrave; volte affermato in merito ai concetti di meritocrazia e rispetto delle eccellenze, che avverso a tale bando &egrave; stato presentato ricorso al Tar non solo dal sottoscritto ma, addirittura, da Assomusica, l&#8217;associazione nazionale  degli organizzatori e produttori di spettacoli dal vivo. Tale bando, infatti, non ha consentito ai principali professionisti del settore di poter partecipare, in contrasto anche con le direttive europee che includono imprese e loro consorzi tra i possibili proponenti di progetti. Il quadro degli eventi estivi finanziati da tale assessorato paradossalmente, quindi, non comprende alcune delle manifestazioni principali e di maggior prestigio realizzate sul territorio calabrese, ledendo coloro che continuativamente e professionalmente dedicano sacrifici, risorse ed impegno, con la loro attivit&agrave; ultraventennale, alla ideazione e produzione di eventi per la promozione e la valorizzazione della Cultura e della Calabria. La logica di tale bando &egrave;, peraltro, in contraddizione con il documento che lo stesso assessore, nell&#8217;altra sua qualit&agrave; di Presidente della Commissione Cultura della Conferenza Stato-Regioni, ha inviato ad Assomusica, con cui le regioni si impegnano a riconoscere i principali professionisti del settore come naturali interlocutori dell&#8217;azione di progettazione e realizzazione di grandi eventi. Purtroppo, mi tocca registrare come  l&#8217;assessore abbia avallato, senza ritenere di dovere spendere alcuna precisazione rispetto all?operato del suo predecessore, un bando in chiaro contrasto con la stessa logica politica alla quale appartiene. Da lui, mi sarei atteso una presa di distanze netta rispetto a chi, in passato, ha alterato le logiche del mercato, della libera competitivit&agrave;, del rispetto delle capacit&agrave; e delle storie professionali, legittimando un bando frutto di una vecchia politica clientelare. Cambiare davvero, dovrebbe essere, secondo me, sapersi realmente affrancare dal passato che ha umiliato i professionisti e le eccellenze di questa terra, proponendo modelli amministrativi capaci di esaltarne, invece, la qualit&agrave;, la professionalit&agrave;, la reale e, non occasionale, produttivit&agrave;, a vantaggio dell&#8217;intera collettivit&agrave; e del miglior investimento delle risorse pubbliche ma, evidentemente, in Calabria tra il dire e il fare continua a esserci di mezzo un mare colmabile solo a parole.&#8221;&nbsp;</p>
<p><strong>A proposito dei fondi pubblici per la Cultura e lo Spettacolo (23.03.2011)</strong><br /> &#8220;Il tema della cultura in Italia non pu&ograve; essere affrontato condizionati da pregiudizi di natura politica, ma entrando nel merito dei reali problemi. Difendere la cultura non deve tradursi nella difesa degli sprechi e di consolidati meccanismi di clientela e parassitismo. La musica popolare italiana, ad esempio, rivendica il suo ruolo di grande importanza nella formazione dei giovani e nella capacit&agrave; di produrre cultura a livelli altissimi di professionalit&agrave; e competivit&agrave;, pur essendo da sempre esclusa da fus e da qualsiasi contributo da parte degli assessorati alla cultura che, anacronisticamente ed ideologicamente, escludono le sue imprese da qualsiasi bando, bollandole come soggetti a fine di lucro. Un&acute;adesione di principio a qualsiasi mobilitazione, presente o futura, non pu&ograve;, pertanto, prescindere dal sottolineare la necessit&agrave; di evidenziare sprechi e inutili dispersioni di risorse, purtroppo esistenti nel nostro Paese e, soprattutto, l&acute;ingiustificata discriminazione verso generi culturali di grande domanda popolare come il nostro. Penso che sia arrivato il momento di affrontare in modo responsabile questi temi, evitando qualsiasi strumentalizzazione, sanando le crepe esistenti, sotto gli occhi di tutti e premiando chi, col minor contributo di risorse pubbliche, &egrave; capace di produrre di pi&ugrave; e meglio. Il comparto della musica popolare dal vivo, quello che realizza uno dei prodotti di maggiore interesse per i giovani e la collettivit&agrave;, cio&egrave; i concerti rock, pop, d&acute;autore, ecc., ingiustificatamente genere ritenuto meno colto rispetto ad altri,  &egrave; stato da sempre discriminato nella partecipazione alla suddivisione di fondi pubblici, come se in realt&agrave; la musica popolare non appartenesse al mondo della cultura. Partecipare al dibattito a sostegno di qualsiasi tema sulla cultura &egrave;, da parte nostra, un atto dovuto, ma con l&acute;occasione, secondo me, non si pu&ograve; rinunciare ad evidenziare il cattivo utilizzo di danaro pubblico, troppo spesso elargito ad associazioni culturali  dilettantistiche, nate non poche volte col solo scopo di godere di privilegi e contributi. La musica popolare, quella che muove milioni di spettatori e di giovani, chiede, proprio oggi che si sono accesi i riflettori dei media, pi&ugrave; attenzione e rispetto, schierandosi a fianco di chi opera correttamente nella cultura, pretendendo, per&ograve;,  la giusta considerazione e le adeguate risposte alla necessit&agrave; di non vedersi tagliata fuori da tutti i meccanismi di sostegno, finanziari e fiscali, utili a questo comparto allo stesso modo che agli altri.&#8221;  </p>
<p> <strong>Il Premier playboy e l&acute;era mediatica (04.11.2010)</strong><br /> Nell&#8217;era della comunicazione, si sa, tante cose cambiano. Si modificano in fretta abitudini, stili, orientamenti, convinzioni e fedi. I processi non si tengono pi&ugrave; nei tribunali ma nei talk show, i magistrati scendono in politica, gli anchorman televisivi emanano le sentenze, i giornalisti fanno cabaret con tanto di biglietto, i comici fondano partiti!    Sono cambiati modi, metodi, procedure. Le testimonianze in una caserma vengono registrate e trasmesse in mondovisione, i Ris di Parma cercano le impronte nei plastici di Bruno Vespa, zio Michele si costituisce a &#8220;C&#8217;&egrave; posta per te&#8221;.  E, se non si superano gli esami di &#8220;Porta a Porta&#8221; o &#8220;Anno Zero&#8221;, a nulla contano anche le sentenze della Cassazione. I colpevoli li stabiliscono Travaglio e Crepet!  E potremmo continuare con un lungo elenco di regole e ruoli, anche antichi, rivisti  e reinterpretati in base alle leggi del Grande Fratello e del Truman Show. Nell&#8217;era della comunicazione cambiano anche i martiri e i modi per diventare santi. Non c&#8217;&egrave; pi&ugrave; bisogno di morire crocifissi o lapidati. Come negare un posto da beato a Belpietro  e Sallusti che nell&#8217;angoletto di Santoro fanno pi&ugrave; pena di Sakineh? Come negarlo a Lupi che ospite di Ballar&ograve;, alle prese con le tette di Ruby, ha commosso persino la De Filippi, normalmente incapace a  provare emozioni?    Dopo le varie ere glaciali che hanno trasformato il nostro pianeta in una palla di neve, ora siamo in piena era mediatica, quella che trasforma i pianeti in bolle di sapone! Se in quelle passate sono scomparse specie animali e forme vegetali, in questa, anche secondo Pupo e i tronisti di &#8220;Uomini e Donne&#8221;,  rischia di sparire addirittura la democrazia.  Siamo ancora convinti che, oggi, un golpe consista in un tentativo violento di  cambiare un governo? A giudicare da quanto sta accadendo in Italia, forse c&#8217;&egrave; anche da rivedere il significato di questo termine. In base al Vangelo di Tonino da Montenero di Bisaccia e dei suoi seguaci, chi perde le elezioni deve fare le leggi, mentre chi le vince deve essere immediatamente mandato a casa. Come? Certamente non c&#8217;&egrave; pi&ugrave; bisogno di carri armati e militari, sono sufficienti tribunali e giornali.    Tra i metodi pi&ugrave; efficaci c&#8217;&egrave; quello &#8220;Corona&#8221;, dal nome del noto scienziato che lo ha inventato. Basta nascondersi nell&#8217;armadio della camera da letto, registrare o fotografare, passare la notizia a  Ruotolo, Floris, Mauro o Padellaro e avviare i temi del giorno. Politica? No, neanche a pensarci, possibilmente sesso, vero, presunto, o solo teorizzato, per centrare lo scopo: cambiare un Presidente del Consiglio o un governo! In questo momento, con un premier playboy di settantacinque anni, basta e avanza. Lo confermano anche i sondaggi di Mannheimer e Pagnoncelli!   I fatti reali, i problemi della gente, le storie quotidiane della politica, futuro e progetti, vengono sostituiti dall&#8217;analisi scientifica di abitudini private e, un tempo, personali, col benestare del Garante della Privacy che, spesso in tv, rincara la dose. Cos&igrave;, ci troviamo davanti a improbabili discussioni di sesso tra Rosy Bindi e Buttiglione, lezioni di morale di Fini e Casini, entrambi divorziati e risposati, interrogatori di Giletti a &#8220;Domenica In&#8221;, alla ricerca di giarrettiere e perizoma abbandonati ad Arcore.  Un tempo per ribaltare il voto della gente bisognava avere visioni, progettare, fare politica, proporre alternative, convincere e, in ogni caso, votare. Oggi basta spiare a casa del premier e il cambio &egrave; fatto. Vendola e i pacifisti diranno che, tutto sommato, &egrave; meglio cos&igrave;, ma non tutti sono d&#8217;accordo. Non so se &egrave; vero, o &egrave; un incubo, ma anche Gigi Marzullo da tre notti si &egrave; fissato sulla stessa domanda: &#8220;Siamo sicuri che, insieme alla democrazia, non stiamo pure perdendo il senso autentico della liberta e della vita?&#8221;.&nbsp;</p>
<p> <strong>&#8220;Quando la politica sostituisce gli operatori&#8221; (dal Giornale dello Spettacolo del 25 ottobre 2010)</strong><br /> La cultura &egrave; certamente la via principale per la formazione dei giovani, la crescita di una comunit&agrave;, l&#8217;affrancamento da mentalit&agrave; retrograde, l?affermazione della legalit&agrave; e di ogni dinamica alla base della convivenza sociale e civile. La cultura, per&ograve;, non &egrave; solo nozioni, erudizione, intellettualismo, acquisizione mnemonica di dati e contenuti, ma, innanzitutto, capacit&agrave; di creare occasioni per stare insieme, aggregare, promuovere gioia e passioni, condividere valori, indirizzare verso le positivit&agrave; della vita e dei suoi pi&ugrave; profondi significati, indurre al bene, al senso di solidariet&agrave; e di partecipazione attiva al miglioramento della collettivit&agrave;. La cultura, proprio per questo suo fondamentale compito educativo e formativo, oggi non pu&ograve; prescindere dai grandi eventi di spettacolo dal vivo, quelli capaci di mettere insieme intere famiglie, diverse generazioni, unendole nel segno della pace, del divertimento e dei pi&ugrave; elevati valori umani e artistici.  La Calabria nel settore dell&#8217;ideazione, progettazione, organizzazione e produzioni di grandi eventi di spettacolo, spesso connessi direttamente, e non solo per il richiamato valore implicito, a scopi socio-umanitari, a motivi turistico-promozionali, alla valorizzazione del territorio e all?ispessimento dell&#8217;immagine, &egrave; oggi tra le principali realt&agrave; italiane. Paradossalmente, per&ograve;, coloro che sono stati artefici di questa Calabria brillante nella promozione di grandi eventi culturali, investendo sacrifici e proprie risorse, inserendosi con capacit&agrave;, creativit&agrave;, professionalit&agrave; e affidabilit&agrave;, ai livelli pi&ugrave; rappresentativi in campo nazionale e internazionale, sono costretti spesso ad assistere alle distorsioni che, una certa politica, ha introdotto anche in questo settore. Dopo anni di indifferenza e assenza, la politica &egrave; arrivata, alterando il pi&ugrave; delle volte equilibri di mercato, sostituendosi ai professionisti di settore, privilegiando meccanismi di pura clientela.  <br /> Cos&igrave;, piuttosto che sostenere un comparto produttivo, capace di offrire oltre al prodotto culturale, anche occupazione e reddito, impiegando e costruendo nuove professionalit&agrave;, in un settore ambitissimo da giovani diplomati e laureati, la politica e la pubblica amministrazione intervongono talvolta a gamba tesa, diventando, piuttosto che un partner naturale, un concorrente sleale. Con fondi pubblici, alcuni assessori o dirigenti, direttori artistici, responsabili di dipartimenti, piuttosto che esercitare correttamente il proprio ruolo, si improvvisano organizzatori e produttori, gareggiando con i professionisti del settore, che si vedono, spesso, a dover competere con loro per l&#8217;aggiudicazione o l&#8217;organizzazione di uno spettacolo. E, come se non bastasse, spesso, dai bandi pubblici si estromettono i professionisti per privilegiare Enti, fondazioni o associazioni dilettantistiche e amatoriali, vere societ&agrave; truccate aventi lo scopo di godere di privilegi e approvvigionarsi con facilit&agrave; di danaro pubblico. E&#8217; evidente che tutto ci&ograve; &egrave; molto grave. Il compito di assessori e dirigenti, direttori e funzionari, non &egrave; quello di impoverire un comparto produttivo, sostituendosi ai professionisti locali di un settore, disponendo di danaro pubblico, ma interagire, creare sinergie, rafforzare quei soggetti capaci negli anni di produrre sul territorio continuativamente e non occasionalmente. E&#8217; troppo facile, senza rischiare soldi propri, ma addirittura con lauti corrispettivi, organizzare eventi con consistenti budget della collettivit&agrave;, spesso in luoghi con limitate capienze o per pochi intimi! Il gioco &egrave; bello se le regole sono uguali per tutti, ma se una struttura privata ci impiega sue risorse e il suo rischio, &egrave; evidente che il concorrente non pu&ograve; essere un direttore artistico ben pagato o il dirigente di un assessorato. E&#8217; il momento che si fermi questo meccanismo perverso, inesistente in altri settori, che non produce risparmi, ma spesso sprechi, in quanto l&#8217;organizzazione di un evento non si giudica solo da un titolo in cartellone, ma dalla capacit&agrave; di realizzarlo nel modo migliore, nel luogo pi&ugrave; idoneo possibile e, se c&#8217;&egrave; danaro pubblico, per il maggior numero di cittadini.  Si pu&ograve; affidare un intervento al cuore a un infermiere, un barelliere o un agronomo? Immagino che ci vorrebbe un chirurgo ed anche molto specializzato! Ebbene, l&#8217; Assessorato alla Cultura della Regione Calabria ha pensato bene, lo scorso anno, di emanare un bando per Grandi Eventi, escludendo per&ograve; i &#8220;chirurghi specializzati&#8221; del settore. &#8220;Vogliamo professionalit&agrave;, esperienza, qualit&agrave;, ecc. ecc.&#8221; Hanno scritto cos&igrave;, ma poi hanno consentito che partecipassero solo associazioni, fondazioni ed Enti, cio&egrave; dilettanti e pubblici amministratori. Assomusica, l&#8217;associazione nazionale degli organizzatori e dei produttori di spettacoli musicali dal vivo, &egrave; ricorsa al Tar! Anche questo succede in Calabria, in una regione, dove gli apparati della burocrazia hanno, in alcuni casi, preso il sopravvento sulla stessa politica, dove alcuni assessori contano meno dei loro dirigenti, dove i politici fanno chiacchiere e i loro funzionari, negli assessorati, decidono davvero linee e strategie. Ad una parte della politica calabrese, Enti piccoli e grandi, ricordo che, come in tutti i settori, anche in questo esistono i professionisti, in Italia racchiusi in Assomusica, l&#8217;associazione che mette insieme le principali imprese esistenti su tutto il territorio nazionale e copre oltre l&#8217;ottanta percento del fatturato legato alle rappresentazioni di musica popolare contemporanea. Si scoprir&agrave; che ce ne sono anche calabresi, in linea con i massimi criteri di affidabilit&agrave; richiesti!  <br /> Dalla nostra costituzione, esercitiamo una costante attivit&agrave; di sensibilizzazione per l&#8217;approvazione di una Legge che sancisca il valore culturale, sociale e civile della Musica in tutte le sue forme ed espressioni. Da anni, ci battiamo affinch&eacute; il Parlamento e il Governo Italiano diano pi&ugrave; attenzione al nostro settore. In particolare crediamo che, anche attraverso l?utilizzo di adeguati strumenti promozionali in Italia ed all?estero e il finanziamento di iniziative di ricerca, incentivazione e valorizzazione di nuovi talenti, nonch&eacute; la formazione di nuove figure professionali legate alla nostra attivit&agrave;, possiamo contribuire alla crescita del Paese, oltre che sotto il profilo formativo e culturale, anche sotto quello occupazionale. Ritengo importante sottolineare che Assomusica si &egrave; dotata di un codice etico e di un documento &#8220;Regole e ruoli per lo spettacolo dal vivo in Italia&#8221;, unici in Europa. In essi vengono stabilite norme di comportamento volte a promuovere standard di qualit&agrave; e di seriet&agrave; deontologica di tutta la categoria nei confronti del pubblico, degli artisti, della pubblica opinione, del legislatore e delle istituzioni. Infine, ci tengo a ribadire che gli associati Assomusica, con la loro professionalit&agrave; ed esperienza, garantiscono la tutela del pubblico e il corretto svolgimento di uno spettacolo o di qualsiasi evento culturale, ottemperando con seriet&agrave; e scrupolo a tutte le normative in materia. Anche gli Enti calabresi devono cominciare a riconoscere nel registro degli associati Assomusica di questa regione i professionisti per l&#8217;organizzazione di concerti e spettacoli dal vivo, allo scopo di concentrare le risorse, ottimizzare la produzione, tutelare e garantire i cittadini sotto ogni aspetto legato all&#8217;organizzazione di tali eventi (sicurezza, affidabilit&agrave;, capacit&agrave; ed efficienza organizzativa, qualit&agrave;, costi, professionalit&agrave;, rispetto di norme e regole vigenti sul territorio, produzione culturale, ecc.). Ed in ogni caso, devono impegnarsi a non escludere le Imprese professionali da qualsiasi bando emanato nel campo della produzione e organizzazione di eventi culturali e di spettacolo, a vantaggio di operatori occasionali o associazioni, riconoscendo il valore culturale, aggregativo, formativo, promozionale e occupazionale di tali attivit&agrave;.  E&#8217; arrivato il momento, anche qui, di eliminare in qualsiasi atto o documento, la definizione di &#8220;attivit&agrave; a fine di lucro&#8221; come clausola ad escludendum, in riferimento all&#8217;attivit&agrave; degli operatori e delle Imprese professionali dello spettacolo dal vivo italiano, riconoscendo nella professionalit&agrave; di tali imprese il valore necessario per la crescita culturale economica e sociale di questa, gi&agrave; sufficientemente povera, regione.  Per fortuna, esistono anche buoni modelli, come quello che Wanda Ferro, ad esempio, ha saputo mettere in pratica sia da assessore comunale, che da Presidente della Provincia di Catanzaro, ma rimane uno dei pochi esempi in Calabria di corretta sinergia tra pubblico e privato nel campo della Cultura.  La cultura &egrave; certamente la via principale per la formazione dei giovani, la crescita di una comunit&agrave;, l&#8217;affrancamento da mentalit&agrave; retrograde, l&#8217;affermazione della legalit&agrave; e di ogni dinamica alla base della convivenza sociale e civile. La cultura, per&ograve;, non &egrave; solo nozioni, erudizione, intellettualismo, acquisizione mnemonica di dati e contenuti, ma, innanzitutto, capacit&agrave; di creare occasioni per stare insieme, aggregare, promuovere gioia e passioni, condividere valori, indirizzare verso le positivit&agrave; della vita e dei suoi pi&ugrave; profondi significati, indurre al bene, al senso di solidariet&agrave; e di partecipazione attiva al miglioramento della collettivit&agrave;. La cultura, proprio per questo suo fondamentale compito educativo e formativo, oggi non pu&ograve; prescindere dai grandi eventi di spettacolo dal vivo, quelli capaci di mettere insieme intere famiglie, diverse generazioni, unendole nel segno della pace, del divertimento e dei pi&ugrave; elevati valori umani e artistici.   Lo spettacolo musicale dal vivo, dall&#8217;ideazione alla progettazione, produzione e organizzazione di eventi di qualsiasi genere, spesso connesso direttamente, e non solo per il richiamato valore implicito, a scopi socio-umanitari, a motivi turistico-promozionali, alla valorizzazione del territorio e all&#8217;ispessimento dell&#8217;immagine, &egrave; una grande realt&agrave; produttiva italiana. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Paradossalmente, per&ograve;, coloro che sono artefici di questa Italia brillante nella promozione di grandi eventi culturali, investendo sacrifici e proprie risorse, inserendosi con capacit&agrave;, creativit&agrave;, professionalit&agrave; e affidabilit&agrave;, ai livelli pi&ugrave; rappresentativi anche in campo internazionale, sono costretti spesso ad assistere alle distorsioni che, una certa politica, ha introdotto anche in questo contesto. Dopo anni di indifferenza e assenza, la politica &egrave; arrivata, alterando il pi&ugrave; delle volte  equilibri di mercato, sostituendosi ai professionisti, privilegiando meccanismi di pura clientela, discrimandoli ed escludendoli immotivatamente anche dal Fus.   Cos&igrave;, piuttosto che sostenere un comparto produttivo capace di offrire, oltre al prodotto culturale, anche occupazione e reddito, impiegando e costruendo nuove professionalit&agrave;  in un campo ambitissimo da giovani diplomati e laureati, la politica e la pubblica amministrazione intervongono talvolta a gamba tesa, diventando, piuttosto che un partner naturale, un concorrente sleale. Con fondi pubblici, alcuni assessori o dirigenti,  responsabili di dipartimenti, direttori artistici di Enti e Fondazioni, per la maggior parte politici riciclati in base alla logica delle poltrone, piuttosto che esercitare correttamente il proprio ruolo, si improvvisano organizzatori e produttori, bypassando promoter e organizzatori locali professionali. E, come se non bastasse, spesso tali professionisti vengono anche esclusi dai bandi pubblici, per privilegiare Enti, fondazioni o associazioni dilettantistiche e amatoriali, vere societ&agrave; truccate aventi lo scopo di godere di privilegi e approvvigionarsi con facilit&agrave; di danaro pubblico.  E&#8217; evidente che tutto ci&ograve; debba essere corretto. Il compito di assessori e dirigenti, direttori e funzionari, non &egrave; quello di impoverire un comparto produttivo, sostituendosi ai professionisti locali, ma interagire, creare sinergie, rafforzare quei soggetti capaci negli anni di produrre sul territorio continuativamente e non occasionalmente.  E&#8217; il momento che si rifletta su questi meccanismi, inesistente in altri ambiti, che non producono risparmi, ma spesso sprechi, in quanto l&#8217;organizzazione di un evento non si giudica solo da un titolo in cartellone, ma dalla capacit&agrave; di realizzarlo nel modo migliore, nel luogo pi&ugrave; idoneo possibile e, se c&#8217;&egrave; danaro pubblico, per il maggior numero di cittadini,  in condizioni di comfort e sicurezza. Si pu&ograve; affidare  un intervento al cuore a un infermiere o un agronomo?  Immagino che ci vorrebbe un chirurgo ed anche specializzato! Ebbene, l&#8217; Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, ad esempio,  ha pensato bene, lo scorso anno, di emanare un bando per Grandi Eventi escludendo gli specialisti della materia. &#8220;Vogliamo professionalit&agrave;, esperienza, qualit&agrave;, ecc. ecc.&#8221;, hanno  scritto cos&igrave;, ma poi hanno consentito che partecipassero solo associazioni, fondazioni ed Enti, cio&egrave; dilettanti e pubblici amministratori.  Assomusica, l&#8217;associazione nazionale degli organizzatori e dei produttori di spettacoli musicali dal vivo, &egrave; ricorsa al Tar! Anche questo succede in regioni dove gli apparati della burocrazia hanno, in alcuni casi, preso il sopravvento sulla stessa politica, dove alcuni assessori contano meno dei loro dirigenti, dove i politici fanno chiacchiere e i loro funzionari, negli assessorati, decidono davvero linee e strategie.  Ad una parte della politica, Enti piccoli e grandi, va ricordato che, come in tutti i settori, anche in questo esistono i professionisti, in Italia racchiusi in Assomusica, l?associazione che mette insieme le principali imprese esistenti su tutto il territorio nazionale e copre oltre l&#8217;ottanta percento del fatturato legato alle rappresentazioni di musica popolare contemporanea. Professionisti in linea con i massimi criteri di affidabilit&agrave; richiesti dai milioni di spettattori, ai quali dedichiamo il nostro lavoro e offriamo le emozioni dei loro artisti pi&ugrave; amati!  Dalla nostra costituzione, esercitiamo una costante attivit&agrave; di sensibilizzazione per l&#8217;approvazione di una Legge che sancisca il valore culturale, sociale e civile della Musica in tutte le sue forme ed espressioni. Da anni, ci battiamo affinch&eacute; il Parlamento e il Governo Italiano diano pi&ugrave; attenzione al nostro settore. In particolare crediamo che, anche attraverso l&#8217;utilizzo di adeguati strumenti promozionali in Italia ed all&#8217;estero e il finanziamento di iniziative di ricerca, incentivazione e valorizzazione di nuovi talenti, nonch&eacute; la formazione di nuove figure professionali legate alla nostra attivit&agrave;, possiamo contribuire alla crescita del Paese, oltre che sotto il profilo formativo e culturale, anche sotto quello occupazionale.  Ritengo importante sottolineare che Assomusica si &egrave; dotata di un codice etico e di un documento &#8220;Regole e ruoli per lo spettacolo dal vivo in Italia&#8221;, unici in Europa. In essi vengono stabilite norme di comportamento volte a promuovere standard di qualit&agrave; e di seriet&agrave; deontologica di tutta la categoria nei confronti del pubblico, degli artisti, della pubblica opinione, del legislatore e delle istituzioni. Infine, ci teniamo a ribadire che gli associati Assomusica, con la loro professionalit&agrave; ed esperienza, garantiscono la tutela del pubblico e il corretto svolgimento di uno spettacolo o di qualsiasi evento culturale, ottemperando con seriet&agrave; e scrupolo a tutte le normative in materia.    Tutti gli Enti devono cominciare a riconoscere nel registro degli associati Assomusica di ciascuna regione i professionisti per l&#8217;organizzazione di concerti e spettacoli dal vivo, allo scopo di concentrare le risorse, ottimizzare la produzione, tutelare e garantire i cittadini sotto ogni aspetto legato all?organizzazione di tali eventi (sicurezza, affidabilit&agrave;, capacit&agrave; ed efficienza organizzativa, qualit&agrave;, costi, professionalit&agrave;, rispetto di norme e regole vigenti sul territorio, produzione culturale, ecc.). E&acute; necessario l&acute;impegno a non escludere le Imprese professionali da qualsiasi bando emanato nel campo della produzione e organizzazione di eventi culturali e di spettacolo, a vantaggio di operatori occasionali o associazioni, eliminando in qualsiasi ragionamento, atto o documento, la definizione anacronistica di &#8220;attivit&agrave; a fine di lucro&#8221; come clausola ad escludendum, riconoscendo  il valore culturale, aggregativo, formativo, promozionale e occupazionale di tali attivit&agrave; e, nella professionalit&agrave; di tali imprese, il valore necessario per un fondamentale contributo alla crescita culturale, economica e sociale dell&acute;intero Paese.    </p>
<p> <strong>Commento al progetto culturale dell&acute;Assessore alla Cultura del Comune di Lamezia Terme, Tano Grasso</strong><br /> Illustre Assessore Dott. Tano Grasso, ho letto il suo ?Progetto Culturale per la Citt&agrave; di Lamezia Terme? ed ho provato un sentimento di mortificazione, sia da semplice cittadino, sempre impegnato in molteplici direzioni, compresa quella della battaglia per la legalit&agrave; e la lotta alla criminalit&agrave;,  che da operatore professionale nel campo della ideazione e produzione di progetti culturali di qualsiasi genere, tra l?altro dirigente nazionale della maggiore associazione di categoria.  Lei inizia il documento scrivendo testualmente ?Lamezia ha una straordinaria vocazione produttiva frustrata, per&ograve;, dalla presenza dei condizionamenti mafiosi?. Avrei avuto voglia di fermarmi qui, ma non l?ho fatto.  Mi sarei perso passaggi interessanti, idee condivisibili, l&acute;esperienza forte di chi ha fatto battaglie coraggiose e importanti. Soprattutto, visto che questi suoi aspetti gi&agrave; li conoscevo, non avrei avuto conferma di una sua visione molto condizionata e limitata di un vero progetto culturale. Non si pu&ograve; essere assessori a tema o, meglio, monotematici. Se avessimo dato lo stesso incarico a Licia Col&ograve;, sono certo che avrebbe fatto la stessa cosa, fissando tutto sull&acute;ambiente. E&acute; naturale che lei abbia questo tipo di visione della realt&agrave; ma, mi dispiace dirlo,  in questo suo documento  appare come una fissazione anche a chi, come me, certe problematiche le ha vissute sulla sua pelle. Innanzitutto, un esordio pi&ugrave; obiettivo sarebbe stato: &#8220;Lamezia ha una straordinaria vocazione produttiva, frustrata e condizionata, per&ograve;, da anni e anni di malapolitica e, come tutte le realt&agrave; del Meridione e, oggi, di molte altre del resto d&acute;Italia, attenzionata dalla criminalit&agrave;&#8221;.  Ecco, se proprio ci fosse stato bisogno di un&acute; apertura shock, avrebbe potuto usarne una, comunque, pi&ugrave; corretta verso la Citt&agrave; e i suoi cittadini. In realt&agrave;, non c&acute;era proprio bisogno di cominciare come lei ha fatto, spinto dalla scarsa conoscenza di questa realt&agrave; e, soprattutto, dal dover fare a tutti i costi il suo mestiere. Ho letto un compitino ben scritto, con riflessioni certamente fondamentali nei  processi di educazione, istruzione e formazione, ma fuori tema. Altra cosa sarebbe stato se lei, come a Napoli,  fosse consulente antiracket e antiusura. Assessore alla Cultura, mi perdoni, secondo me &egrave; un&acute;altra cosa!  Il risultato? Una fotografia di Lamezia di citt&agrave; mafiosa, invivibile, sopraffatta da &acute;ndrangheta e malaffare. Non parla mai, per&ograve;, di malapolitica, quella che ha realmente paralizzato  sul serio la crescita di questa citt&agrave;. Gli argomenti che lei tocca sono validissimi, importantissimi, ma non si risolvono col Festival della Legalit&agrave; o con la politica delle chiacchiere. Forse, se si vuole passare dal politichese alla realt&agrave;, bisognerebbe  discutere di credito bancario al Sud, di sostegno alle imprese, di trasparente distribuzione  del danaro pubblico, di corretto utilizzo delle risorse e del territorio, promuovendo ogni attivit&agrave;  secondo criteri di onest&agrave;, meritocrazia, legalit&agrave;, reale contributo alla crescita di ogni comparto produttivo. Il lavoro e il benessere, l&acute;affrancamento dalla povert&agrave;, dall&acute;usura, dal bisogno,  la cultura della legalit&agrave;, non si producono attraverso associazioni del tempo libero, ma consentendo ai cittadini di lavorare e produrre.   Illustre Assessore, la lezioncina andrebbe fatta innanzitutto alla classe politica che, negli anni, ha trasformato la pi&ugrave; importante realt&agrave; della regione, in un paesino in cui tutto &egrave; stato bloccato in nome di fantasmi e congetture. In realt&agrave;, i fantasmi non sono mai spariti, ma il tessuto economico di questa citt&agrave; &egrave; stato distrutto. Impresa, edilizia, commercio, tutto quello che &egrave; benessere, qui hanno trovato tre ostacoli insormontabili: burocrazia, banche, assenza di strumenti regolatori. Assessore, da Lei ci si aspetta concretezza e chiarezza, non indicazioni su caff&egrave; letterari o festival del buon cuore. Qualcuno le ha detto che mancano idee o laboratori?  In questo settore Lamezia &egrave; tra le pi&ugrave; vive, creative e produttive realt&agrave; italiane, stimata dappertutto. Da Lei mi sarei aspettato che, anche qui a Lamezia, facesse il suo lavoro, nel giusto ruolo e non quello di chi ha dato la propria  vita per creare dignit&agrave; e occupazione per s&egrave; e tanti giovani, per parlare di cultura quando nessuno ne parlava, per parlare di legalit&agrave; quando era un tab&ugrave;.  Leggendo il Suo documento sono tornato indietro di anni, a quando ero studente del movimento di Azione Cattolica. Da un lato, le chiacchiere di una certa politica e, dall&acute;altra, noi ragazzi che volevamo impegnarci sul serio.  Illustre Assessore, ricordandomi della mia leucemia e delle tante donazioni di sangue, piastrine, midollo, che mi hanno aiutato a superarla, in un mio libro dedicato alla lotta alla criminalit&agrave;, ho scritto: &#8220;col contributo di tutti si pu&ograve; battere ogni tipo di cancro&#8221;. Ognuno, per&ograve;, deve darlo per quello che ha, che pu&ograve; dare, che gli compete  e realmente pu&ograve; servire, non  contribuendo ad alimentare confusione e frustrazione. Come lei ha subito colto, di queste due cose, a Lamezia, non ce n&acute;&egrave; bisogno.                       </p>
<p> <strong>Commento a Sanremo</strong>&nbsp;<strong>2010</strong><br />Antonella Clerici, malgrado scarpe e ciccia alla Bridget Jones, &egrave; riuscita a incollare gli italiani al piccolo schermo per una settimana. Una vera prova del fuoco brillantemente superata con semplicit&agrave; e simpatia che, per&ograve;, s&#8217;&egrave; scotta proprio alla fine. Malika Ayane, vera vincitrice morale come si dice in questi casi, s&#8217;&egrave; dovuta accontentare del Premio Mia Martini. Ad aggiudicarsi il sessantesimo Sanremo, invece, &egrave; stato Valerio Scanu, un giovane cantante per strana coincidenza nato a La Maddalena. Certamente non faceva parte del cast della festa megagalattica organizzata per Bertolaso, ma la sua vittoria &egrave; comunque, per chi ama la musica, abbastanza inquietante. Anche al Festival, evidentemente, oramai esiste una vera famiglia, quella di Maria De Filippi e Maurizio Costanzo. Qualcuno direbbe una nuova &#8220;cosa loro&#8221;, in formato talent show ed mp3. Dopo Marco Carta, ora &egrave; toccato a Scanu e Amici fa il bis. Sanremo &egrave; sempre Sanremo o &egrave; diventato la vera finalissima del programma di Canale 5? Niente intercettazioni, niente scandalo, qui niente escort, ma gli orchestrali di Sanremo, gente che di musica ne capisce, si sono infuriati. Non c&#8217;&egrave; bisogno di Di Pietro, Santoro o telefonate alla Tot&ograve; e Peppino, per avere la consapevolezza che a Sanremo, lo show dei record, due cose non funzionino: il televoto e la scelta dei big. Cominciamo dal secondo argomento. Pu&ograve; essere chiamato big un ragazzo con un anno di modesta carriera, noto soltanto ai De Filippi dipendenti incollati alla tv notte e giorno? Non c&#8217;&egrave; alcun dubbio: Valeriuccio doveva stare nella categoria dei giovani, in attesa che big lo diventasse con i fatti e non con gli omogeneizzati super vitaminici di &#8220;mamma e pap&agrave;&#8221;, buoni a fargli crescere a dismisura consensi e capelli. Stesso discorso varrebbe per Mengoni, bravissimo big del futuro. E per il Principe? Sar&agrave; big di famiglia ma, musicalmente, si &egrave; cimentato col suo primo terzo di canzone. Neanche una tutta intera! A proposito di Filiberto, invece di cantare dovrebbe studiarsi l?intervento della regina di Giordania. Se il nostro principe vuole esserlo nei fatti, portando lustro alla sua amata Italia, canticchi radendosi e torni a Sanremo con altri piglio, stile e migliori intenzioni. E che dire del televoto? Chiaramente &egrave; coerente a stesso e premia teleprodotti. Non potrebbe essere altrimenti e, non a caso, i primi tre della classifica sono signori che hanno imperversato in tv. Due di loro, finanche eliminati dalle giurie e, poi, telesalvati! In questo contesto, avrebbe fatto bella figura anche Morgan, perfetta mutazione genetica di cantante in animale televisivo. Dopo Carta ora Scanu. Sanremo &egrave; ancora Sanremo o &egrave; diventato Santa Maria? A Travaglio lanciamo una pulce nell?orecchio. Possibile che Gian Piero Scanu, ex sottosegretario alle Riforme e all&#8217;Innovazione, ne abbia modificato il regolamento per favorire il suo conterraneo e, forse, lontano parente? In attesa delle sue ricerche, cominciamo a sperare che, per la prossima edizione, non inseriscano tra i big i tronisti di Uomini e Donne. Potremmo ritrovarci in gara anche Silvio e Apicella!          </p>
<p> <strong>Il cuore dei calabresi, una virt&ugrave; andata in fumo&#8230; (dal Quotidiano del 13.01.2010)</strong><br /> In poche ore &egrave; andata in fumo la nostra principale virt&ugrave;! Del fatto che i calabresi avessero un cuore grande, abbiamo riempito tutto il mondo anche a suon di spot costati milioni di euro. La faccia convincente di Gattuso con la mano sul petto, le foto dei ragazzi di Reggio con gli slogan geniali di Toscani, la cura maniacale per i muscoli dei Bronzi di Riace, ci hanno fatto conoscere come la razza pi&ugrave; generosa, accogliente e ospitale della specie umana. Veri maniaci della cordialit&agrave; e dell&#8217;espansivit&agrave;, non risparmiate neanche a statue, pesci e sculture. No al Ponte per evitare l&#8217;esaurimento nervoso a tonni e delfini, s&igrave; ai lavori dell&#8217;autostrada a ritmi ecosostenibili, in segno di rispetto alla natura e alle sue creature. Ambiente, paesaggio, cinema e musica, fiction e superfiction. Da Mino Reitano a Tony Vilar, cantando amore e passione da Fiumara a Buenos Aires.  I calabresi hanno un cuore grande! Lo avevano capito perfino gli Obama, dopo aver ricevuto quintali di olive carolee a Natale. Cipolla rossa, tonno, &#8216;nduja, fileja e soppressata per tutti, pure a colazione e merenda. Le ricette di Musumeci al Tg3 hanno fatto il giro dei cinque continenti. E poi, in uno stretto lembo di terra baciato da Dio, tutt&#8217;insieme: mare, montagna, laghi, cascate, fiumi e ruscelli, terme e zampilli, Miss Italia, la moglie di Briatore, la fidanzata di Carlo Conti e le donne pi&ugrave; belle!   Un vero paradiso terrestre, pieno di meraviglie e golosit&agrave;, capace di richiamare turisti e visitatori, artisti e poeti, navigatori e scafisti. Neppure le offese di Venditti e le invenzioni delle navi dei veleni erano riuscite a scalfire l?immagine nobile di questa terra, forte e vigorosa, ma allo stesso tempo prodiga, disponibile e calorosa. &nbsp;&#8220;Venite in Calabria, venite, venite? Qui si sta meglio che nel regno dei cieli? Venite nella perla del Mediterraneo!&#8221;, lo abbiamo gridato in tutti i modi e sono arrivati davvero, soprattutto africani. Sono arrivati in migliaia dal Ghana, dal Congo, dalla Somalia. Che la pubblicit&agrave; sortisse questo effetto soprattutto in Africa, non lo aveva previsto nessuno. &#8220;E ora dove li mettiamo?&#8221; si &egrave; chiesto preoccupato l&#8217;assessore Guagliardi, ancora alle prese con quelli arrivati cinquecento anni fa dall&#8217;Albania. &#8220;Non ci aspettavamo questo clamoroso successo delle nostre campagne promozionali!&#8221;, ha commentato soddisfatto Agazio.   Integrazione e tolleranza, civilt&agrave; e convivenza, accoglienza, parole che i calabresi conoscono bene, spesso ragione di vita. Gli africani ci hanno creduto e non si sono persi d?animo, adattandosi in baracche, tuguri, catapecchie, stagni e acquitrini, ricompensati da affetto e calore, le due cose che qui non mancano mai. Una storia bella, unica, commovente, quasi una favola moderna che, per&ograve;, alla fine si &egrave; rotta tra spari e feriti. Per la Calabria, un vero colpo al cuore! &#8220;Saremo la perla del mediterraneo, ma a malapena riusciamo a camparci noi!&#8221;, ha commentato qualcuno a Rosarno. Tutta colpa dei calabresi? A sentire fior di intellettuali e buonisti, sembrerebbe di s&igrave;. Eppure basterebbero i numeri per smentirli. Tremila immigrati su di una popolazione di quindicimila abitanti. I redditi pi&ugrave; bassi del Paese. Una storia di cui nessuno si &egrave; mai accorto, come se tutto ci&ograve; non accadesse davvero, non a Bergamo o Brescia, ma in una citt&agrave; povera della regione pi&ugrave; povera. Gente che ha dato ci&ograve; che ha potuto, senza badare alla provenienza o al colore della pelle. Povert&agrave; e miseria, tra miseri di pelle diversa. Una miscela esplosiva che alla prima scintilla &egrave; saltata. Improvvisamente Gattuso e il suo popolo hanno perso fama e cuore da spot, ma non la consapevolezza di essere oltre la periferia, in un angolo d?inferno buono per la solita cronaca riservata ai demoni. Persino Feltri accusa i calabresi di razzismo, invitandoli a sparare alla &#8216;ndrangheta e non agli immigrati. Ha ragione nell?indicare il bersaglio, ma forse confonde i ruoli, la differenza tra cittadini e Stato. Chi ha sparato agli immigrati, avrebbe potuto sparare a se stesso?   </p>
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		<title>PRESENTAZIONE &#8220;MIRACOLO D´AMORE&#8221; (foto gallery)</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 21:00:00 +0000</pubDate>
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		<title>“I GRAFFI“  del 2007 (satira e non solo) &#8211; “La pecora è pazza“ (Calabria Letteraria Editrice)</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 21:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo spazio sono riportati pezzi o interventi pubblicati nel 2007 da varie testate o dalle rubriche &#8220;Non solo graffi&#8221; del settimanale &#8220;Calabria7&#8221; e &#8220;Graffi&#8221; del &#8220;Quotidiano&#8221;, a firma di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ruggeropegna.it/i-graffi-del-2007-satira-e-non-solo-la-pecora-e-pazza-calabria-letteraria-editrice/">“I GRAFFI“  del 2007 (satira e non solo) &#8211; “La pecora è pazza“ (Calabria Letteraria Editrice)</a> proviene da <a href="https://www.ruggeropegna.it">Show net - Fatti di Musica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<style type="text/css">.img-slider p{padding: 0 !important}.gall_thumb{width:100%; height:auto}.gall_item{position:relative;overflow: hidden;width:25%; height:175px; float:left; border:5px solid #ccc}.tlightbox{display:none}.tlightbox:target{position:fixed;top:0;right:0;bottom:0;left:0;display:grid;place-items:center;align-content:center;background:#000;color:#fff;border:0;z-index:42}.tlightbox IMG{max-height:100%;max-width:100%}@media screen and (max-width: 767px){.gall_item{width:100%}}</style><p style="text-align: justify;"><span>In questo spazio sono riportati pezzi o interventi pubblicati nel 2007 da varie testate o dalle rubriche &#8220;Non solo graffi&#8221; del settimanale &#8220;Calabria7&#8221; e &#8220;Graffi&#8221; del &#8220;Quotidiano&#8221;, a firma di Ruggero Pegna. Da &#8220;Non solo graffi&#8221; nel 2006 &egrave; stato tratto il libro &#8220;La Pecora &egrave; pazza&#8230; Un anno da Arcore a Locri&#8221;, pubblicato da Calabria Letteraria Editrice di Rubbettino.</p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 24 dicembre. Caro Babbo Natale ti scrive il Governatore)</strong><br /> Ed eccoci, finalmente, a Natale! Tutti, ogni anno, aspettano questo momento per diventare pi&ugrave; buoni e, forse, anche pi&ugrave; golosi. I politici italiani, a dir il vero, sono buoni sempre, anche a marzo o settembre. Lavorano per noi e, soprattutto, per i meno fortunati. L&#8217; &#8220;Ufficio Cordogli&#8221; del Governo fa addirittura turni anche di notte. In quale Paese, quando viene ammazzato qualcuno per motivi politici, si d&agrave; alla vedova l&#8217; immediato diritto ad una candidatura al Parlamento? E dove, se si viene ammazzati dai medici in sala operatoria, ai congiunti viene offerto un posto nella Commissione di Controllo dell&#8217;Ospedale? Bont&agrave;, generosit&agrave;, comprensione, conforto. Quale altra politica assicura ai suoi cittadini la parola giusta al momento giusto?  Prodi, dopo i primi due morti alla Thissen di Torino, per non ripetere lo stesso discorso varie volte, ha atteso pazientemente il decesso del sesto e poi si &egrave; presentato ai familiari per confortarli: &#8220;State tranquilli&#8221; ha detto ai parenti ancora in lacrime, &#8220;vi garantisco che non accadr&agrave; mai pi&ugrave;!&#8221;. Il 2007 &egrave; stato un anno duro. Noi, per&ograve;, alla faccia degli inglesi che ci danno per poveri e vecchi, siamo riusciti ad arrivare ugualmente a Natale ed ancora Campioni del Mondo.   Ci davano per spacciati, ma ci siamo arrivati  con la finanziaria approvata,  alla faccia anche di Tabucchi che, ospite di Santoro, ha tentato di fare ironia sulla politica italiana. Ha perfino solidarizzato con Clementina, mettendo in discussione la buona fede della Commissione del Csm.   Che se ne stia in Portogallo a tradurre Pessoa e mangiare baccal&agrave;!   Noi stiamo pi&ugrave; che bene con il nostro Camilleri ed un paio di sofficini. Caviale e champagne li lasciamo ai francesi che, ormai, sono gli unici in Europa che si possono permettere cibi costosi e belle donne. Ad una ad una ce le stanno prendendo tutte. Ora ci si &egrave; messo pure Sarkozy!   A dire il vero, se i nostri politici sono esempio di bont&agrave;, di certo non sono giovani e belli. Ve li figurate Napolitano o Prodi a caccia di sesso sfrenato con Carla Bruni? E poi, parliamoci chiaro, la colpa &egrave; delle nostre donne che, contrariamente alle squadre di calcio, appena fuori casa mollano la difesa&#8230; Non per nulla Padre Fedele  ha deciso di trasferirsi all&#8217;estero!   I Francesi stanno bene e se la godono; qui, invece,  abbiamo cose ben pi&ugrave; serie a cui pensare. L&#8217;assessore regionale Maiolo, lasciato per qualche ora il set di &#8220;Biancadoris e i sette nani&#8221;, opera prima del neo produttore Agostino Sacc&agrave;,  ha voluto rallegrarci il Natale con una buona notizia divulgata dal suo sito internet: &#8220;Stanno arrivando centinaia di migliaia di milioni di euro per il Por 2007-2013!&#8221;. Testualmente Maiolo nel sito aggiunge: &#8220;Saranno le fiches che la Calabria punta per recuperare la propria credibilit&agrave; amministrativa e gestionale nel contesto nazionale ed europeo!&#8221;. Sentito parlare di fiches calabresi, Sarkozy ha subito telefonato al suo amico Briatore per verificare l&#8217;attendibilit&agrave; di Maiolo. Preoccupato per la probabile visita del Presidente francese a Soverato, Agaziolo, lasciato anche lui il set di Biancadoris, si &egrave; chiuso nel suo studio e, con le gote bagnate da irrefrenabili lacrime, ha scritto un&#8217;accorata letterina a Babbo Natale, inviata per conoscenza anche alla Befana su suggerimento del portavoce. &nbsp;&#8220;Ti prego &#8211; ha scritto il nostro Presidente &#8211; ascoltami, perch&eacute; qui rischio di morire di crepacuore. Non solo qualcuno si frega i soldi dei calabresi, ma ora ci vogliono prendere anche le donne! Caro Babbo Natale ho avuto un&#8217;idea geniale, pi&ugrave; geniale del solito. Se mi regali un viaggio nel 2207 -continua la letterina di Loiero &#8211; potr&ograve; vedere come sar&agrave; la Calabria del futuro, cos&igrave; indirizzer&ograve; i nuovi fondi per le opere che vedr&ograve; costruite, creer&ograve; ricchezza per i nostri uomini e lascer&ograve; Sarkozy a mani vuote!&#8221;. Cos&igrave;, qualche giorno dopo, salutato Sacc&agrave;, entr&ograve; a mezzanotte in punto nell&#8217;auto del futuro, dove gi&agrave; aveva preso posto un&#8217; entusiasta Pantaleone, con tanto di casco e tuta spaziale. In pochi secondi furono proiettati nel 2207 in prossimit&agrave; del quadrivio di Catanzaro Lido.   In duecento anni il quadrivio era diventato un grattacielo. Da ogni piano usciva una tangenziale. C&#8217;era perfino il collegamento diretto per Sersale! Agazio e Pantaleone sbarrarono gli occhi dallo stupore. &#8220;Ecco cosa dovremo inventare &#8211; esclamarono in coro &#8211; il nuovo incrocio multipiano!&#8221;. Felici decisero di rientrare al 2007 e, seguendo le istruzioni di Babbo Natale, si diressero verso l&#8217;autostrada per raggiungere l&#8217;area di ritorno al passato. All&#8217;imbocco di Lamezia ecco l&#8217;incredibile sorpresa. La Salerno-Reggio Calabria non c&#8217;era pi&ugrave;! Era stata distrutta durante i festeggiamenti di fine lavori del 2100 da un attacco di marziani. Alla notizia che Loiero si era perso nel futuro, i calabresi insieme a Sarkozy, Briatore, Christian De Sica, Padre Fedele ed Elisabetta Gregoraci organizzarono una colossale festa di Capodanno.&nbsp;</p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 17 dicembre. Questa Calabria da fiction, anzi da faicion)</strong><br /> Se per tutti gli italiani &egrave; stata una settimana molto difficile, soprattutto per la protesta degli autotrasportatori, per i calabresi, invece, &egrave; stata  quasi normale. Qui, all&#8217; autostrada paralizzata ci siamo abituati  da sempre. Chi &egrave; capace di ricordare il tratto Castrovillari &#8211; Reggio senza un&#8217;interruzione fin dalla sua apertura? Tra l&#8217;altro, ho scoperto con immediato ritiro di patente che, anche nel tratto rettilineo di Rogliano, apparentemente in perfette condizioni, non si possono superare gli ottanta all&#8217;ora. Ufficialmente, anche l&igrave;, ci sono lavori in corso. Per&ograve;, piano piano, senza fretta, come tutte le cose fatte bene, ci stiamo avvicinando alla conclusione. Il 2012 &egrave; ormai vicino e potremo sfrecciare sull&#8217;A3 come tanti piloti di formula uno. Prepariamo a dovere le coronarie, perch&eacute; sarebbe un peccato restarci secchi dall&#8217;emozione dopo tanta attesa.  La verit&agrave; &egrave; che in Calabria non siamo mai contenti. Vorremmo un&#8217;autostrada a sei corsie che congiungesse tutti i nostri tragitti quotidiani, partendo da sotto casa. Un mio amico si lamentava che nessuno ha mai pensato di progettare la Piscopio-Simeri Mare. &#8220;In effetti &#8211; mi diceva &#8211; l&#8217;uscita autostradale in Piemonte c&#8217;&egrave; l&#8217;ha pure Gravellona Toce, paese di soli 7.500 abitanti!&#8221;. In ogni caso, dobbiamo ammetterlo, abbiamo un&#8217;infinit&agrave; di strade statali alternative. L&#8217;importante, per&ograve;, &egrave; informarsi prima sulle condizioni della viabilit&agrave; tratto per tratto. A Lamezia, ad esempio, chi ha tentato di dribblare i Tir in protesta, scegliendo la statale per Pizzo, &egrave; rimasto incolonnato per ore dietro al codazzo del Presidente Loiero in visita all&#8217; area che dovr&agrave; ospitare la Citt&agrave; della Fiction.  Alla vista di Sacc&agrave; con John Dellaverson e Dieter Frank, responsabili di prestigiose case di produzione americane e tedesche, Agazio ed il fido Pantaleone, gi&agrave; con gli abiti di scena di Ben Hur, si sono inginocchiati proprio al centro della rotatoria di smistamento dell&#8217; ex area industriale. Nello scendere dalla biga romana da pompa magna con cui si stavano avviando all&#8217; incontro, a causa della pesante armatura, Pantaleone si &egrave; incastrato con un piede in una ruota, non riuscendo pi&ugrave; a rialzarsi.  Per fortuna c&#8217;era in zona Doris Lo Moro che, vestita da Rossella O&#8217;Hara, stava ripetendo ad alta voce il copione di &#8220;Via col vento&#8221;, intenzionata ad accattivarsi le simpatie degli ospiti stranieri, dopo la grandiosa interpretazione della &#8220;Dottoressa Tersilli, primaria della clinica Villa Celeste&#8221;.   Vedendo il Presidente steso a terra  sotto il corpo immobile di Pantaleone svenutogli addosso, impietosita dal suo lamento, si &egrave; subito chinata per prestare i primi soccorsi. &#8220;Aiutatemi, aiutatemi&#8221;, invocava con un filo di voce Agazio, mentre Adamo con un piede di porco cercava di spaccare l?armatura del portavoce per liberarlo.  Questa scena piacque subito a Sacc&agrave; che, rivoltosi a Dellaverson, esclam&ograve;: &#8220;Agazio e Nicola sono proprio bravi! Vedi John, questo &egrave; il  luogo giusto per una fiction. I calabresi sono attori nati, recitano d&#8217;istinto. Qui potremmo anche mettere le telecamere dappertutto e rifare il Truman Show!&#8221;. Sentita l&#8217;intenzione di Sacc&agrave;, Pantaleone riprese i sensi ed esclam&ograve;: &#8220;Agostino, gi&agrave; qui siamo pieni di avvisi di garanzia solo con i telefoni, ci mancano le telecamere non stop!&#8221;. Intanto sul posto della futura Citt&agrave; della Fiction stavano pure arrivando, con dieci treni speciali, tutti i consulenti della Regione, a cui Loiero aveva garantito il ruolo di comparsa nella nuova versione di Ben Hur: settemila puntate, stile Beatiful!   Scesi dai treni, per&ograve;, furono subito assaliti da un gruppo di autotrasportatori imbufaliti. Meglio and&ograve; ad Oliviero Toscani e Mogol che, intelligentemente, avevano chiesto un passaggio alla motovedetta del cast di &#8220;Gente di mare&#8221;, attraccata senza problemi al pontile dell&#8217; ex Sir insieme a quella dei responsabili della Endemol. C&#8217;erano davvero tutti, mentre una telecamera sistemata su di un elicottero di Canale 5 consentiva al Cavaliere di non perdersi neanche un secondo di quello che accadeva nel grande set, con telecronaca diretta di Sacc&agrave; in persona, munito di  cuffietta con microfonino e commenti di Tonino Raffa. &#8220;Silvio, buon pomeriggio, se ti fossi posto solo ora all&#8217;ascolto e in visione, ti comunico che tutto procede per il meglio. Agazio, Nicola e Doris, sono pronti al primo ciak. Se mi mandi un po&#8217; di figlie di amici cari le sistemiamo qua e l&agrave;. Fanno sempre bella figura in ogni fiction!&#8221;. Intanto, piuttosto irritato, arriv&ograve; Peppe Bova che, dopo aver dovuto rinunciare al concerto di Bob Dylan a Gioia Tauro, era stato anche escluso dal cast di Ben Hur. &#8220;E&#8217; qui la Citt&agrave; della Faicion?&#8221;, chiese Bova ad Agazio, finalmente estratto da sotto la carcassa di Pantaleone.  L&#8217; inglese di Bova ebbe per Sacc&agrave; un effetto esilarante. Il megadirettore cominci&ograve; a ridere e sputacchiare: &#8220;Faicion, hai sentito Agacio? Peppe ha detto faicion. Che forte! E&#8217; perfetto per una striscia quotidiana alla Benny Hill. Somiglia pure a Franco Franchi&#8230;&#8221;. Quando arrivai io, convinto che l&#8217;invito fosse stato esteso anche ai piccoli produttori televisivi calabresi, Sacc&agrave; divent&ograve; improvvisamente serio e sussurr&ograve; alcune parole ad Agazio. Il presidente mi venne incontro e mi disse: &#8220;Non facciamo i soliti paesani, questa &egrave; una citt&agrave; internazionale, i calabresi qui non c&#8217;entrano!&#8221;. &nbsp;Neanche il tempo di poter capire le ragioni di questa esclusione che arriv&ograve; la notizia della morte della giovane Eva Ruscio. Sacc&agrave; interruppe immediatamente la telecronaca e chiese al Cavaliere: &#8220;Capo, possibile che all&#8217;ospedale di Vibo ci hanno rubato il format della nuova serie di Grey&#8217;s Anatomy?&#8221;. A gelare tutti intervenne Bova: &#8220;Purtroppo questo non &egrave; uno sfornat di faicion!&#8221;. E cos&igrave;, sulla note della colonna sonora dell&acute; &#8220;Abbuffata&#8221; di Calopresti  eseguita dalla banda di Acconia, tutto il cast di Ben Hur, tolti gli abiti di scena, mestamente fece ritorno a casa. </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 9 dicembre. I tecnocrati della parola vuota ed il tesoro di Alarico)</strong><br /> Se provate a lasciare la vostra auto parcheggiata male, in mezzo ad una strada ben trafficata, dopo un po&#8217; la troverete circondata da vigili urbani, polizia, carro attrezzi, magari anche camion dei vigili del fuoco e, minimo, tre troupe televisive. Normale, direte. Certo!   Se si denuncia, per&ograve;, giusto per fare un esempio, che la ricchezza calabrese si concentra in tre societ&agrave;, domiciliate presso un unico indirizzo di Cosenza, titolari di 50 mila conti correnti, 2700 appartamenti e 2000 terreni, con depositi per 10 mila milioni di euro e 171 milioni di euro in titoli, non gliene frega niente a nessuno!   Da almeno tre anni, da quanto sostiene il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Le Donne, uno a caso, la magistratura calabrese &egrave; a conoscenza di questa clamorosa notizia. Effetti? Immediata applicazione della legge sulla privacy. Non sono fatti vostri! Qui ci sono cose ben pi&ugrave; serie. Padre Fedele  terrorizza le suore, causando la riduzione delle vocazioni tra le fanciulle  e noi cerchiamo di capire il rapporto tra mafia, politica ed imprenditori, magari  insinuando che dietro una ricchezza simile ci possa essere qualcosa di illegale?  A parte che il numero di nuove suore pare in aumento, non si sa se proprio per merito di padre Fedele o frutto dei tempi, per&ograve;, secondo i nostri RIL, i celeberrimi Ragazzi Investigativi di Locri, una notizia cos&igrave; avrebbe meritato, se non altro, il primo titolo di tutti i telegiornali del mondo, anche con un lungo periodo ipotetico introduttivo: ?probabilmente, se la notizia fosse vera e non si trattasse di pure illazioni, con dubbi ed incertezze dovuti alla complessit&agrave; del caso, peraltro subordinatamente ad ogni accertamento degli inquirenti e sino a conferma di quanto immaginabile, di cui &egrave; bene fare mea culpa anticipatamente qualora arrivasse la smentita,  &egrave; stato scoperto il covo di Bin Laden!?  I Ril sono esagerati? Sinceramente non so stabilire, tra la ndrangheta ed Al-Qaeda, chi sia pi&ugrave; pericolosa o abbia prodotto pi&ugrave; morti e danni negli anni. Certamente, quanto meno, alla magistratura una notizia cos&igrave; avrebbe dovuto interessare gi&agrave; da un po?!     Un dubbio, per&ograve;, &egrave; legittimo e chi ha sottovalutato questa storia merita comprensione. Che non sia il tesoro di Alarico, il re dei Goti, sepolto nel fiume Crati con tutte le sue immense ricchezze? Si racconta, infatti, che un noto commercialista cosentino sia stato visto aggirarsi nel territorio di Mendicino, alla confluenza del fiume Caronte, tra il Busento  ed il torrente Canalicchio, con i disegni e i testi in tedesco di August von Platen, che indicano con esattezza il luogo della sepoltura.  Allora, perch&eacute; indagare? Per la gioia di Bruno Vespa e Piero Angela? Auguri dottore, si goda il tesoro ed un  bravo di cuore per averlo finalmente trovato!   Piuttosto, meriterebbero qualche considerazione le parole di alcuni politici calabresi che ho beccato a mezzanotte su di una tv locale. Senza sapere se si potesse trattare di beni della ndrangheta o del tesoro di Alarico, con fare sapiente, si sono lasciati andare in analisi sull&#8217;imprenditoria calabrese, alla quale addossavano le principali responsabilit&agrave; del malaffare.   &#8220;Gli imprenditori, qui, non sanno camminare con le loro gambe, hanno bisogno di soldi e ci&ograve; produce questi risultati&#8221;. Questo, pi&ugrave; o meno in sintesi, il senso dei loro interventi.   Mi permetto, chiedendo scusa, anche da imprenditore, di non condividere. Sarebbe bene ricordare che chi ruba &egrave; un delinquente. Chi lo fa, anche a costo della vita altrui, impadronendosi di dinamiche che dovrebbero produrre benessere e lavoro, &egrave; un criminale. Coloro che, insieme, approfittando dei loro ruoli, accumulano ricchezze illegalmente, che siano sulla carta imprenditori, politici, banchieri o semplici operatori dell&#8217; intrallazzo, formano un gruppo di criminali.    Certi processi, se non usati da politici imbroglioni e collusi e dai loro amici prestanome o finti imprenditori, avrebbero dovuto servire e servirebbero a fare della Calabria un luogo normale, dove lavorare ed intraprendere non sarebbe un esercizio di sport estremo.   La Calabria &egrave; piena di persone oneste e capaci che fanno sforzi indicibili, a rischio spesso dell&#8217; incolumit&agrave; propria e delle proprie famiglie, per tenere in piedi le proprie aziende. Ovunque l?imprenditore si muove all&#8217;interno di processi e dinamiche utili a crescere, non solo in Calabria. I politici calabresi, piuttosto, dovrebbero evitare  di  telecomandare i canali dei finanziamenti verso finti progetti e grandi truffe, consentendo che possano servire davvero allo scopo per cui sono destinati ed alla valorizzazione del territorio, delle risorse e dei giovani calabresi. Al fianco degli imprenditori, denuncino le banche, spesso complici e protagoniste dei gruppi di malaffare, facendo  in modo che anche qui siano a disposizione di tutti, e non a condizioni di grazia a tassi di usura, quegli strumenti tecnici che altrove sono il motore dello sviluppo di ogni azienda ed il supporto ad ogni idea. Gli imprenditori calabresi non sanno camminare con le loro gambe? Questi tecnocrati della parola vuota  provino per qualche giorno, anche loro qui, a lavorare per davvero.  Chiss&agrave; che cos&igrave;, finalmente, non si riesca pure ad evitare che, giorno dopo giorno, altre ricchezze finiscano insieme al tesoro di Alarico?  </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 3 dicembre. I Presepi di Romano, Silvio ed Agazio)</strong><br /> La notizia che la situazione della sorella di Celentano non fosse buona sconvolse il nostro premier Romano Prodi che, sulla sigla di coda del programma, si precipit&ograve; al telefono per esprimere al molleggiato parole di conforto e la propria sentitissima vicinanza. Con l&#8217;occasione il Premier, avendo sentito che non era buona neanche la situazione del lavandino, rappresent&ograve; a Celentano la disponibilit&agrave; del proprio idraulico a risolvergli qualsiasi problema. L&#8217; ex ragazzo della via Gluck, ancora teso per la performance televisiva, ebbe non poca difficolt&agrave; a fargli capire che si trattava  di espressioni metaforiche contenute nelle sue ultime canzoni scritte da Tricarico, Bella e Mogol. Nulla di grave!  Chiuso il telefono, rasserenato dalle parole del cantante, il Premier cominci&ograve; a chiamare tutti i leaders di partito, compresi quelli dell?opposizione. Cos&igrave;, dopo essersi fatto spiegare chi fosse Tricarico,  illustr&ograve; loro un grande progetto di presepe vivente per Natale. L&#8217;idea di Prodi piacque quasi a tutti, in modo trasversale. Il primo a rendersi immediatamente collaborativo fu il nostro Presidente della Giunta Regionale, Agazio Loiero, che aveva ereditato la passione per muschio e pastorelli dal suo predecessore don Peppino, vero artista del presepe. Gi&agrave; a suo tempo, infatti, i contratti di consulenza della Regione erano stati estesi anche ad aspiranti figuranti per la rappresentazione vivente della Nativit&agrave;. Per fare bella figura con Romano, Agazio fece un grande sacrificio personale. Decise, infatti, come dono dell&acute; amata Calabria, di offrire  tre suoi assessori per il ruolo dei Re Magi.   Convinti Adamo e Principe in pochi minuti, il nostro Presidente fu costretto, per&ograve;, a tirare fuori tutto il suo irresistibile fascino per convincere anche Doris &#8220;Tersilli&#8221;, come voleva essere ormai chiamata l&#8217; assessore regionale alla Sanit&agrave;. Doris,  come &egrave; noto, si era talmente immedesimata nel suo incarico, che aveva perfino accettato di ricoprire il ruolo del celebre Primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue, nel remake del film di Alberto Sordi. &#8220;Vedi Doris&#8221; &#8211; gli disse amabilmente Agazio &#8211; &#8220;dopo questa bella  interpretazione, sono certo che, se fai anche il primo Re Magio femmina della storia, nessuno ti potr&agrave; negare un altro oscar!&#8221;. L&#8217;idea di sfilare ancora sul tappeto rosso di Hollywood Boulevard come una vera star del cinema convinse la bella Doris ad accettare la proposta di Loiero. Cos&igrave;, sul dorso di tre cammelli molto simili a quelli originali del deserto, fatti arrivare dalla Cina per risparmiare, avendo gi&agrave; impegnato quasi tutto il bilancio per le campagne pubblicitarie di Oliviero Toscani, i tre Re Magi partirono alla ricerca della mangiatoia con il Bambinello.  Migliaia di pastori viventi, in partenza da tutta Italia, si misero subito in contatto con Adamo, essendosi diffusa la notizia che lui conoscesse esattamente l&#8217;itinerario. Anche De Magistris decise di fare il pastorello e, per arrivare sul posto prima degli altri, cominci&ograve; ad intercettare le telefonate tra Mastella e Saladino, certo che loro sapessero perfettamente la strada, anche meglio della Stella Cometa rappresentata dai Ragazzi di Locri in formazione acrobatica.   A Roma, intanto, Prodi, sorridente e felice come non s?era mai visto, insieme al suo fido Sircana travestito da angelo Gabriele con due grandi ali, cominci&ograve; ad esaminare le domandine pervenute per assegnare i ruoli principali. Subito si fermarono sul nome di Mastella che si era candidato come San Giuseppe. Per non escluderlo del tutto dalla mangiatoia, rischiando una crisi di governo, gli fu dato il ruolo di bue. Clemente, da vero toro, inizialmente protest&ograve; vivacemente temendo la castrazione, poi, rassicurato da Romano, contento comunque di un ruolo di primo piano, cominci&ograve; a roteare velocemente le pupille per adattarsi alla parte.   Mentre sembrava che tutto procedesse con perfetto rigore storico, arriv&ograve; la notizia che Silvio e Walter avevano raggiunto l&#8217;accordo di fare insieme il Bambinello, anzi, per l?esattezza, una bella coppia di Messia gemelli. Protestarono tutti, a cominciare da Fini e Casini presi d?invidia. Silvio, dopo aver convinto Walter a sostituire anche  la grotta con un gazebo,  beffardamente propose ai suoi ex alleati la parte dell? asino, anche in coppia. L?idea di essere mamma di ben due Messia, indusse Doris a scendere dal suo cammello per autoproporsi al ruolo di Maria, per il quale s&#8217;erano anche fatte avanti la Moratti e la Forleo in lacrime.   Silvio e Walter, con calma, trovarono la soluzione anche a quest&#8217;ultimo problema, davanti ad un Prodi esterrefatto. &#8220;Il nostro  &egrave; un Presepe Democratico!&#8221;, precis&ograve; Walter, con gli occhi lucidi. E Silvio aggiunse: &nbsp;&#8220;Sono, dunque, tre le Marie che saranno presenti, proprio come nei Vangeli. Maria, la madre di Ges&ugrave;, cio&egrave; mia e di Walter, Maria di Magdala e Maria di Giacomo e di Ioses.&#8221;. E, dopo che Maurizio Costanzo propose anche Maria De Filippis, senza scomporsi Silvio  esclam&ograve;: &#8220;Venga anche Maria di Canale5. Nel Presepe delle Libert&agrave; c&#8217;&egrave; posto anche per lei!&#8221;.&nbsp;</p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 23 novembre. Nel nostro Paese c&acute;&egrave; un bel clima&#8230;)</strong><br /> Sar&agrave; per via del Natale che bussa alle porte o merito della nazionale di calcio tornata mondiale, che ha battuto a sorpresa pure le Isole Far Oer, ma bisogna ammettere che almeno  nel nostro Paese il clima &egrave; davvero speciale.   Malgrado questa contagiosa atmosfera di festa, c&#8217;&egrave; chi, per&ograve;, ha continuato e continua instancabilmente a lavorare per noi?   Dopo diverse notti insonni in attesa dell&#8217;idea giusta, Veltroni, oramai sulle orme di Leonardo, oltre ad aver inventato la Primaria ed il nuovo Codice della politica italiana, ha anche rifatto la Gioconda con la faccia di Rosy Bindi e tirato fuori l&#8217;originalissimo simbolo del Partito Democratico. Una novit&agrave; assoluta: PD in verde, bianco e rosso (tre colori a caso), con un bel ramoscello d&#8217;ulivo in mezzo ed inno di Mameli a cappella nella versione dvd. Mai visto prima, almeno in Europa!   Silvio, per non essere da meno, trascorsi inutilmente sei giorni a dare spallate a chiunque incontrasse per strada,  il settimo giorno, invece di riposarsi come abitudine di ogni vero onnipotente,  ha creato il Pip&igrave; Elle, mandando in delirio tutti i suoi seguaci.    Come se non bastasse, prendendo esempio da un noto miracolo compiuto diversi secoli addietro, &egrave; riuscito a ripetere la celeberrima moltiplicazione. Al posto dei pani e dei pesci, per&ograve;, questa volta ben settemilioni di voti!   Davanti a quest&#8217; ulteriore grande prova di trascendenza, Bondi s&#8217;&egrave; inginocchiato sconvolto e,  guardando estasiato  il cielo di Arcore come un autentico pastorello folgorato da una visione,  ha cominciato a gridare: &#8220;Viva Silvio ed il nuovo Pip&igrave;, Viva il nuovo Pip&igrave; Elle&#8221;, attirando l&#8217;attenzione di Lucia Annunziata, da quelle parti alla ricerca di qualche scoop.   La giornalista, avendo equivocato le parole di Bondi, s&#8217;&egrave; subito inginocchiata al suo fianco e,  in preda ad un forte attacco ormonale, ha cominciato anche lei a pregare per le nuove elezioni. Di Pietro, in diretta a Ballar&ograve;, quasi balbettando dalla rabbia, ha per&ograve; confermato la sua fiducia a Prodi con un&#8217;affermazione che ha scioccato pure Dario Argento, facendo sobbalzare la Brambilla sul divano: &#8220;Giuro agli italiani che, se sar&ograve; io a farlo cadere, mi taglier&ograve; una mano.&#8221;. E, come la storia insegna, quando un politico promette in tv c&#8217;&egrave; senz&#8217;altro da crederci!   Chi sar&agrave;, allora, a fare cadere il Governo? In altri tempi un simile quesito avrebbe fatto la gioia di Bruno Vespa, ma oggi  il re dei giornalisti televisivi italiani ha altro a cui pensare. Chi ha ucciso Meredith, la giovane studentessa inglese a Perugia?   Per protestare nei confronti dei Ris di Parma, che in realt&agrave; negli ultimi tempi sono un po&#8217; in difficolt&agrave;, il buon Bruno si &egrave; perfino comprato un affilatissimo coltellaccio da cucina  e s?&egrave; presentato nella villetta dell&#8217; omicidio per una simulazione del delitto, accompagnato dal criminologo Bruno, da tutti gli esperti di &#8220;Porta a porta&#8221; e da Alba Parietti in camice e mascherina. &#8220;Meglio tornare ai metodi di Sherlock Holmes&#8221;, ha commentato sarcastico Vespa al professor Crepet. E, onestamente, con lente d&#8217;ingrandimento,   taccuino ed un bell&acute; impermeabilino,  gli somiglierebbe proprio tutto. D&#8217;altronde, come dargli torto? Da quando le indagini sono affidate ai Ris, che un tempo era la sigla di &#8220;Ritrovamento Istantaneo della Soluzione&#8221;, in Italia non riusciamo pi&ugrave; a scoprire un assassino!   Un po&#8217; meglio sta andando, invece, ai nostri Ril. Grazie anche a loro, i celeberrimi &#8220;Ragazzi Investigativi di Locri&#8221;, a poco a poco stiamo scoprendo che fine hanno fatto i nostri soldi. Ora la Corte dei Conti ha deciso di vederci chiaro pure sui costi della politica regionale.   In attesa che la guardia di finanza accerti qualcosa, visto che siamo sotto le feste, ancora c&#8217;&egrave; tempo per i ritardatari. Per incassare una bella tredicesima dai duemila euro in su dalla Regione Calabria pare che sia sufficiente inviare una semplicissima autodichiarazione al Presidente di un qualsiasi gruppo consiliare.   Poche parole: &#8220;Il sottoscritto &nbsp;(inserire i propri dati anagrafici)  certifica che nei mesi di &nbsp;(inserire il periodo di collaborazione)  ha lavorato indefessamente (va bene pure alacremente,  l&acute; importante &egrave;  rafforzare il concetto) per lo sviluppo della Calabria. Data e firma.&#8221; Tutto qui.   Cos&igrave;, finalmente, Oliviero Toscani potr&agrave; farci una domanda da vero creativo sotto una bella foto natalizia con i  consiglieri regionali vestiti da Babbo Natale: &#8220;Tutti consulenti della Regione? S&igrave;, calabresi!&#8221; E, magari, un rigo pi&ugrave; gi&ugrave;: &#8220;Con i Migliori Auguri di tutto lo staff di Palazzo Campanella!&#8221; </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 18 novembre. Caro Gabriele)</strong><br /> Caro Gabriele, &egrave; strano sentirti cos&igrave; vicino malgrado non ti abbia mai conosciuto. E? bastato guardare le tue foto, i tuoi occhi, il tuo largo sorriso. E poi, lo stesso amore per la musica ed il calcio,  quella grande passione che ti fa amare il tuo lavoro tanto da non avvertire sonno e stanchezza. Quel pizzico di follia che ti mette in un? auto alle sei del mattino, insieme ai tuoi sogni, per farti  svegliare felice, dopo ore di viaggio, pronto ad esultare al goal della squadra del cuore.   Un bacio, una carezza, le tante emozioni di una notte speciale, i sogni di una et&agrave; in cui &egrave; normale sognare. Una pista piena di suoni e ragazzi, intenti ad ammiccare e ballare, davanti ai tuoi occhi felici, quelli di chi sa che con la musica fa muovere, vibrare ed a volte innamorare.  Un? altra notte ed un altro viaggio finiti  ma, al risveglio degli altri, in un&acute; auto a dormire per continuare a viaggiare e volare. Nei bar, negli ospedali, in tante caserme, negli aeroporti,  per le  autostrade, anche sul mare, c?&egrave; chi viene, chi va, chi parte e poi torner&agrave;, chi non immagina che non potr&agrave; pi&ugrave; tornare.   Stanco, non hai voluto rinunciare ad inseguire altre emozioni, quelle che uno sportivo impara a conoscere gi&agrave; da bambino, tirando calci ad una lattina o ad un pallone, nel giardino di casa o sulla sabbia, insieme al pap&agrave; o al fratello maggiore. Quelle emozioni che non ha mai provato chi va alla stadio come se andasse in  battaglia, armato di tutto, finanche di odio e stupidit&agrave;.  Mi hai portato a fare un salto in ricordi non del tutto lontani,  quando,  tremante per le chemioterapie ed una leucemia improvvisa,  dimesso per poche ore, mi feci accompagnare a seguire la Juve.  Se ci fossimo incontrati in un autogrill, per quanto malato, alla vista della tua sciarpa ti avrei urlato ?forza Del Piero? e tu, probabilmente un po? addormentato,  mi avresti sorriso e schernito o spedito dritto in qualche paese lontano.   Chiss&agrave;, oggi sarei al tuo posto, senza essermi reso conto di nulla, in cammino per le strade del cielo. Ti immagino mentre vaghi, stralunato e confuso, verso il tuo improvviso destino. Non farmi domande. Pur sforzandomi, non saprei risponderti. Non so perch&eacute; &egrave; accaduto, perch&eacute; quel giovane ha sparato, perch&eacute; hanno tentato di nascondere la verit&agrave; creando solo confusione, addebitando al calcio miserie e ignobilt&agrave; che, almeno questa volta, c?entrano ben poco.  C?&egrave; chi viene, chi va, chi uccide per ammazzare e chi uccide perch&eacute; non sempre riesce a pensare. Siamo tutti uomini sotto lo stesso cielo. Se a volte ragionassimo e usassimo il buon senso sarebbe pi&ugrave; azzurro e meno nero.  Non avere paura, per&ograve;. Porterai con te, ovunque sarai, pezzi di vita, musica, allegria. Sono certo che troverai il modo per tornare, magari tra i colori di un arcobaleno o le punte di schiuma di un?onda del mare, tra i dolci pensieri di chi  hai amato e di chi, con la tua musica, hai fatto amare. Tornerai in ogni lacrima di quel tuo fratello ferito che, insieme a tutti noi, non riuscir&agrave; mai a capire e dare una ragione al suo immenso dolore. Da quel tuo cielo che &egrave; stato sempre azzurro, pronto a perdonare chi ha sbagliato, tornerai nel pianto di  gioia di ognuno che, in qualsiasi parte del mondo, sar&agrave; salvato dai tanti poliziotti coraggiosi e veri, pronti ad aiutare, lottare ed a volte morire. </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 10 novembre. Bregantini, un fratello tenero e forte)</strong><br /> Ci sono persone a cui &egrave; pi&ugrave; facile affezionarsi, a cui si vuole istintivamente bene, dalle quali &egrave; difficile riuscire a staccarsi. Persone che il solo pensarle distanti ci induce a fare di tutto per non lasciarle andar via. Uomini e donne speciali per qualcuno o per tanti, almeno per tutti coloro che soffrono immaginandoli altrove.  Certamente Giancarlo Bregantini, ancor prima che sacerdote e vescovo, &egrave; uno di questi uomini speciali, straordinariamente semplici ed al contempo eccezionali, da farteli sentire come una parte di te, come un amico o un fratello che accompagni alla stazione per stargli vicino in attesa del treno e che poi segui con lo sguardo agitando una mano, mentre ti sorride dal finestrino sempre pi&ugrave; piccolo e lontano.   Quell? amico che accompagni con gli occhi persi e lucidi fino a lasciarti immobile, malinconicamente immerso nel rumore dei binari sotto il vagone che lo porta via, con una lacrima sul viso ed un profondo dolore in fondo al cuore, mentre gli altoparlanti annunciano gi&agrave; l? arrivo di un altro treno.   Un amico che va via, a volte,  &egrave; come una foglia che cade in autunno e che per&ograve;, certamente, torner&agrave; in primavera. La natura ci mostra ogni giorno il sole che tramonta e risorge, il cielo pieno di nuvole farsi ancora pi&ugrave; azzurro all? improvviso, un bellissimo fiore colorato spuntare solitario tra l?erbaccia di un? aiuola. Locri e tutta la Calabria sono rimaste stregate dal profumo di un uomo capace, con esempio e parole, di trasmettere speranza ed amore. Sentimenti unici e preziosi, spesso solo predicati, lasciati a riti e funzioni, invocati invano dalle fredde gocce di tante benedizioni, dal fumo d?incenso di molti altari e dalle fiammelle di candele utili solo a consumare cera. La Chiesa, come ogni espressione dell?umanit&agrave;, pu&ograve; sorprendere o deludere, fare del bene ed anche, a volte, del male, accendere gioie o ferire. Bregantini &egrave; stato per la Calabria quella Chiesa che chi soffre si attende e chi combatte per la vita vuole al suo fianco. Un amico, un fratello tenero e forte, un sacerdote capace di offrire aiuto e conforto, vangelo letto e vissuto laddove ce n?&egrave; pi&ugrave; bisogno, amore e speranza al pari di un miracolo.    In Calabria un sacerdote cos&igrave;, capace dopo aver pregato in ginocchio, nel buio della sua stanza, di uscire per strada e parlare ai giovani di onest&agrave;, legalit&agrave; e giustizia, cercando di costruire per loro e con loro un futuro migliore senza angosce  e lutti di mafie, &egrave; stato davvero un miracolo! Uno di quelli che dalla Chiesa e dal cielo un credente ogni tanto si attende, soprattutto laddove chiedere la grazia &egrave; del tutto normale e strade e piazze parlano di tante statue portate in processione, tra canti e preghiere.  In questa Calabria finalmente scossa dal grido di giovani coraggiosi con i loro mille slogan e striscioni, intorbidita da povert&agrave; e malaffare e da una politica mai cos&igrave; lontana da quello che dovrebbe essere, dove il potere criminale &egrave; considerato tra i pi&ugrave; potenti al mondo, &egrave; quasi incomprensibile dover lasciare partire questo amico speciale.  La Chiesa, quella fatta da uomini come noi, avrebbe potuto e dovuto riflettere qualche istante in pi&ugrave;, prima di prendere una decisione che, probabilmente, sarebbe stata normale in un altro momento ed in un  contesto normale, ma che qui, oggi, ha assunto i contorni oscuri delle tante storie di ordinaria ingiustizia che si &egrave; abituati a sopportare. Nessuna decisione di alcuna loggia, nessun potere occulto, certamente nessun intrigo. Forse, purtroppo e soltanto burocrazia, quella che regola anche le cose della Chiesa e che, probabilmente ed istintivamente, ci ha fatto gridare ?santo subito? alla morte di Giovanni Paolo II, temendo anche per lui, gi&agrave; santo in vita, le lungaggini e le assurdit&agrave; di un altro Palazzo come tanti.   Non servir&agrave; certo uno sciopero della messa in chiese gi&agrave; troppo spesso vuote o chiss&agrave; quale gesto di protesta. Semplicemente, forse, baster&agrave; fare nostro l?esempio di questo sacerdote, provando a trasformarci in tanti piccoli don Giancarlo e, come questo uomo del lontano trentino venuto quaggi&ugrave; per farci sentire meno soli, diventare insieme a lui tutti protagonisti di un?altra nuova grande storia.  </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 6 novembre. Una tv piena di &#8220;M&#8221;)</strong><br /> Dopo aver parlato di Mastella e dei suoi antenati pompeiani per oltre un mese, certi che a breve sapr&agrave; meritarsi altra attenzione,  dedichiamo qualche rigo a chi divide con lui il piccolo schermo dentro e fuori i Tg. Se &egrave; vero che Clementissimo ha spopolato in tutti i notiziari, tanto che abbiamo i suoi occhi imbufaliti terribilmente impressi nella mente anche nel sonno, a contendergli lo scettro delle presenze in tv non c?&egrave; pi&ugrave; il Silvio sorridente e onnipresente, ma un vero teleprodotto da terzo millennio: Cristiano Malgioglio!  Mastella, Malgioglio e la domenica anche Mughini, Moratti e Mancini.  Una tv cos&igrave; piena di ?M?, forse, non l?avevamo mai avuta. E, per gli esperti dello zapping, tra i mille canali satellitari, digitali ed orbitali, i pi&ugrave; fortunati possono ancora beccare perfino Moggi che insegna &#8220;regole ed etica nel calcio&#8221; ai bambini delle scuole elementari.  Andiamo per ordine. Il primo pomeriggio lo share &egrave; affidato a ?galli e galline? su quasi tutte le reti!  Nel post pranzo di Canale 5, in un autentico pollaio televisivo da far invidia al vecchio Amadori, Maria De Filippi seduta tra il pubblico, come una vera chioccia sulle uova, si gode il gran coccod&egrave; dello studio. Un rivelatore d?intelligenza, fatto sistemare di nascosto da Piero Angela dietro le quinte, ha smesso di funzionare dopo tre minuti di trasmissione.  Pare che non si fosse mai registrato prima il suicidio di un?apparecchiatura elettronica! Piero Angela sconvolto, temendo anche per l? incolumit&agrave; del proprio intelletto e di quello del figlio, ha subito abbandonato lo studio, riprovando l?esperimento all? &#8220;Italia sul Due&#8221; della Rai. Anche l&igrave;, per&ograve;, dopo quindici minuti di seria discussione tra Milo Infante, Roberta Lanfranchi e Alfonso Signorini, tutta tesa a comprendere lo psicodramma di Malgioglio tradito da Coco ed orfano di Cecchi Paone, un altro rilevatore nuovo di zecca &egrave; addirittura esploso!  In contemporanea Caterina Balivo su Rai Uno si poneva un paio di inquietanti quesiti: Matteo Marzotto prima o poi si sposer&agrave; o preferir&agrave; restare zitello? E mamma Marta lo vuole scapolo o ammogliato? ?M? dappertutto,  a reti unificate! Se Malgioglio &egrave; in tv ogni quarto d?ora vuol dire, parlando il linguaggio degli strateghi dell?audience, che la sua apparizione sul piccolo schermo &egrave; accompagnata da autentici picchi d?ascolto. S&igrave;, Cristiano Malgioglio tira, anche pi&ugrave; di Pappalardo, Zechila e dell?onorevole Galati!  Quando un fenomeno &egrave; cos&igrave; condiviso dal grande pubblico bisogna procedere con un?analisi attenta. Mastella va ad Anno Zero ed &egrave; boom di telespettatori. Malgioglio va all?Isola dei Famosi e riesplode il reality della Ventura, malgrado sufficientemente ammosciato da dj Francesco? Forse la risposta &egrave; pi&ugrave; semplice di quello che si possa pensare: nella tv italiana non conta pi&ugrave; il senso di quello che si dice!  Il nostro telespettatore medio, dopo aver mangiato e bevuto, digerisce solo con le immagini. E? addirittura probabile che tolga l?audio al televisore ed ascolti la radio ad alto volume! Ed ecco che Malgioglio col ciuffo stroboscopico, gli occhiali da intellettuale futurista, le movenze da intrigo subliminale, rilassa, distende, quieta la mente e regolarizza i movimenti peristaltici. Che dice? Ma che ce ne frega se alla radio, in sottofondo,  c?&egrave; Zapping di Aldo Forbice?  Che gli italiani si accontentino solo delle immagini l?ha capito Del Noce. Su Rai Uno, ormai, fa ballare a tutte le ore. Chi pu&ograve; dargli torto? Se siete tra i pochi che sentono l?audio della tv, fate una prova quando c?&egrave; ?Ballando sotto le Stelle?. Con o senza volume, toh che meraviglia! Milly Carlucci &egrave; ancora pi&ugrave; Milly e Zazzaroni, alla prese con un tango milonguero, fa pi&ugrave; effetto di un amaro &#8220;monasterium&#8221;! La tv &egrave; un digestivo, il resto conta poco. Verso la mezzanotte, per accompagnare il ruttino di chi cena tardi, arrivano poi i grandi salotti. Tra reti nazionali e locali c&acute;&egrave; l&acute;imbarazzo della scelta: Porta a Porta, Matrix, Teleperfidia! Ricette semplici. Illuminatissimi o quasi al buio  protagonisti, oltre ad esperti di intrighi e gialli irrisolvibili, sono soprattutto i politici, sorridenti, eleganti, pieni di ricette per tutti i problemi degli italiani e, in Calabria, anche pieni di avvisi di garanzia.  Si possono seguire pure a letto, senza volume, tanto le cose serie se le dicono al telefonino. De Magistris ce le sbobina con calma e poi le leggiamo sul giornale, le sentiamo doppiate da Santoro o ci arrivano via email con i testi integrali delle Procure&#8230; </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 26 ottobre. Primus Mastella et amici calabresi)</strong><br /> Se &egrave; vero che dopo il primo ed il secondo spesso arriva la frutta, non c?&egrave; da fare drammi per quello che sta succedendo all? Italia dopo la prima e la seconda Repubblica! Anzi, noi che siamo gran mangiatori e buon gustai di razza, dovremmo riderci su e fare come i nostri cari antichi romani che, al termine di una bella abbuffata, vomitavano, si svuotavano ben bene  e ripartivano come se nulla fosse! Che l?Italia sia alla frutta non ci sono certamente dubbi. Il problema, secondo alcuni, &egrave; capire  chi abbia partecipato alla grande abbuffata e, soprattutto, come l?abbia fatto. Per comprendere  da dove arriviamo ed analizzare meglio il presente, basta fare un salto nel passato.   Il banchetto romano nasce come momento sacro e pubblico, allietato da musica e spettacoli, in cui al cibo si accompagnava il vino. Gi&agrave; nel 79 d.C. la realt&agrave; vesuviana, ad esempio, presentava un tenore di vita pari a quello dei ricchi abitanti delle Citt&agrave; dell? Impero. La Campania felix era il luogo eletto per ozi e piaceri. Trimalcione, Lucullo e Primus Mastella, probabilmente ricco antenato del nostro attuale ministro della giustizia, erano tutti campani. Mangiavano distesi sui triclini con letti in bronzo impreziositi d?argento, con rumori di ruscelli artificiali e giochi d?acqua. I triclini erano costituiti da tre letti uniti, disposti a ferro di cavallo, addossati alle pareti; ogni letto ospitava tre persone che, distese sul fianco col capo verso la mensa centrale, mangiavano e conversavano in compagnia. Primus Mastella amava cuscini e coperte in tessuti preziosi sui letti tricliniari, vasi potori argentei tra i convitati, tavole imbandite di pietanze appetitose, banchettanti ebbri, confortati da fanciulle allegre,  gi&agrave; allora dette &#8220;velinae&#8221; e serventi premurosi, in ossequio alla ?locorum proprietas vitruviana?. A1 sorgere del sole Primus Mastella  consumava una rapida colazione, lo ientaculum, costituita dagli avanzi della cena ed a met&agrave; giornata un breve intervallo dedicato al prandium, un pasto frugale che si consumava in piedi con le mani. La cena era  il pasto principale. Partiva nel pomeriggio e, a volte, si concludeva addirittura all&acute;alba. I convitati, soprattutto &#8220;populares udeur, compagnes operorum et amici bruttii (calabresi)&#8221;,  si distendevano sui triclini e, dopo le abluzioni, iniziavano la cena. Primus Mastella amava il pasto completo, ab ovo ad mala, di pi&ugrave; portate: l&acute;antipasto, accompagnato dal mulsum, buon vino da meditazione, il ferculum, uno o pi&ugrave; piatti di carne o pesce con verdure e, infine, le secundae mensae, i dolci e la frutta. II dopo cena era il vero momento conviviale, scandito dai brindisi del magister bibendi, Flavius Briator  e dalle riflessioni serali di Pater Fidelis. Spesso regnavano l&acute;euforia e l&acute; ebbrezza. Primus Mastella badava a tutto, dallo schiavo che lavava i piedi dei convitati, ai  drappi di lino per i triclini. Le abitudini di Trimalcione e Primus Mastella non erano del tutto ben viste da un magistrato plebeo piuttosto moralista, da loro stessi soprannominato per scherno De Magistris. Costui, nascosto sotto i triclini, &#8220;sine nulla dicere eius superior Longobardus, de fido dubitavat &#8220;, soleva origliare le conversazioni dei convitati&#8230;  Dopo quasi duemila anni ecco la resa dei conti! Clemente,  ultimo discendente del nobile pompeiano, viene fatto addirittura Ministro della Giustizia e decide istintivamente di vendicare l? antenato. Individua un De Magistris a caso, per incredibile coincidenza anch? egli magistrato, a Catanzaro e gli si scaglia contro.   Ricordandosi del suo passato, il ministro Di Pietro si oppone al collega e si schiera con De Magistris, difeso  per buona mezz&acute;ora in tv pure da Lucia Annunziata. ?Di Pietro, tu non capisci niente di diritto e giustizia, pensa alla tua Mercedes?, gli urla Mastella roteando le pupille, inviperito come non s&acute;era mai visto. E, dopo aver dato della meretrice a Lucia Annunziata, furibondo, comincia a minacciare perfino nuove elezioni! Per fortuna del Governo la bagarre tra ministri su legalit&agrave; e giustizia &egrave; interrotta da una grande notizia d?economia. La ?Mafia S.p.A.? &egrave; oggi la principale azienda italiana&#8230;  Forse, riflettendoci bene, abbiamo superato anche la frutta. Per ripartire non ci rimane che fare come gli antichi romani. E, a dir il vero, non abbiamo neanche bisogno di  infilarci due dita in bocca! </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 21 ottobre &#8211; A proposito delle primarie del Partito Democratico)</strong><br /> Sono da poco rientrato da una breve vacanza all? estero. I miei consueti quattro giorni quieti d?ottobre! Tra i trenta canali della tv dell? hotel, il venticinquesimo destinato a Rai Uno non funzionava. Cos&igrave;  ho davvero staccato la spina. Neanche gli imperdibili azzurri e l? immancabile internet!   Finalmente un po? di pace, dopo le ultime ricche razioni quotidiane di assortitissima politica, a base soprattutto di Mastella e dei vari derivati steroidei del big bang del ?92 al Pio Albergo Trivulzio. Non ho problemi alla cistifellea, ma ogni tanto metterla a riposo non guasta.   Rigenerato e pronto ad un altro anno calabro, esatto contrario dell?anno sabbatico, sono tornato a Lamezia. L?effetto &egrave; stato incredibile. Avevo lasciato un? Italia alle prese con inchieste scottanti, Ragazzi di Locri, gialli e misteri, sindacati sul piede di guerra, Fassino in piena anoressia richiesto  anche come modello da Dolce e Gabbana, Vespa e Santoro agili sulla cronaca amara come lo erano Bartali e Coppi in salita ed ho trovato, invece, una nazione in festa.   Cavolo! Ho esclamato a mia moglie. E meno male che sono uno dalla vacanza corta, altrimenti sarebbe stato un vero salto nel futuro.  Che &egrave; successo? Ho chiesto in giro. Nessuna risposta. Solo sorrisi, facce sprizzanti di felicit&agrave;, gente allegra e visibilmente piena d?ottimismo. Tutti a dire buongiorno ad ogni passante, nei bar, per le scale. Che &egrave; successo? Mi sono ripetuto incredulo.  Un po? di giornali, la tv, la radio. Finalmente ho capito. Come non pensarci subito? Le elezioni del nuovo Partito Democratico!  Senza riflettere e volerne sapere di pi&ugrave;, sono sceso al bar sotto l?ufficio ed ho ordinato un prosecco. Il barista, felicissimo come non l?avevo mai visto, per un attimo si &egrave; oscurato. ?Un prosecco, ma &egrave; sicuro?? In realt&agrave;, al di l&agrave; di un cappuccino non sono mai andato.   ?Abbiamo i vincitori del Partito Democratico?, gli ho spiegato. ?Ah, ora capisco!?, mi ha risposto ancora pi&ugrave; felice di prima, unendosi al brindisi. ?Offro io?, ha subito aggiunto. ?No, offro io!? ?Offro io!? Cos&igrave;, uno dietro l?altro, tutti quelli che erano nel bar&#8230;   Che meraviglia, ho pensato! In Italia bisognerebbe fare una primaria al giorno. Forse abbiamo trovato la ricetta per star meglio. Ora capisco perch&eacute; Casini, Fini e Berlusconi stanno crepando d?invidia. Si sono fatti in quattro per migliorare l? umore degli italiani e, invece, la soluzione era la pi&ugrave; semplice possibile. Altro che condoni, riduzione delle tasse e indulti o, per chi la pensa un po? troppo sul serio,  lotta alla criminalit&agrave;, funzionamento della giustizia! Il vero toccasana &egrave; la primaria. Non devi litigare a cena o allo stadio con l?amico di  destra o sinistra, quale che sia l?altra parte; non si riempiono le citt&agrave; di manifesti abusivi con mezzi busti raccapriccianti. Alla fine si &egrave; perfino tutti felici e contenti!   Dopo il brindisi ho cercato anch?io i risultati. Ha vinto Veltroni. Ho cambiato giornale per essere sicuro. ?Non &egrave; possibile che abbia battuto Gawronski?, ripetevo ad alta voce. ?S&igrave;, lo ha battuto ed ha anche battuto Adinolfi!?, mi ha detto il postino. Adinolfi si era candidato? Il mio amico cameriere a Trastevere allora faceva sul serio quando diceva a tutti che sapeva come salvare l?Italia? Torno in edicola e compro altri dieci giornali. E? vero. Veltroni ha battuto tutti, anche la Bindy. Mi si &egrave; subito allargato un sorriso ed ho provato una gioia incontenibile. Come avr&agrave; fatto non lo so, ma ha vinto e questo conta. Ed in Calabria? Beh, a parte l? altrettanto imprevedibile vittoria di Minniti, per il resto risultati un po? scontati. Nella provincia di Vibo, ad esempio, ha vinto Bruni, non per niente presidente della Provincia. Successi anche per le liste di Bova e Loiero, gi&agrave; belli e presidenti. Ottima anche la prova di Nicodemo Oliverio. Su di lui, per&ograve;, pesano dei dubbi. Merito suo o delle trecento interviste che gli ha fatto in tre mesi Gregorio Corigliano al Tg3, andandolo a scovare perfino in un concorso di bellezza a Cir&ograve; Marina?   ?Ed ora in onda un servizio su Miss Italia?, cos&igrave; avevano annunciato dallo studio. Spalanco gli occhi, le miss sono sempre le miss!   Toh, invece chi ti spunta al microfono di Corigliano? Con tette e cosce sullo sfondo, in primo piano i baffi di Nicodemo Oliverio! Almeno non si illudano i telespettatori&#8230; </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 12 ottobre &#8211; Sulla puntata di &#8220;A porta a porta&#8221; dedicata a Mastella)</strong><br /> E? strano attendere quasi con ansia il cattivo tempo, ma del caldo degli ultimi mesi in Calabria non ne poteva pi&ugrave; nessuno. Cos&igrave;, l?arrivo delle prime piogge &egrave; stato festeggiato ovunque con grande entusiasmo. La lunga estate ci saluta con le sue temperature a prova di piromani e le scontate polemiche su mare e strade, acqua e fogne, notti bianche e piccanti. Ci lascia anche un po? di gialli, misteri e temi da talk show, per un inverno da trascorrere con Bruno Vespa, Michele Santoro, RIS veri ed in celluloide e con i nostri RIL e ROL, le mitiche squadre speciali dei Ragazzi Investigativi ed Operativi di Locri, ormai conosciuti in tutto il mondo. Chi poteva dire a Mastella, fuggito a New York per la disperazione che, anche l&igrave;, lo avrebbero inseguito Bruno Vespa, gli American Locri?s Boys ed un gruppo di grillini? Finalmente felice e sorridente a bordo di una scintillante Maserati decappottabile, nel pieno della parata del Columbus Day, cosa ti spunta ad agitare la palpebra superiore del Ministro? Il solito striscione scuoticoscienze, ?E adesso trasferiteci tutti?, pure a New York! ?Non ci lasceremo processare sulla piazza mediatica ed in nessuna piazza?, urla indispettito Clemente. I Ragazzi di Locri sparsi nel mondo esultano: ?Vuoi vedere che finalmente si vuole fare processare anche lui in un tribunale normale?? La notizia arriva a De Magistris che sbotta: ?Why not?? E convoca subito i suoi periti per una riunione fiume. Il Ministro, innervosito dalle notizie che gli arrivano da Catanzaro, scende furioso dalla macchina, manda un sonoro vaff anche a Cristoforo Colombo e si precipita nello studio americano di Bruno Vespa urlando: &#8220;Un conto &egrave; il dissenso, un conto &egrave; la politica aspra e un conto &egrave; il dileggio istituzionale!? A polizia e vigili urbani di New York che lo inseguono per tutta Mulberry Street grida: ?Parlo a voce alta perch&eacute; sono una persona seria!&#8221; Stretto tra due poliziotti, affatto convinti della spiegazione, entra nello studio televisivo nel mezzo di una puntata di ?A porta a porta?. Neanche il tempo di ricevere il benvenuto dal buon Bruno che, scorto Rizzo in poltrona nello studio di via Teulada, gli sferra via satellite un attacco al vetriolo: &#8220;Se avete tiepidezza nei miei riguardi, se pensate che io vi dia rossore, che abbia preso tangenti, che sia poco serio, se io vi faccio schifo, lasciamoci con molto garbo!&#8221; A sentire queste parole, Lory Del Santo, che di lasciate se ne intende, scoppia in un pianto a dirotto. &#8220;Se non riusciamo a stare assieme ? insiste il Guardasigilli &#8211; non aspettiamo il referendum e che si rompa tutto. Dividiamoci prima e si vada alle elezioni&#8221;. E, dopo aver dato della ?scalcinata? a tutta la coalizione, si mette a piangere anche lui. Marco Rizzo, a disagio in questa situazione all? ultima lacrima, cerca di calmare Mastella e la Del Santo e si lascia andare in un?affermazione per lui insolita, a met&agrave; tra alta filosofia e teologia: &#8220;Capisco &#8211; dice rivolgendosi direttamente a Mastella &#8211; che sei in difficolt&agrave;, ma non puoi chiedere a me e ai comunisti italiani una difesa della persona. Io posso darti solo la solidariet&agrave; umana!&#8221; Mastella, percependo un certo tono di sfott&ograve;, si scalda e ribatte: &#8220;Rizzo, non voglio la tua solidariet&agrave;. Non ne ho bisogno&#8221;. E Rizzo pronto: &#8220;Clemente, la solidariet&agrave; umana si d&agrave; privatamente. Chi la d&agrave; in pubblico, vuol dire che ha il pelo sul cuore&#8221;. Bruno Vespa tira un sospiro di sollievo, rendendosi conto di aver azzeccato l? ospite in studio. ?Ti figuri se invece di Rizzo avessi invitato Luxuria o Pecoraro??, sussurra ad un collaboratore fuori onda. Ma Luxuria, sentito che si parla di solidariet&agrave; umana da dare privatamente e pelo, telefona subito sul cellulare di Mastella. Nessuno in diretta si accorge di nulla, ma De Magistris in tempo record acquisisce anche questa intercettazione. Che avr&agrave; detto l? onorevole transgender al Ministro? E poi, quando Saladino gli spieg&ograve; la finanziaria, Prod&igrave; la cap&igrave; subito o ci impieg&ograve; un bel po?? Alberto Stasi &egrave; mai andato in vacanza a Cogne? I coniugi di Erba meritano un solo ergastolo per la strage o due perch&egrave; ora si sono dichiarati innocenti? Ci si prospetta un inverno mozzafiato! Tutti a comprare la tv per l? automobile, cos&igrave;, se dovesse capitarci di passare un? intera notte fermi sull? A3 tra Bagnara e Scilla, non ci perderemo neanche una puntata di ?A porta a porta?, &#8220;Anno Zero&#8221; e &#8220;Ballar&ograve;&#8221;&#8230;  </p>
<p> <strong>(Dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 6 ottobre &#8211; Quando la tv arriva a trasmettere persino il cattivo odore)</strong><br /> E? appena finito Anno Zero. Non immaginavo di potermi commuovere e provare certe emozioni guardando Santoro. S&igrave;, lo ammetto, a me non piaceva una certa faziosit&agrave; unidirezionale di alcuni suoi vecchi programmi. Gi&agrave; dal suo rientro in Rai, per&ograve;, avevo piacevolmente notato che il forzato digiuno gli aveva rimosso un po? di trigliceridi in esubero. E stasera mi &egrave; apparso pi&ugrave; agile che mai ed anche pi&ugrave; bello nel cercare di portare alla luce l?incredibile discarica ?sotterranea? in cui si &egrave; trasformata la scolorita politica italiana. Mai uno studio televisivo era stato invaso da tanto cattivo odore, tale da arrivare fino a noi in poltrona. Dal bianco e nero, alla tv a colori ed ora anche agli odori. Purtroppo, per&ograve;, il primo esperimento in tal senso ci ha fatto arrivare soprattutto una gran puzza! Forza della tecnologia ma, a pensarci bene, forse e soprattutto della nostra coscienza. Una coscienza ritrovata, quella di una Calabria stanca di essere uno dei tanti Sud del mondo. Uno di quei luoghi dove si &egrave; incapaci di pensare, reagire, scuotersi e rinascere. Dove si suda e si suda, perch&eacute; tra caldo, rabbia e lavoro, che a volte c?&egrave; e spesso manca, non c?&egrave; voglia neanche d?asciugarsi il viso e dove spesso il sudore si confonde con il pianto. Una Calabria che, malgrado tutto, sa trasmettere ancora il suo bel profumo e parlarci di speranza. Questo ha fatto e detto la faccia di Rosanna Scopelliti. Ho avuto il piacere di conoscerla. Le ho consentito prima del concerto di Guccini a Catanzaro di parlare al palasport gremito. Mi sono fermato e commosso. E subito allora scrissi&#8230; Quante emozioni pu&ograve; regalare lo stare insieme, uniti dalle canzoni di un grande artista e dalla voglia di cambiare quel mondo in cui siamo nati e che ci appartiene! ?La Calabria siamo noi?. Questo era il suo slogan di quella sera e questo ha ripetuto ancora una volta, candida come un fiore. ?Dopo che hanno ucciso mio padre sono andata via ed ora sono tornata per riprendermi la mia terra, insieme ai ragazzi che vogliono lottare affinch&egrave; questa Calabria possa scrollarsi il malaffare, il cancro della criminalit&agrave; e si possano ritrovare legalit&agrave; e giustizia?. Anche stasera Rosanna ed i tanti ragazzi dei licei di Catanzaro, uniti a quelli di Locri, hanno gridato a tutti che la Calabria &egrave; della gente perbene, &egrave; di tutti coloro che la amano e ci vivono in punta di piedi, quasi danzando su carboni accesi. Questa puntata di Anno Zero ci ha ripetuto, caso mai ce ne fosse bisogno, che la democrazia e la libert&agrave; dobbiamo ancora difenderle a denti stretti, partendo proprio da legalit&agrave; e giustizia. Mi ha commosso Rosanna, rimasta senza padre e senza una verit&agrave;, ma anche Salvatore Borsellino, determinato nel difendere De Magistris come se fosse suo fratello ancora vivo e perfino la Merante, lucida e tosta come molte donne calabresi. E che dire dell?elenco di tutti i magistrati uccisi dalla mafia? Una sequenza di nomi che ha reso ancora pi&ugrave; ridicolo il senso, qualora ce ne fosse uno, delle parole del sottosegretario alla giustizia Scotti. Quanta tristezza e mestizia nel dover sopportare le sue inconsistenti spiegazioni, inclusa la difesa d?ufficio del Ministro! Sar&agrave; che il suo nome assomiglia a quello di una carta igienica, ma ad ogni suo intervento c?&egrave; stato davvero da turarsi il naso.  Infine un bravo a Clementina. &#8220;Il mio collega di Catanzaro ha scoperchiato le pentole!&#8221; Ha detto chiaro a tutti la Forleo. &#8220;Complimenti. Lei sa usare bene soggetto, predicato verbale e complemento oggetto&#8221;, ha replicato compiaciuto Santoro. Ho spento la tv, per&ograve;, con una forte sensazione positiva, una bella certezza. Per il malaffare in questa nuova Calabria non sar&agrave; pi&ugrave; come prima! Ah, chiedo scusa, dimenticavo Chiaravalloti. Questa estate mi sono trovato a Praialonga invitato in una giuria di miss Italia. Il conduttore della serata, nel coinvolgere uno spettatore per un gioco, ha scelto casualmente lui. ?Signore, come si chiama?? Gli ha chiesto. ?Mi chiamo Giuseppe?, ha risposto l?ex presidente sorridente, in bermudone e bretelle, senza aggiungere il noto cognome.  Stasera, dopo aver sentito la sua squallida intercettazione, prendendo spunto da una vecchia canzone di Faletti, invito tutti i calabresi a gridargli in coro: minchia figura Signor Giuseppe!</p>
<p> <strong>(dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 3 ottobre &#8211; Sul matrimonio dell&acute;onorevole Giuseppe Galati)</strong><br /> Mentre Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti continuano il loro fitto tour pro De Magistris con i soliti striscioni scuoticoscienze e Franco Corbelli, per stargli appresso, continua a perdere voce e chili, con giacca e cravatta oramai direttamente sulle ossa e sguardo malinconico alla Fassino post Ds, c?&egrave; chi comunque tiene alto il nome della Calabria. Per il futuro della nostra regione, nel tentativo di evitare la temuta secessione e dare un serio contributo all? unit&agrave; nazionale, il generoso onorevole Pino Galati s?&egrave; dato in sposo ad una leghista. Quando ci sono da fare sacrifici per la propria terra, quest? uomo &egrave; sempre in prima linea! Calabresi brutti, grassi e pelati? Lui, per zittire i nostri detrattori e fare cadere questo immeritato stereotipo, s?&egrave; presentato all? altare bello, magro e finanche capellone, senza riporti e chioma autentica a prova di Borghezio. Mentre qui si pensa a ?ndrangheta e Poseidone e si affida la nostra immagine ad uno spento Oliviero Toscani o ad un Gerardo Sacco che, dopo peperoncini e cipolle, pu&ograve; trasformare in gioielli solo patate e zucchine, il nostro vero testimonial ha messo a segno il colpaccio mediatico d&acute; inizio millennio! Pinuccio e Carolina sposi nella splendida cornice del Lago di Como, con l?ex ministro Baccini e Pierferdinando Casini a fare da testimoni e perfino la mitica lista civetta ?Abolizione Scorporo?, in cui la signora &egrave; stata eletta, al gran completo. Galati come Garibaldi, come punto G. Una storia d?amore, politica, sesso e patriottismo, tra la casa paterna di Lamezia, la villa a Miami, i suoceri a Bergamo e le discoteche a Roma! E che dire degli invitati? L?unica pecca &egrave; stata non aver invitato Corbelli, a cui una bella cena sul Lago di Como avrebbe fatto davvero bene alla salute. Come lo portiamo gioved&igrave; prossimo da Santoro tanto pallido e smunto? Ci sono da capire, per&ograve;, le ragioni del nostro onorevole. Se si fa un?operazione d?immagine a favore della Calabria, in effetti, uno cos&igrave; lo puoi presentare solo come mozzo dello yacht di famiglia, autista o portabomboniere! Poi, diciamola tutta, invitare Corbelli significava trovarsi a Villa d?Este, al minimo, i Ragazzi di Locri, padre Fedele e l?ambasciatore dell?Etiopia, Mengisto Hulluka, con cento bambini africani. Andavamo sul lago di Como a fare i terun, al cospetto di ospiti come Ramona Badescu, Paolo Berlusconi, Mara Venier, Maroni, Bossi e Buttiglione? Onorevole, mi permetto per&ograve; di farle una raccomandazione ed una segnalazione. Ha sentito l&acute;ultima di Bossi? Al cuor non si comanda, ma si guardi dai leghisti! Su internet, nel sito di Wikipedia, l?enciclopedia della grande rete, alla pagina di sua moglie (http://it.wikipedia.org/wiki/Carolina_Lussana) c?&egrave; testualmente scritto cos&igrave;: ?Grande sconcerto tra gli elettori della Lega Nord ha generato la decisione di sposarsi con il parlamentare calabrese dell&acute; UDC Giuseppe Galati&#8230;&#8221;. E gi&ugrave; con indicibili cattiverie sul suo conto. Vede, se lo avesse invitato, Corbelli certamente si sarebbe fatto i baffi in quattro per riuscire a cancellare queste maldicenze. Anche perch&eacute;, se qualche leghista capitorzolo ci dovesse credere, quando torner&agrave; l&igrave; per l?anniversario di nozze, correr&agrave; il serio rischio che la sua folta chioma finisca in fondo al lago. Questi non scherzano. E con la difficolt&agrave; che c&acute;&egrave; a rifare tutto l&acute;impianto con nuovi innesti, questa volta dovr&agrave; tenersi la pelata! A proposito di Corbelli, un invito glielo faccio io. Insieme ai Ragazzi di Locri sposi anche la causa degli ostaggi italiani in qualsiasi parte del mondo. S?impedisca al nostro governo di provare a liberarli. ?Ce l?abbiamo fatta ? ha gridato soddisfatto D?Alema al Tg1 della notte ? Siamo riusciti a liberare i nostri due agenti segreti dalle mani dei Talebani!?. Neanche il tempo di chiudere gli occhi per addormentarmi sereno, dopo questa bella notizia del Ministro, che dallo studio centrale il giornalista ha precisato: ?Uno &egrave; in fin di vita e l?altro, malgrado i proiettili in molte parti del corpo, dovrebbe essere fuori pericolo. A colpirli potrebbe essere stato il fuoco amico!? Al posto di un ostaggio sarei terrorizzato dall&acute; interessamento della Farnesina. Se qualcuno deve proprio ammazzarli, lasciamoli quanto meno al loro destino&#8230;  </p>
<p> <strong>(dal &#8220;Quotidiano&#8221; del 25 settembre &#8211; A proposito del caso del pm De Magistris)</strong><br /> Oramai, quando per alcuni l?indignazione diventa incontenibile, non rimane che chiedere aiuto a Supergrillo. Da organizzatore di spettacoli, per molti anni ho associato al suo nome la certezza di un tutto esaurito, come quelli delle pi&ugrave; acclamate rockstar. Ora, come tanti, in questa realt&agrave; da V-Day penso a lui come un autentico eroe dei fumetti. La notizia che il Ministro Mastella abbia chiesto il trasferimento del pm De Magistris dalla procura di Catanzaro, avviando anche l?azione disciplinare nei suoi riguardi, non poteva non trasformarsi per il popolo dei grillini in un&acute; altra ceppalonata! Pare che nell?indagare sul sistema di potere occulto e trasversale che coinvolge politici, imprenditori e magistrati, in cui figurerebbe anche lo stesso Ministro, De Magistris abbia fatto una cosa gravissima. E? accusato di non aver voluto spifferare notizie sullo sviluppo dell?inchiesta finanche al suo superiore, dottore Lombardi. ?Usa metodi d?indagine poco ortodossi?, sostengono in coro alcuni politici, da Udine a Catanzaro. E? da qualche giorno che mi scervello. Che non sia definibile cos&igrave;, almeno in Italia, indagare su certi sistemi di potere, questi forse s&igrave;, poco ortodossi? Mi &egrave; sembrato strano sentire che un magistrato, che fa il suo lavoro riuscendo ad accendere i riflettori della giustizia su fatti gravissimi di malaffare, mala politica ed ordinaria criminalit&agrave;, peraltro anche in una regione dove ogni anno spariscono nel nulla milioni di euro di danaro pubblico ed un po&acute; di cittadini, piuttosto che ricevere il compiacimento ed il ringraziamento innanzitutto delle Istituzioni, rischi di essere sanzionato e mandato a casa e, poi, proprio su richiesta del Ministro della Giustizia! Non posso immaginare che il nostro Guardasigilli non desideri l?accertamento della verit&agrave;, anzi, come tutti, ritengo anch?io che sia il primo a volerlo. Dopo le tante critiche per l&acute;indulto, senza che qualcuno riflettesse sul fatto che il suo Ministero fino al 2001 oltre che di giustizia era anche di grazia, il povero Mastella &egrave; nuovamente sotto accusa, peraltro per un &#8220;atto dovuto&#8221;, come ha candidamente detto a &#8220;Repubblica&#8221;. A questo punto, prima d?indignarci e prendercela ancora con lui e con la solita politica, dovremmo approfondire. Possibile, invece, che De Magistris, preso dal lavoro e da queste benedette inchieste, non abbia accettato di accompagnarlo al Gran Premio di Monza e lui ci sia rimasto cos&igrave; male da fargliela pagare alla prima occasione? In fin dei conti il Ministro, se ci pensate bene, ha davvero lo sguardo bonario da Clementone dispettoso. Se le cose stessero in questo modo, caro dottor De Magistris, sopporti il tono confidenziale, onestamente il Ministro avrebbe le sue buone ragioni. Magari c?era pure qualche avvenente velina desiderosa di conoscerla e lei, invece di sguazzarsela tra i box della Formula Uno con l&acute;opportunit&agrave; di uno champagnino anche con Flavio ed Elisabetta, ha preferito starsene a Catanzaro per pensare alle intercettazioni telefoniche di questo e di quello. Faccia come la collega Pasquin che, ogni tanto, scambiava simpaticamente qualche sentenza con soppressate dello Zomaro e la domenica organizzava magnifici picnic a Capo Vaticano! C?&egrave; un limite anche allo spirito di abnegazione, mi perdoni. E poi, ha deciso di non raccontare nulla a Lombardi, non d&agrave; confidenza al Ministro, si mette ad indagare su alcuni dei suoi amici pi&ugrave; cari. Non &egrave; che soffre di sprezzo dei superiori? Infine, mi scusi, che dire dei nomi delle sue inchieste: Calabriagate, Why Not, Poseidone? Chi glieli ha suggeriti, i ragazzi di Locri? Lasci perdere quei matti kamikaze, segua Mastella! Dottore De Magistris, ancora &egrave; in tempo per fare pace. Lo chiami e si autoinviti al Gran Premio del Giappone. L? aeroporto di Lamezia &egrave; di strada per Fuji. Sull? aereo presidenziale c?&egrave; pure il biliardo e tra un colpo e l?altro avrete tutto il tempo per chiarirvi. Cos&igrave; nessuno penser&agrave; che si volesse insabbiare qualche indagine scottante o potr&agrave; dire che, questa volta, non ci fosse una buona ragione per usare l? aereo di Stato. Vedr&agrave;, il Ministro sar&agrave; felice di lasciarla proseguire nel suo lavoro ma, soprattutto, di essersi evitato un ennesimo affettuoso saluto di Supergrillo e, forse, di moltissimi italiani!  </p>
<p> <strong>(Lettera inviata il 30 agosto al &#8220;Quotidiano della Calabria&#8221; a proposito del sondaggio sull&acute; evento dell&acute;estate calabrese curato da Franco Dionesalvi)</strong><br /> &#8220;Illustre Dottore Dionesalvi, Le scrivo in merito al sondaggio appena conclusosi da Lei firmato, dal titolo ?Vota l?evento dell?estate calabrese?. Pur comprendendo lo spirito balneare dell? idea, mi viene difficile soprassedere sull? approccio da ombrellone con cui si &egrave; parlato di un?attivit&agrave; che per alcuni operatori rappresenta anni di sacrifici e duro lavoro, per qualche politico significa capacit&agrave; e creativit&agrave; nell?amministrare, per i cittadini &egrave; sinonimo di cultura, aggregazione e divertimento, per molti giovani &egrave; quell&acute;occupazione invocata, per tutta la Calabria&#8230; positivit&agrave; e speranza! La conosco e la stimo come fine intellettuale. Mi ha sorpreso averla scoperta autore di giochi estivi. Per&ograve;, poich&eacute; ho l?abitudine di cercare gli aspetti costruttivi ovunque, mi permetto di pensare che i suoi commenti quotidiani al sondaggio, ancora pi&ugrave; imbarazzanti della griglia di eventi prescelti con tanto di logo, compreso il mio Demofest, siano stati volutamente provocatori e di stimolo per un dibattito sul tema. Immaginando ci&ograve;, le esprimo qualche personalissima opinione, nella speranza che magari voglia rendersi promotore, insieme al giornale, di un bel convegno. Non voglio entrare nel discutibile merito tecnico delle modalit&agrave; di voto, aspetto comunque secondario&#8230; Parto dalla rosa di eventi ?proposti?, quindi evidentemente ritenuti pi&ugrave; importanti di quelli non inseriti. Lei ha dimenticato, o solo declassato, ?Una Citt&agrave; per cantare? della Citt&agrave; di Catanzaro, che negli ultimi anni ha proposto autentici eventi unici, anche internazionali, come Momix, James Brown, Notre Dame De Paris; ?Catona Teatro Festival?, giunto alla XXII edizione, che merita una sottolineatura, anche solo perch&eacute; a realizzarlo &egrave; un privato, capace anche di costruirsi il Teatro che lo ospita. E poi, ancora: ?Essere a Soveria?, la ventennale rassegna inventata da Mario Caligiuri, che ha innovato a livello nazionale la concezione di eventi estivi, ?brevettando? per prima la ?Notte bianca?, poi ripetuta in tutta Italia; la mia ?Fatti di Musica?, giunta alla XXI edizione, unica rassegna italiana che presenta e premia alcuni dei migliori live d?autore; ?Il Palio di Ribusa? a Stilo, una delle rievocazioni storiche pi&ugrave; importanti del Sud; la ?Varia? di Palmi, fusione tra fede, folclore, tradizione, che risale addirittura al 1700 e muove pubblico e media da tutto il mondo. Ed ancora, l?Estate Reggina, il Meeting del Mare di Crotone, Catanzarock, Il Festival Euro Mediterraneo di Altomonte, la rassegna di Acri, il Peperoncino Jazz Festival, Crotone Provincia d&acute;Estate, lo stesso &#8220;Premio Mia Martini&#8221; arrivato secondo, ecc. ecc.. Al loro posto, ad esempio, troviamo la ?Processione di San Vitaliano?, la ?Sagra della Cipolla?, la ?Sagra della ?nduja?, qualche &#8220;Notte Bianca&#8221;. Se definiamo &#8220;eventi&#8221; anche sagre, processioni e tutte le notti bianche dei calabresi, quale regione al mondo pu&ograve; battere la Calabria? Qui non si dorme gi&agrave; di nostro per problemi e calura! Caro Dottore, in Calabria sono nati e resistono da oltre vent?anni, soprattutto grazie a qualche visionario, Festival e rassegne capaci, oltre che di muovere pubblico, anche di penetrare nei media nazionali con idee originali, altissima qualit&agrave; ed adeguate strategie di comunicazione. Affrontiamo questo argomento. Come se lo spiega che eventi &#8220;calabresi&#8221; spesso hanno servizi in Tg e quotidiani nazionali e non su quelli locali? Come cresce un evento in Calabria se qui, a volte, certa stampa ignora i principali eventi per qualit&agrave;? Nel commento finale Lei ha affermato che gli eventi calabresi sono finiti in un TG nazionale solo per la sparatoria allo spettacolo di Benigni. Mi chiedo: perch&egrave; si &egrave; inventato questo sondaggio, con tanto di commenti quotidiani, se lei non sa nulla a riguardo? Nel TG1 delle 13.30 di Ferragosto c&acute;&egrave; stato un lungo servizio sul concerto di Giovanni Allevi a Diamante, coprodotto dalla mia &#8220;Fatti di Musica&#8221; con il &#8220;Peperoncino Jazz Festival&#8221;. Ogni anno il TG1 ci dedica un servizio. E, restando a &#8220;Fatti di Musica&#8221;, i servizi sul concerto di Guccini, con tanto di mostra di pittura di artisti calabresi a lui dedicata, per il quale &egrave; sceso di persona Vincenzo Mollica, i lunghi spazi in &#8220;DoReCiakGulp&#8221; del TG1 ai concerti di Paolo Conte, all&acute;evento unico in Italia con Gilberto Gil e Fiorella Mannoia a Le Castella, le dirette radiofoniche con i quattromilioni di ascoltatori di Baobab e Rai Radio Uno per il Demofest e tanti altri ancora, come li definisce? Mi ha fatto sorridere quando si &egrave; chiesto come mai in Calabria non ci sia un evento come la Mostra del Cinema di Venezia. Innanzitutto perch&eacute; non abbiamo Venezia! Secondo lei &egrave; la stessa cosa fare un festival del cinema a Sangineto, Lamezia, Tropea o Soverato, piuttosto che a Venezia? E poi, da quando la politica calabrese ha scoperto gli eventi? La Mostra del Cinema di Venezia esiste dal 1932. Io ho iniziato la mia attivit&agrave; nel 1986. Per dieci anni, la politica non solo era del tutto indifferente ma costituiva, spesso insieme all?ingranaggio burocratico, il problema principale da superare! Si ricorda il concerto di Sting vietato nel ?93 perch&eacute; la sua musica avrebbe inquinato anche l?atmosfera? Questa era la Calabria! Un evento, dott. Dionesalvi, &egrave; tale, come dice il vocabolario, quando &egrave; ?un avvenimento di grande interesse collettivo? e, aggiungo io, quando &egrave; frutto di una creativit&agrave; capace di fare cultura, immagine e promozione anche attraverso il ?moto naturale? della grande aggregazione e comunicazione. Per raggiungere questi obiettivi, a parte la caratura dei protagonisti per taluni generi di eventi, ci vogliono progetti che racchiudano pi&ugrave; ingredienti: originalit&agrave;, unicit&agrave;, storicit&agrave;, attualit&agrave;, qualit&agrave; dell?idea e della sua realizzazione, allestimento e comunicazione compresi. In Calabria abbiamo fatto partire diversi progetti unici, originali e di grande impatto, ma la politica li ha finanziati con briciole per una, due edizioni al massimo, mentre i maggiori festival italiani, da Spoleto, che lei cita, ad Umbria Jazz, ai festival del Cinema di Venezia o di Roma, sono sostenuti ogni anno da milioni di euro di danaro pubblico. Qui, invece, l?estate si polverizzano milioni di euro in feste paesane, oggi anche finanziate da Comuni, Province e Regione, o a favore di una miriade di associazioni che, con la &#8220;finta&#8221; formula di non essere a fine di lucro, accedono comodamente al danaro pubblico senza alcun merito e spesso per pura clientela. Le faccio velocemente la storia di alcuni eventi originali che ho ideato e realizzato in Calabria: Omaggio a Mia Martini, trasmesso il 20 luglio del 1995 su Rai Due da Lamezia Terme. La Rai voleva inserirlo in palinsensto come evento annuale. Il sindaco di allora, Doris Lo Moro, non lo volle rifinanziare. ?La Sera dei Miracoli?, trasmesso a settembre del ?99 in diretta in prima serata su Rai Uno dal Porto di Gioia Tauro. Era l?apertura della programmazione autunno-inverno di Rai Uno. La Regione lo rifinanzi&ograve; dopo tre anni, nel 2002, poi niente. Persa un?altra straordinaria opportunit&agrave;. ?Il Ponte fra le Stelle ? La Befana dei bambini vittime delle guerre e del terrorismo?. Un autentico format dell?Epifania, da me scritto e prodotto. Con questo progetto vinsi un bando dell?assessorato Regionale al Turismo. And&ograve; in onda il 5 gennaio del 2002 su Rai Uno dal Teatro Rendano di Cosenza condotto da Mara Venier, sotto il Patrocinio dell?Alto Commissariato dell?Onu per i Rifugiati. Un clamoroso successo di ascolti e critica per l?insolito gemellaggio tra spettacolo, sociale e cultura. La Rai voleva farlo diventare il programma d?attesa della Festa della Befana. La Regione ha pensato bene di non rifinanziarlo! Uno degli ultimi esempi? ?La Notte degli Angeli? a Paravati, trasmesso a Pasquetta di quest&acute;anno in tutto il mondo. E? costato alla Regione solo centoventimila euro, non i seicentomila per le miss di Clarissa Burt ed ha mostrato una Calabria bella e positiva, promuovendo anche il turismo religioso! Si far&agrave; una seconda edizione o far&agrave; la fine del V Centenario di San Francesco, di cui ancora devono pagare lo spettacolo d&acute;apertura? Dottore, ecco, faccia un sondaggio? A proposito, tornando a quello concluso, qualche rigo lo merita il votatissimo ?Evento People? di Scalea. Ebbene, ignoravo proprio di che si trattasse. Insieme a me anche internet. Strano per un evento! Scopro navigando, tra le pieghe di un forum, che &egrave; stato uno stage di danza di tre giorni in un villaggio turistico di Scalea a met&agrave; maggio. Dottore, s&igrave; che stanno cambiando le stagioni e pure le parole, ma che c?entra uno stage a maggio con gli &#8220;eventi estivi&#8221; in Calabria?&#8221;  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 7 luglio. Sull&acute; estate in Calabria)</strong><br /> Il clima estivo, di vacanza gi&agrave; per molti, almeno per quelli che non fanno parte del lungo elenco dei disoccupati calabresi a riposo tutto l?anno, si avverte in ogni angolo della regione. Fervono i preparativi per sagre, festini, concerti, notti bianche, passeggiate ed iniziative di tutti i tipi. Un?autentica gara a chi ne fa di pi&ugrave; ed a chi le fa pi&ugrave; belle&#8230; Pare che questo incredibile proliferare di eventi estivi di qualsiasi genere stia dando luogo ad uno strano processo evolutivo. Tre calabresi su cinque, la maggioranza, hanno assunto le caratteristiche degli ?animali da letargo?, col comportamento tipico di quei mammiferi che, durante la stagione fredda, riducono le proprie funzioni vitali e rimangono in stato di quiescenza, nutrendosi di riserve di grasso immagazzinate durante l&acute;autunno. Il calabrese sta diventando come l?orso, lo scoiattolo, il procione. E? nato il magno-greco del nuovo millennio. E perch&eacute; questo? Secondo i pi&ugrave; affermati evoluzionisti, per poter vivere ogni istante delle mitiche notti bianche estive, senza perdere nessuna delle trovate da sballo di sindaci ed assessori, tra reperti archeologici, resti di castelli, pezzi di stocco e di colonne. Mille iniziative! Tra le pi&ugrave; originali c?&egrave; quella prevista per il 14 agosto sul tratto autostradale tra Gioia Tauro e Reggio Calabria. Sar&agrave; consentito, in via del tutto eccezionale, di attendere ferragosto anche nella propria autovettura e senza spostarsi dalla carreggiata, come se si fosse in un grande ?drive in?, allietati finanche dalle canzoni di Mino Reitano, che busser&agrave; felice ai finestrini. Ogni conducente potr&agrave; appropriarsi gratuitamente dell?area autostradale sottostante la propria automobile, con diritto all?utilizzo delle zone adiacenti per qualsiasi fabbisogno. La sosta sar&agrave; ammessa, senza rischio di contravvenzioni, per tutte le successive quarantotto ore, fino a mezzanotte del 16 agosto, quando dovr&agrave; essere riconsentita la regolare ripresa del traffico. L? Anas, per promuovere l?iniziativa in grande stile, come si &egrave; abituati da queste parti, ha fatto studiare uno slogan addirittura da Oliviero Toscani: ?Ferragosto in Calabria? S&igrave;, scegli l?A3!? Per evitare il rischio che qualcuno possa decidere di proseguire il soggiorno gratuito anche nelle ore successive, intasando la circolazione, un minuto dopo la mezzanotte partir&agrave; l?operazione ?alta velocit&agrave;?, con il sequestro delle auto ancora ferme e di quelle in transito al di sotto dei 50 chilometri orari. D?altronde, non si poteva certo pretendere che la disponibilit&agrave; dell? Anas, per uno speciale ferragosto sull&acute; autostrada, potesse estendersi a tutta l?estate! Purtroppo per chi saggiamente e comprensibilmente preferirebbe l? asfalto alla fastidiosissima sabbia delle spiagge o al rischio del morso velenoso di qualche vipera in montagna, l?autostrada deve tornare al suo naturale impiego, consentendo a tutti gli automobilisti di viaggiare. Che peccato! Quale hotel a cinque stelle o super villaggio con tutti i comfort sarebbe migliore dell&acute; A3? Per i pi&ugrave; fortunati c?&egrave; anche l? invidiabile opportunit&agrave; di sostare nei pressi dello svincolo di Altomonte, dove Barbieri in persona servir&agrave; &#8220;non stop&#8221; bocconcini di stinco di cinghiale a tutti, o sui viadotti tra Palmi e Scilla, con balcone sullo stretto, veduta panoramica delle Eolie e possibilit&agrave; di escursioni sul Sant?Elia. L?unico inconveniente, per fortuna solo verso Bagnara, potrebbe essere rappresentato dalle raffiche di vento, fastidiosissime in coincidenza col soddisfacimento dei fabbisogni primari dei vacanzieri. Il contatto con la natura, al posto del solito e tecnologico water di casa, dicono gli studiosi, rafforza lo spirito e migliora l?umore, ma &egrave; bene, aggiungono, conservare la propria privacy, almeno in questi momenti, anche sull?autostrada! Privacy, s&igrave;! Con il rischio di intercettazioni telefoniche, che c?&egrave; ormai dappertutto, l?autostrada calabrese &egrave; l?unico luogo d?Europa dove non si pu&ograve; essere intercettati, perch&eacute; non c?&egrave; proprio segnale. ?Ferragosto tranquillo in Calabria? S&igrave;, scegli l?A3!? Toscani non ne sbaglia una! Loiero &egrave; avvisato: se qualcuno si lamenta perch&eacute; l?autostrada non &egrave; pulita, stavolta niente lettere di scusa. A Natale scriviamo tutti insieme direttamente a Bambin Ges&ugrave;&#8230;  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 30 giugno. Sulla puntata di &#8220;Articolo 21&#8221; con ospite il Presidente Loiero)</strong><br /> Oggi non sar&agrave; facile scrivere questo pezzo dal backstage di un concerto. Proviamoci! Argomento? Ancora politica regionale. La scorsa settimana ho approfittato delle esternazioni del commendatore Callipo, rivolte a Loiero &amp; C. , per qualche riflessione ad alta voce sulla nostra regione. Pare che molti abbiano gradito. Tante le email e le telefonate di condivisione e, soprattutto, una scorta di tonno per almeno un paio di anni in tutte le salse. Forse mi sono fatto qualche nemico illustre per&ograve;, tutto sommato, meglio un nuovo amico, che produce il miglior tonno che ci sia, di qualche politicante che nella vita non ha prodotto mai un bel niente. Se bacchettare i nostri amministratori ha ricadute benefiche di questo tipo, perch&eacute; non proseguire sul tema? Lo scorso weekend mi trovavo tra Terni e Lucca, ospite di alcuni festival jazz. Che serata straordinaria sotto le Cascate delle Marmore! Mentre la musica scorreva insieme all?acqua, come direbbe Paolo Conte, mi &egrave; arrivata una telefonata dalla Calabria. Guardo il cellulare: Lino Polimeni! S&igrave;, proprio lui, che mi chiedeva di rivolgere una domanda al Presidente della nostra Regione, impegnato il giorno dopo in un autentico ?Super Loiero Show? su Telespazio. Ho aderito al volo, sia per togliermi Polimeni dalle scatole che per avere il piacere di dire qualcosa, finalmente, al Presidente. Un?occasione da prendere al volo! Cos&igrave;, fermo in una piazzola dell?autostrada, sono intervenuto in diretta, giusto il tempo per fare la domanda e sentire la risposta. Nessuna possibilit&agrave; di replica. Almeno cos&igrave; pensava il Presidente, non immaginando che usassi a tal scopo proprio questa rubrica. Cosa avrei replicato? Caro Presidente, le voglio tanto bene ma, pur sentendomi lusingato dalla lunga risposta, in realt&agrave;, sulle cose pi&ugrave; scottanti ha fatto il Maradona, grandi dribbling e goal con la mano! Come vede, per&ograve;, anche qui c?&egrave; la moviola. E il colpetto del furbetto lo possiamo rivedere a rallentatore, passo dopo passo. Ecco il mio intervento telefonico: ?Presidente, avrei voluto parlarle da qualche anno da imprenditore calabrese dello spettacolo, ma non ci sono riuscito&#8230; La situazione qui &egrave; molto triste, come ho anche scritto nel mio libro di satira &#8220;La pecora &egrave; pazza&#8221;, in cui lei &egrave; tra i protagonisti&#8230; Il vero pericolo degli imprenditori onesti &egrave; diventata la pubblica amministrazione. Intendo politici e dirigenti degli uffici che gestiscono il danaro pubblico spesso in modo discrezionale e clientelare, senza regole e criteri. Pagamenti che non arrivano, fatti da denuncia. Nell?Assessorato al Turismo e Spettacolo vengono gestiti bandi pubblici senza che si comprendano le scelte e le assegnazioni dei finanziamenti. Lei stesso, che &egrave; certamente un politico navigato, ex ministro, ecc., ha commesso incredibili ingenuit&agrave;, dalla lettera di scuse per il mare sporco, che ha danneggiato la Calabria, alla campagna di Toscani del tutto inutile, fino ai suoi interventi in ?W l?Italia? sulla Rai. Proprio in quella trasmissione, a proposito della sua scelta di nominare il signor Vasta Presidente dell?area Industriale di Lamezia, al posto di Pippo Callipo, da lei stesso definito una grande opportunit&agrave; per la regione, ha detto chiaramente di non aver fatto la migliore scelta nell?interesse della Calabria per non subire una sconfitta politica personale. Ho trovato questa affermazione molto grave&#8230; Secondo lei, quindi, l?interesse politico personale non deve coincidere con l?interesse della collettivit&agrave;?? Il Presidente inizia l?azione da vero fuoriclasse. ?Mi lasci rispondere adeguatamente. Questa non &egrave; una domanda ? dice subito a Polimeni ? ma sono sei domande e risponder&ograve; a tutte!? Meno male che non ero in studio, altrimenti si sarebbe vista la mia faccia! Sei domande? Ecco, pi&ugrave; o meno, le cosiddette sei risposte? ?Dir&ograve; ai miei uomini di convocarla luned&igrave; nel mio ufficio. Venga luned&igrave; a trovarmi! Il libro purtroppo non l&acute;ho letto, ma se ci sono io lo legger&ograve;!? Ovviamente nessuno mi ha chiamato ma, ancor pi&ugrave; ovviamente, non sono andato. Il libro? Gliene far&ograve; spedire una copia a casa. ?Per quanto riguarda la burocrazia degli uffici ha ragione! Stiamo lavorando per migliorarla!? Burocrazia? Grazie per aver confermato i problemi dell?apparato, ma ho parlato soprattutto di gestione del danaro pubblico da magistratura&#8230; ?A proposito della lettera sul mare sporco devo dirle che oggi non la rifarei!? Bravo! Almeno su questo, retromarcia apparentemente convinta. ?Su Toscani ci sono professori universitari che l?hanno trovato molto utile!? Definire utile quella campagna, secondo me, non &egrave; certamente da professore universitario, a meno che non si tratti di docenti di fisica tecnica, geometria o veterinaria! ?Sull?area industriale devo precisare che? (bla bla bla)? E via cos&igrave; con dieci minuti di disquisizioni sull?area industriale e su Lamezia. Presidente caro, ora che posso replicarle, le dico che a me non interessava conoscere i suoi punti di vista sull?area industriale o su Lamezia, ma soltanto il suo pensiero sull? etica e la moralit&agrave; nella politica!  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 23 giugno. Sulla situazione politica calabrese)</strong><br /> ?La classe politica di questa regione deve darci delle risposte. Questa gentaglia deve dirci cosa hanno fatto con i soldi pubblici giunti in Calabria negli scorsi anni. Vogliamo sapere dove sono finite tutte le rimesse provenienti dall?Europa e dallo Stato centrale che sarebbero dovute servire a rilanciare la Calabria e che invece hanno finito per arricchire i conti privati di qualcuno. Da Loiero ci aspettiamo che ci dica cosa ha fatto in questi due anni di governo regionale od altrimenti che prenda coscienza del fallimento della sua opera e si metta da parte.? Questo, esattamente questo, ha detto l?altro ieri il commendatore Pippo Callipo, come riportato testualmente da vari quotidiani, con pelo e contropelo&#8230;  Sarebbe stata una bella traccia da far commentare agli esami di Stato, almeno agli studenti calabresi. Pensate che qualcuno avrebbe chiuso il discorso in qualche minuto dando del pazzo a Callipo, consigliandogli una visita dallo psichiatra? Quando uno dei maggiori imprenditori, presidente della Confindustria calabrese, definisce pubblicamente ?gentaglia? gli amministratori della sua regione, vuol dire che la piena &egrave; vicina e, aggiungo io, si salvi chi pu&ograve;. E&acute; rivolto ai calabresi onesti, alla tanta gente perbene, agli imprenditori eroici che si ostinano ad intraprendere in un posto come questo. Molti giovani lo hanno capito da soli, lasciando la Calabria ed impiantandosi ovunque, da certe latitudini in su. S&igrave;, perch&eacute; dalle nostre parti l?aria &egrave; diventata davvero irrespirabile. Un quadro devastante, arricchito ogni giorno da fatti che sembrano sempre pi&ugrave; incredibili, anche a chi, comunque per lavoro, si imbatte da anni in politici e loro codazzi o nei tanti dirigenti che hanno trasformato uffici pubblici nei luoghi dei loro affari privati. Ho letto il titolo di un convegno dei giovani industriali calabresi, che fa pi&ugrave; o meno cos&igrave;: ?Chi sono i nemici degli imprenditori e della gente operosa in Calabria?? Impegni fuori sede mi hanno impedito, purtroppo, di parteciparvi. Avrei voluto ascoltare, capire il punto di vista di chi opera, magari dire qualcosa, attingendo dai miei ventidue anni di imprenditore in Calabria. Uscito dall?universit&agrave;, ho seguito mio padre iniziando l?attivit&agrave; di costruttore di fabbricati, poi, presto, ho virato sullo spettacolo, la cultura, il sociale. Da costruttore c?era da piangere. Anni per vedersi negata una concessione edilizia richiesta legalmente e nel rispetto di regolamenti e norme, mentre intorno cresceva la Calabria abusiva che &egrave; sotto gli occhi di tutti. Per fare un palazzo ci vuole un anno circa, non &egrave; un fungo che spunta in una notte. Eppure, uffici ed amministratori si sono spesso prodigati a paralizzare il lavoro degli onesti, piuttosto che adoperarsi per evitare lo sfascio del nostro territorio che, in luoghi a vocazione turistica, ne ha ancor di pi&ugrave; del criminale. Paralizzare il lavoro degli onesti. S&igrave;, questo &egrave; il concetto che qui si pu&ograve; applicare quasi a tutto. Pensate che da imprenditore dello spettacolo, anche molto conosciuto, sia stato diverso? Una battaglia continua. I nemici? Quasi sempre la pubblica amministrazione. S&igrave;, &egrave; vero, c?&egrave; la ?ndrangheta che &egrave; entrata dappertutto per riciclare il frutto delle attivit&agrave; criminali, purtroppo anche nella musica dal vivo. Ci sono mille altri ostacoli, che conoscete e su cui non mi dilungo, ma dalla pubblica amministrazione ti aspetti comprensione, sostegno o pi&ugrave; semplicemente condivisione dello sforzo, come ad un ciclista sudato in salita. Dalla politica e dagli uffici ti aspetti, almeno, segnali di rispetto o, ancor pi&ugrave; correttamente, il rispetto del rispetto, di quella operosit&agrave; troppo spesso schiaffeggiata, mortificata ed umiliata. Bandi senza criteri, affidamenti clientelari per occulti affari, mazzette, ricatti, societ&agrave; invisibili o, al minimo, pagamenti che non arrivano malgrado impegni e delibere. Questa &egrave; la vera ?ndrangheta. Callipo ha detto ?gentaglia?. Forse, si &egrave; pure contenuto! Vadano avanti quei magistrati coraggiosi che hanno deciso di fare il loro lavoro senza lasciarsi condizionare dal potere e da qualsiasi loggia. Liberino la Calabria ed il Paese da un malaffare che mai era stato cos&igrave; visibile a tutti. Le risposte degli inquisiti? Le solite. Teoremi, falsit&agrave;, diffamazioni, calunnie. Anche Callipo &egrave; un calunniatore? Le cose che ho visto e vedo da imprenditore ogni giorno sono invenzioni di una vivace fantasia? Dai ragazzi di Locri in poi, molto si muove. Direbbe qualcuno: eppur si muove! Sembra anacronistico, davvero d?altri tempi, ma qui, nella Magna Grecia usata spesso per far fumo e soldi, siamo in piena battaglia per una nuova libert&agrave;.  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 16 giugno. Sul caso dei coniugi assassinati a Simeri)</strong><br /> Mentre mi trovavo sul punto di cominciare a tirare fuori gli spunti pi&ugrave; interessanti e graffianti di questa settimana, sono stato un po? distratto dal postino, che mi ha recapitato un atto di citazione del Comune di Reggio Calabria. A Palazzo San Giorgio, dopo tre anni esatti dal concerto di Elton John, si sono ricordati di circa centomila euro di danni al manto erboso dello Stadio ?Granillo?? E pensare che io avevo proclamato una settimana di festeggiamenti per la riconferma di Scopelliti! La cosa divertente &egrave; che il Comune, tra l?altro mio co-organizzatore del concerto, quindi in teoria anche corresponsabile, mi ha citato sulla base di una perizia di un tecnico della Reggina Calcio. Boh! Certamente, consentitemi lo sfogo, non si registr&ograve; proprio alcun danno a nulla. Vuoi vedere che, poich&eacute; ero coperto da regolare polizza, qualcuno ha pensato di accollare i costi dei lavori di riassetto del manto erboso, con annesso qualche interventino di risistemazione, all? assicurazione? Per una pratica cos&igrave; delicata, visto che oramai in Calabria abbiamo anche quelli, chieder&ograve; al mio avvocato di farsi assistere, come super consulente, dal detective della CIA di Simeri Crichi. Ora s&igrave;, che non ci manca niente! La celeberrima ?Central Intelligence Agency? americana aveva un suo uomo mimetizzato finanche tra gli indigeni di un cucuzzolo della Presila catanzarese e noi non ne sapevamo nulla? La notizia ha scioccato davvero tutti. Da mediocri terroni, come ben dice Oliviero Toscani, qual &egrave; stata la nostra reazione? Il povero agente segreto &egrave; stato addirittura arrestato, accusato di aver fatto a pezzettini i genitori. Abbiamo trasformato in un mostro da prima pagina una povera vittima della ?ndrangheta, che si sarebbe vendicata cos&igrave; della sua attivit&agrave; investigativa segreta. Povero 007 calabrese, se fosse nato a Miami e non a Sellia Marina certamente lo avrebbero creduto tutti. Qui, sfigati come siamo, non crediamo pi&ugrave; a niente e nessuno! Se fosse passato di questi tempi Giuseppe Garibaldi gli avremmo riso in faccia, altro che statue a Soveria Mannelli&#8230; Come i super agenti alla James Bond, per&ograve;, il signor De Marco, non si &egrave; perso d?animo. Nella sua cella ha messo assieme le idee, si &egrave; fatto dare carta e penna e, ovviamente in un inglese perfetto, ha scritto alla CIA. Che doveva fare, altrimenti? Arrendersi davanti ad accuse tanto infamanti? Una bella lettera al Generale Michael V. Hayden, direttore della CIA, per pregarlo di intercedere con il SISMI per la sua scarcerazione. ?Informateli ? pare che abbia scritto ? che sono uno dei vostri e mi avete incaricato di occuparmi di indagini sulla ?ndrangheta per il governo americano? Questi terroni non mi credono!? Una lettera commovente che, in un colpo solo, ha cancellato perfino quella di scuse di Loiero agli italiani per il mare sporco. Lettera vera, pacata, lucida, quasi da detenuto politico un po? seccato per l? equivoco. Il nostro Governatore dovrebbe chiederne subito la grazia al Capo di Stato! Come consentire l?arresto di un agente della CIA, vittima della ?ndrangheta, proprio qui che abbiamo bisogno di tutto e figuriamoci di un agente segreto in carne ed ossa? La verit&agrave;, forse, &egrave; che ci fa paura l?idea di avere uno che spia nei fatti nostri. Vi figurate Masella che si fa il bagno in piscina nudo, mentre nascosto su un albero c?&egrave; il signor De Marco che gli spara fotografie sui maniglioni dell?amore di trenta chili l? uno? Oppure, come non temere che il signor De Marco possa risolvere in pochi minuti il giallo Fortugno? In galera, CIA o non CIA! Visto l?aria che tira, ora capisco perch&eacute; alla Regione non hanno dato alcuna attenzione alla mia proposta di festeggiare gli ottant?anni di Tony Bennet ed il ritorno di Tony Vilar, ambedue star della musica mondiale di origine calabrese! Il primo, Antonio Domenico Benedetto, re dei crooner, erede addirittura di Frank Sinatra. Il secondo, Antonio Ragusa da Carolei, autore di ?Cuando calienta el sol?, hit mondiale. In effetti, con il signor De Marco tra i piedi, come credere a me, Tony Bennet e Tony Vilar?  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 9 giugno. La prima intervista a Claudio Ranieri allenatore, tecnico della Vigor Lamezia nel 1987)</strong><br /> Ogni tanto, perdonatemi, non riesco a non occuparmi di calcio, almeno quando di mezzo ci sono storie di Juventus. La notizia, d?altro canto, non &egrave; di quelle che potevano lasciarmi indifferente: il neo allenatore juventino &egrave; Claudio Ranieri. Che c?&egrave; di tanto strano? E? che, inevitabilmente, mi ha fatto fare un tuffo nel passato, al 1986! Allora, ancor prima che di musica, spettacolo e &#8220;scrittura&#8221;, al termine di settimane da studente, mi occupavo di fare il radiocronista e l?aspirante giornalista sportivo al seguito della Vigor Lamezia lanciata verso la C2. Sapete chi era l?allenatore della squadra lametina nel campionato 86/87? S&igrave;, proprio Claudio Ranieri. Da juventino, poter dire di essere stato il suo primo radiocronista, mi fa un certo effetto, anche perch&eacute;, gi&agrave; vent&acute;anni fa, il bravo Ranieri fu vittima della calciopoli del tempo! Ranieri, primo in classifica, mister di una squadra che esprimeva un calcio piacevole e vincente, nel febbraio dell? 87 lasci&ograve; a sorpresa la squadra. Per tutti fu un esonero ad ogni effetto. Al suo posto la Presidenza della Vigor Lamezia chiam&ograve; un Moggi dei poveri di allora, tal Carmine Tascone, campano ed esperto di ?manovre? atte ad assicurare promozioni certe. Da appassionato di calcio e giovanotto piuttosto ingenuo, ma gi&agrave; sufficientemente battagliero, approfittando del mio ruolo, mi scagliai contro la dirigenza. Non riuscivo a digerire che quell? allenatore bravo, simpatico ed elegante, peraltro primo in classifica, ex campione di un Catanzaro da record, fosse mandato a casa. Mi risposero tutti che, in quel campionato, non si poteva rischiare di non essere promossi e serviva chi potesse assicurare ci&ograve;, al di l&agrave; della bravura. Proprio cos&igrave;. Vi riporto parte dell?intervista che feci a Ranieri, salutandolo al suo esonero, pubblicata dal mensile ?Radio Lamezia? nel numero del febbraio ?87, che oggi ha il sapore del documento.  Che ricorda dell?esperienza a Lamezia? ?Un ricordo ottimo con un pubblico eccezionale, che mi ha seguito fino alla fine della mia avventura. Posso soltanto pensare bene di questo pubblico e del rapporto che si era instaurato.? Cosa ha imparato da questa prima esperienza come allenatore? ?Ho imparato moltissimo. Il rapporto umano che nasce tra allenatore e giocatori, il rapporto con la societ&agrave;, con il pubblico.? Quale era il rapporto con la squadra, con lo spogliatoio? ?Bellissimo, perch&eacute; i ragazzi erano sempre entusiasti di tutto in tutto. Anche i risultati ne danno atto. Non si pu&ograve; essere in testa alla classifica con uno spogliatoio che non &egrave; compatto.? E? possibile che un allenatore primo in classifica ed imbattuto vada via dalla sua squadra? ?A me &egrave; capitato, per cui &egrave; possibile.? Una parte della tifoseria continua a rimpiangerla e non &egrave; pienamente convinta che lei sia andato via per motivi di famiglia? ?Beh, non posso dire niente a tal proposito. Mi fa piacere che i tifosi mi ricordino con simpatia, perch&eacute; anch?io li ricorder&ograve; allo stesso modo.? Il neo allenatore Tascone ha fatto capire che lei non &egrave; andato via per motivi di famiglia, ma per verit&agrave; che sapremo dagli stessi giocatori. Che vuole dire? ?Sono tutti giocatori che ha comprato lui, per cui quello che dice fa parte del suo cervello. Aspetto di sentire lui, poi al limite risponder&ograve;. Conosce tutto, stava dentro la societ&agrave; ancor prima di arrivare, per cui &egrave; senz?altro a conoscenza dei motivi! Se li espone, poi dir&ograve; la mia verit&agrave;. Aspettiamo che i giocatori diano le loro versioni.? Qualcuno dice che il suo rapporto con capitano Amato non fosse buono? ?No, accipicchia. Era il mio allenatore in campo. Non so come vengano fuori notizie di questo tipo.? Rimpiange di andare via da Lamezia? ?Certo che ho rimpianti. Venire in una citt&agrave; dove sono stato tanto apprezzato e lasciarla mentre stavo puntando a vincere il campionato con largo anticipo, certo che mi lascia rimpianti. La squadra &egrave; veramente forte. Io non avevo meriti particolari con giocatori cos&igrave;. Un allenatore pu&ograve; essere il pi&ugrave; bravo del mondo, ma se non ha i giocatori a disposizione che rispettano le consegne date, uno predica nel deserto. Ho rimpianti perch&eacute;, per essere il mio primo campionato da allenatore, mi sono trovato con giocatori fortissimi.&#8221; Che consiglio darebbe al presidente del Lamezia, Ventura? ?Nessun consiglio. E? talmente bravo che non ha bisogno di consigli. E poi &#8211; concluse ironicamente Ranieri &#8211; ha fatto di tutto per farmi restare!? E sentite, a tal proposito, che mi aveva risposto, invece, il suo successore Tascone. Mister Ranieri si &egrave; ufficialmente dimesso per motivi di famiglia. I suoi familiari stanno tutti bene? ?Ranieri non &egrave; andato via per motivi di famiglia. Fra almeno tre partite, ci saranno almeno dieci giocatori che potranno dirvi perch&eacute; &egrave; andato via!? Anche allora, evidentemente, in un certo calcio valeva il noto principio per cui il fine giustifica i mezzi. Ranieri, approdato nel 2007 nella Juve post calciopoli, aveva conosciuto gi&agrave;, alla sua prima esperienza da allenatore, piccoli accenni del manuale del Moggi pensiero. Oggi come allora, concludo dicendole: auguri mister! Dalla squadra della mia citt&agrave; &egrave; arrivato a quella del mio cuore. Avevo visto giusto, prevedendo per lei un glorioso futuro da allenatore. Pure a me sono stati utili quelli che lei mi diede affettuosamente, anche se non per la carriera da giornalista sportivo, subito abbandonata. In bocca al lupo, a maggior ragione che oggi &egrave; uno dei nostri ed i Tascone, i Moggi, e per me altro ancora, sono alle spalle. E visto che nel mio libro &#8220;Miracolo d&acute;Amore&#8221; avevo dato per certa anche la vittoria ai mondiali, azzeccandoci&#8230; al prossimo scudetto!  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 2 giugno. Sulle elezioni amministrative)</strong><br /> Perdonatemi se per questa settimana scomodo i super protagonisti della ?Pecora &egrave; pazza? dello scorso anno! Come riuscire a non farlo dopo una tornata elettorale cos&igrave; elettrizzante? Prodiani e Berlusconiani si sono affrontati per l?ennesima volta in una sfida da brividi. (Dal diario del giorno dopo) ?Il buon Romano, seguito a mezzo metro dal portavoce Sircana, passeggiava avanti e indietro tra i tavoli del ristorante Baconchi di Cittanova dove, insieme all? Annunziata, era solito attendere i risultati del voto. La dolce Lucia, con sguardo amorevole ne accompagnava i movimenti, dividendosi tra le prime proiezioni demoscopiche ed una fiorentina di bue dello Zomaro, farcita con stocco e scaglie di pecorino piccante di Canolo&#8230; La squadra speciale di salvataggio dei Ragazzi di Locri, intanto, si dirigeva verso Reggio Calabria, dove il candidato Eduardo Lamberti Castronuovo, che aveva pi&ugrave; nomi che voti, veniva dato per disperso tra le acque dello Stretto. L? uragano Peppe si stava abbattendo sulla Citt&agrave;, spazzando ogni cosa che gli si frapponesse innanzi. Il povero Lamberti fin&igrave; cos&igrave; nel vortice della tempesta, facendo perdere ogni traccia. Peggiore fine tocc&ograve; ai signori Siclari Pino, Caridi Giuseppe e Gangemi Francesco, volati anche loro in mezzo alle acque e ripescati da un peschereccio di Scilla. Scambiati per freschissima paranza, finirono dritti nella cucina del Bais, per essere serviti insieme ad ogni ben di Dio durante la cena di gala organizzata dai sostenitori di Scopelliti. A nulla servirono gli sforzi dei Ragazzi di Locri per evitare loro l? impanatura e la seguente friggitura in olio di arachidi, come da ricetta dell?Annunziata che, sbranata la fiorentina, s?era fatta prendere da un?incontenibile voglia di pesce fresco. I Ragazzi riuscirono, per&ograve;, a salvare Lamberti Castronuovo in extremis. Il candidato dell? Unione fu tirato in superficie proprio mentre un gigantesco e raro cavalluccio marino, dotato di un organo riproduttivo di dimensioni esagerate, stava per dar sfogo ad un autentico raptus erotico da fondale. La notizia della riconferma di Super Peppe arriv&ograve; immediatamente a Lele Mora che, caricate centodieci tra veline, letterine e trombatine, dopo aver ottenuto una settimana premio per Fabrizio Corona, decoll&ograve; col suo aereo privato alla volta del ?Tito Minniti? addobbato a festa. Nell?aeroporto dello Stretto per poco non si sfior&ograve; la tragedia. L?aereo di Mora arriv&ograve; in contemporanea con quello di Elton John che, appresa la notizia del superdotato cavalluccio dello Stretto, raggiunse subito Reggio con tanto di muta e bombole da sub. Questa volta l? arrivo della popstar in Citt&agrave; pass&ograve; inosservata al popolo dell?Unione che, terribilmente avvilito dal risultato elettorale, evit&ograve; di dare seguito alla polemica per i trecentomila euro di contributo al concerto di tre anni fa. La notizia della vittoria bulgara di Scopelliti fece il giro del mondo. Perfino Padre Fedele e Paris Hilton riuscirono ad ottenere un permesso speciale per partecipare ai festeggiamenti in pompa magna. Sulle loro tracce si gett&ograve; immediatamente Lucia Annunziata, stanca di patire insieme al suo amato Romano per le tristi notizie provenienti da tutta Italia. La giornalista, minigonna e calza a rete, si present&ograve; cos&igrave; al francescano di Cosenza che, insieme a Corona e Paris Hilton, stava attendendo l?arrivo della comitiva di Lele Mora. Inaspettatamente arriv&ograve; anche Luciano Moggi, invitato dal presidente Foti ai concomitanti festeggiamenti per la salvezza della Reggina. Ad accogliere i mille ospiti in arrivo da tutto il mondo, si present&ograve; all?aeroporto il magico Peppe in persona, vestito con il completino originale di Superman, tutina blu e mantello rosso sulle spalle. Accertatosi che c?erano proprio tutti, puntando il dito verso il cielo, Super Peppe prese il volo, piroettando sulle teste dei due cortei festosi che, per la sua vittoria e per quella della Reggina, si muovevano verso il lungomare Falcomat&agrave;. All? imbocco del chilometro pi&ugrave; bello d&acute;Italia, a rovinare la festa, spunt&ograve; Doris Tersilli, abbandonata dal suo chilometrico codazzo di ammiratori, questa volta per&ograve; inseguita da personale e malati delle Asl di Lamezia, Rossano e Locri?  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 26 maggio. Sulla morte del mullah Dadullah, ecc.)</strong><br /> L?Italia &egrave; davvero una nazione dalla testa strana! A volte ci meravigliano della nostra Calabria, ma come volete che sia il piede di un Paese cos&igrave;? Gli americani uccidono il mullah Dadullah, uno dei principali tagliatori di teste della storia, torturatore spietato, tra l?altro mandante del sequestro Mastrogiacomo e, invece di esprimere soddisfazione, alcuni politici italiani s?indignano. ?Queste cose non si fanno?, ha commentato anche Carlo Garbagnati, vicepresidente di Emergency. Come dargli torto? Lo dicono ad un certo punto anche i Dieci Comandamenti: non si uccide! Si rispettino almeno quelli. Per&ograve;, visto che ha un bel nome da formaggio gorgonzola, il signor Garbagnati fa finta di non sapere che, in mancanza di altro, nel suo caso il mullah Dadullah, dopo il taglio, si sarebbe spalmato la testa su di una fetta di pane da due chili. Merendina tipica talebana a base di occidentali che ricordino, anche solo col nome, prodotti gastronomici internazionali? Prodi non a caso, infatti, manda da quelle parti a salutare i nostri soldati sempre il solito D?Alema! Pare che per una fetta di capocollo del buon Romano il mullah Dadullah non avrebbe badato a spese. Noi siamo occidentali, non amiamo il capocollo di premier ma, in verit&agrave;, come non sforzarsi di comprendere quanto possano impazzire le papille gustative di un talebano alla vista di uno come Prodi che, anche quando parla o bisbiglia, stimola l?appetito? Al posto delle teste, nel nostro Paese abbiamo deciso di tagliare il cuneo fiscale. Tagliare &egrave; diventato un motto internazionale. E, cos&igrave;, anche l? Italia ha scelto di tagliare qualcosa, ma con originalit&agrave;, come nel nostro spirito. Ed in Calabria? Beh, le cose noi le facciamo sempre con zelo e pignoleria, oserei dire con grande rigore, non facendoci mancare proprio niente. Dalla testa mozzata qualche anno fa a Taurianova all?Acquapark di Zambrone, fino alle Aziende Sanitarie Locali, qui si taglia proprio di tutto. Da Bagdad a Roma fino in Calabria, tutti d?accordo: bisogna tagliare! S&igrave;, dopo diciotto anni &egrave; stato decapitato l?Aquapark di Zambrone. Era un simbolo dello sviluppo turistico dell?ultimo ventennio nella nostra regione. I bambini si lanciavano dallo scivolo, mentre i pap&agrave; si divertivano con le onde simulate dell? oceano e le mamme si rassodavano i glutei con l&acute; idromassaggio. Che meraviglia! Ed ora, dove faremo i bagni acrobatici e tonificanti, grandi e piccini? Dieci metri pi&ugrave; in gi&ugrave;! A mare? Bisogna accontentarsi. Riflettiamo, non facciamoci subito prendere dai sentimenti. Se l? Aquapark non faceva affari, forse vuol dire che qualcuno preferiva gi&agrave; tuffarsi qualche metro pi&ugrave; in l&agrave;. E che dire delle A.S.L.? A Lamezia e Locri sono inviperiti. E pensare, pure, che l? Assessore regionale alla Sanit&agrave; &egrave; proprio una lametina! Quando bisogna tagliare, per&ograve;, i sentimenti vanno messi da parte. E cos&igrave;, come dice un vecchio detto, chi di spada ferisce di spada perisce! Il Corriere della Sera aveva inserito l?altro ieri la bella Doris addirittura nella rosa dei super politici, una quarantina in tutto, dell? Assemblea Costituente del Partito Democratico, fissata per il prossimo ottobre. Doris, accanto a Romanuccio, Massimino, Pierino e Chicchino. Altro che Biancaneve tra i nostri sette nani, vera regina di cuori! Notizia di oggi: Doris nella Costituente non c?&egrave; pi&ugrave;! Qualcuno, alla fine, ha tagliato anche lei?  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 19 maggio. Sesso e Turismo)</strong><br /> In queste ultime settimane abbiamo parlato di turismo in Calabria, con proposte innovative, utili a minimizzare i problemi esistenti, come la soppressione dell?estate o l? incentivazione della vacanza ?off limits?, a cui la nostra regione si presta in modo del tutto naturale? Oggi avrei voluto dedicarmi agli scottanti temi degli ultimi giorni legati al sesso. S&igrave;, ero tentato dallo scrivere un pezzo molto caldo! In effetti c?&egrave; roba per tutti i salotti bene, dal ritorno a casa di Padre Fedele, seppur con formula un po&acute; restrittiva, al caso dello ?scopataxi? di Catania. Da duecento a quattrocento euro per una trombata nel traffico! Evidentemente a Catania non esiste il problema delle buche per le strade. Da noi ci sarebbe, come minimo, da rischiare la colonna vertebrale ogni cento metri! Anche se, a ragionarci bene, un tour alla ricerca di quante pi&ugrave; buche possibili potrebbe risultare interessante per coppie di sessantenni dalla mobilit&agrave; ridotta? L?ingegnoso proprietario dello ?scopataxi?, infatti, proponeva alla sua clientela itinerari di vario tipo e per tutte le esigenze. Pare che fosse prevista, inoltre, la tariffa piena per solo andata ed una molto scontata per andata a ritorno, profilattico ritardante compreso! E che dire della protesta a Padova del popolo delle lucciole, accompagnate dagli stessi clienti, per l?ordinanza comunale che prevede multe salate, anche solo a chi si ferma a contrattare? Qualcuno dice di aver visto nel corteo anche il nostro onorevole Pino Galati con la foto di Sircana attaccata al collo. Che settimana hard! Per non parlare di gay, arcigay, supergay e multigay? La risposta secca, molto secca e chiara, l?ha data monsignor Betori, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, intervenendo nella cattedrale di Gubbio alla Festa di Sant?Ubaldo : ?Il relativismo etico che nega la dualit&agrave; sessuale e scardina la famiglia &egrave; come l?imperatore Federico Barbarossa che cinse d?assedio nel 1154 Gubbio!? Applausi, applausi, applausi ed anche qualche richiesta di bis! E Betori, &egrave; il caso di dire che non s?&egrave; fatto pregare: ?A Sant?Ubaldo ci dobbiamo ispirare contro i nuovi aggressori che tentano di espugnare le nostre citt&agrave;. Mai pi&ugrave; un 1154!? Bravo monsignore! Finalmente uno che arriva dritto al cuore del problema, con citazioni storiche puntuali e sferza coscienze. Non il solito Bottiglione che, a dirla tutta, ancora non s?&egrave; capito da che parte stia! Avrei voluto parlarvi di queste cose, ma sono successi fatti ancora pi&ugrave; seri. A Milazzo, due infermieri che portavano un malato in rianimazione, per la fretta lo hanno lanciato dalla barella, scaraventandolo sul pavimento! S?&egrave; spaccato la testa ed &egrave; morto all? istante. E pensare che era solo stato colto da un infarto! Quando uno &egrave; sfigato, &egrave; sfigato! Come la Calabria. In tutta Italia aumentano le localit&agrave; di mare premiate con le fatidiche bandiere blu, da novanta a novantasei e, guarda un po?, diminuiscono quelle calabresi. In verit&agrave;, non &egrave; che ne avessimo molte. Solo quattro, rispetto alle quindici della Toscana o le quattordici della Liguria. Ora, per&ograve;, sono rimaste solo in due: Cir&ograve; Marina e Roccella Jonica. Bocciate Catanzaro Lido e Scilla. Sinceramente, non me ne vogliano l&igrave;, ma era strano che Catanzaro Lido fosse nel gruppo di Chiavari o Riccione? Ma Tropea e Capo Vaticano, le nostre perle, dove sono finite? Siamo una delle regioni con il maggior numero di chilometri di costa ed abbiamo lo stesso numero di bandiere blu della Lombardia, che non ne ha per nulla! Ed ora che fare? O ce le mettiamo noi lo stesso di forza, alla faccia della ?Federazione per l? Educazione Ambientale?, che stila la classifica, o non ci resta che scrivere un?altra lettera di scuse. Loiero &egrave; avvisato! E pare che sia stato avvisato anche dal dottor De Magistris, uno che al pulito ci tiene? Basta, per&ograve;, che non me lo tolgano dal Villaggio Mancuso, dove insieme a Biancadoris, Pirillolo, Ad&agrave;molo e M&agrave;iolo, sarebbe stata la vera attrazione da fiaba dell? estate calabrese!  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 12 maggio. Proseguendo sul turismo in Calabria&#8230; e varie)</strong><br /> La settimana scorsa si era parlato della soppressione dell?estate come soluzione a molti problemi della Calabria che, bene o male, appaiono ancora pi&ugrave; evidenti durante la bella stagione. Per&ograve;, visto che l?idea non &egrave; di quelle che si possono mettere a punto in una notte, come &egrave; stato per la soppressione delle ASL, dobbiamo saper convivere anche con l?estate, studiando una giusta politica turistico promozionale adatta alla nostra regione. Ci vorr&agrave; pi&ugrave; tempo per prepararla, anche perch&eacute;, non trattandosi di sanit&agrave;, ognuno vorr&agrave; dire la sua, per&ograve; abbiamo tutte le carte in regola per diventare la terra dell? Avventura! Innanzitutto, possiamo puntare a prenderci gli amanti dell? ?off limits? a tutti i costi. Vi pare poco? Normalmente si tratta di gente che, giusto per cominciare, non gradisce le strade asfaltate, peggio ancora a tre corsie! Turisti che non contribuirebbero ad appesantire il traffico su autostrada, superstrada e statali varie o ad occupare parcheggi utili nei centri cittadini? Invece di riempirci di pantofolai con la torre di valigie di pigiami sul tetto dell?auto, veri incasinatori della Salerno/Reggio e dei nostri centri storici, puntiamo a chi ama lo sterrato, la sabbia, il cielo. A chi magari arriva dal mare o, meglio ancora, in deltaplano o mongolfiera! Non abbiamo i leoni veri e propri, gli ippopotami nei fiumi, ma abbiamo mille modi per rendere la vacanza in Calabria una vera ?Mission Impossible? da autentico sballo. Perch&eacute; spendere soldi rischiando terribili malattie in Africa o dilapidare fortune per perdersi in viaggi nello spazio o al Casin&ograve;? Qui c?&egrave; tutto quello che serve per la vacanza adrenalinica a prova di coronaria e caduta di capelli. Galati docet! Un giro nel labirinto pi&ugrave; rompicapo del mondo? Tutti a Catanzaro alla scoperta dell? accesso al centro storico! Gira che ti rigira, tangenziale dopo tangenziale e galleria dopo galleria, una settimana gratis di morzello alla Fornacia a chi arriva su corso Mazzini senza restare incastrato in via XX Settembre. E non &egrave; finita! Venti biglietti omaggio per la Mostra delle Armi, accompagnati dal Presidente Traversa vestito da maresciallo Radetzky, a chi parcheggia su due ruote impennando l?automobile? Ippopotami nei fiumi? Giusto il pelo nell?uovo! Nei nostri fiumi abbiamo di tutto, da vecchi pullman al tesoro di Alarico, perch&eacute; fissarsi sugli ippopotami? E poi, se si &egrave; fortunati, si pu&ograve; pure beccare l? ex assessore Masella che fa il bagno. Difficile? Anche il mostro di Lochness in realt&agrave; non si &egrave; mai visto, ma l?importante &egrave; saper creare il mistero. Masella fa o non fa il bagno nella foce del Crati a mezzanotte? C?&egrave; chi dice di averlo visto! Basta questo. La caccia &egrave; aperta. Tigri del bengala sull?Aspromonte? Dai, &egrave; pur vero che non siamo pi&ugrave; nel periodo dei sequestri di persona che tanto piacevano ai ricchi del Nord ed alla signora Sgarella, per&ograve; un?alternativa alle tigri la si trova anche a basso costo! Con undicimila forestali a disposizione, in attesa da molti anni di un lavoro vero, non se ne trovano un paio da poter travestire in terribili tigri dalle striature nero arancio, con leggere sfumature al giallo, come quelle del Sumatra? Prima che qualche assessore regionale si svegli nella notte e decida di sopprimere anche i forestali, trasformiamoli in tigri o in altre magnifiche attrazioni per le nostre straordinarie montagne ed i nostri impareggiabili parchi naturali! E questa volta avvisiamo anche Doris Lo Moro, senza farglielo sapere dai quotidiani del giorno dopo? A proposito della bella Doris, restando in tema di attrazioni per turisti, ve l?immaginate vestita da Biancaneve tra i boschi di Villaggio Mancuso circondata da Agaziolo, Adamolo, Tommasolo, Pirillolo e Maiolo? </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 5 maggio. Sul turismo in Calabria)</strong><br /> Anche se piove ancora un po? dappertutto, il calendario parla chiaro. Ci stiamo avvicinando all?estate. Almeno, dovremmo! Possibile che dall?Alto, visti i tanti problemi del turismo calabrese, abbiano trovato la soluzione allungandoci l? inverno? A dir il vero, nessuno ci ha riflettuto quaggi&ugrave; ma, senza l?estate, una volta per tutte la smetteremmo di pensare al mare sporco, alle code sulla Salerno/Reggio Calabria, all?acqua che manca nelle zone pi&ugrave; frequentate, ai cattivi odori delle fogne a cielo aperto o, peggio ancora, a spendere soldi per miss, concertini, comici veri e presunti, gruppi folk e premi di ogni genere? Devo continuare l? elenco o riuscite a farlo da soli in base alla vostra esperienza personale? Forse l? assessore Adamo non ci ha ancora pensato. Ma l?idea non &egrave; cattiva. Sopprimiamo l?estate. Messaggio forte: ?Estate in Calabria? No, statevene a casa vostra, qui piove!? Toscani potrebbe aggiustarlo un po? per renderlo pi&ugrave; chic, ma il concetto su cui puntare potrebbe essere proprio questo. Anche perch&eacute;, visto che non riusciamo in nessun modo, ?manco a pallate? &egrave; il caso di dire, a scoraggiare un po? di gente dal venirci a disturbare la quiete d?agosto, meglio parlare chiaro! E, per evitare anche la fastidiosa invasione di Tropea, difendendo cos&igrave; le nostre cipolle dall?assalto dei barbari, caro Oliviero studia uno slogan anche in tedesco! In questo modo, finalmente, il Presidente Loiero non sar&agrave; pi&ugrave; costretto a controllare la trasparenza delle acque di Caminia alle sei del mattino o preoccuparsi di scrivere lettere di scuse a qualcuno. N&eacute;, tanto meno, l? assessore Tommasi dovr&agrave; rischiare la diarrea bevendosi acqua di mare in diretta tv, insieme a quel rompiscatole del conduttore di ?Ambiente Italia?! Qui piove, a dirotto, a catinelle, con punte da tempesta e rischio di Tsunami. Non &egrave; colpa nostra! Eh, che farci? E? la natura che si diverte. Non dobbiamo dare spiegazioni a nessuno, anzi possiamo pure chiedere lo stato di calamit&agrave; permanente all? Unione Europea. Niente estate e niente feste. E pure anniversari o centenari. Neanche compleanni! Pioggia dappertutto. Anche nel Santuario di San Francesco. V Centenario dalla morte e noi facciamo festa? Passi l?accensione della Lampada, qualche Santa Messa solenne, ma i Pooh e Rutelli che c?entrano col V Centenario? Non ci avevo pensato neanche io che, in realt&agrave;, non &egrave; una festa, ma una triste ricorrenza. Ecco perch&eacute; non mi pagano il concerto della scorsa estate sul lungomare di Paola! Cinquecento anni dalla morte di San Francesco ed il Sindaco si &egrave; messo a cantare con sessantamila deficienti ?Oh, oh, Piccola Katty?? Una indecenza! Condivido che l?abbiano defenestrato e mandato a casa? E poi, che &egrave; venuto a fare Rutelli a Paola? Forse a chiedere un miracolo per il nuovo partito? Niente miracolo. Pioggia pure a Paola ed addosso a Rutelli! Su, in Alto, proprio in Alto, hanno perso la pazienza: ?Questi calabresi vogliono sfidarmi, trasformando la Calabria in un paradiso terrestre. Mare pulito, sole, miss, feste e festini!? (Pare che qualcuno abbia tuonato proprio cos&igrave;?) E gi&ugrave; pioggia! Per il ritorno dell? estate si vedr&agrave; nel 2012, quando sar&agrave; finito l? ammodernamento dell?autostrada. Meglio fissarsi delle scadenze certe! I Tedeschi sono precisi. Sono, s&igrave;, disposti a rinunciare a Tropea per qualche anno, ma vogliono prenotare gi&agrave; da ora per la riapertura delle vacanze in Calabria. Nel frattempo, non fidandosi neanche di Di Pietro, la Tv tedesca ha commissionato quattromila puntate di ?Gente di Mare?, caso mai i lavori sull? A3 non finissero nel 2012?  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 28 aprile. A proposito dello scudetto dell&acute;Inter)</strong><br /> L?Inter finalmente ha vinto uno scudetto. Forse il pi&ugrave; mesto della storia del calcio italiano. Vincere senza gli avversari pi&ugrave; importanti &egrave;, se non altro, un po? triste. Essere il pi&ugrave; bravo, nella vita come nello sport, &egrave; fare i conti con gli altri della stessa bravura. Quando questi sono messi fuori gara, neanche il vincitore, inconsciamente, gioisce allo stesso modo. Siamo uomini sotto lo stesso cielo! Tant?&egrave; che per le strade e le piazze italiane neanche gli stessi interisti hanno avuto l?entusiasmo per festeggiare. Qualche bandiera solitaria e qualche clacson solista, senza coro. Per il resto tutti a nanna, tranne che in Piazza Duomo, dove la Festa &egrave; sembrata pi&ugrave; da copione, tra giornalisti eccitati per contratto, Moratti finalmente soddisfatto ed i calciatori alle prese con l?ultimo ciak super pagato! ?Se la Juventus non avesse rubato avremmo vinto altri scudetti.? Hanno sentenziato Moratti, Mancini e finanche Ibrahimovic. Cominciamo da quest?ultimo. Il personaggio pi&ugrave; triste dello scudetto pi&ugrave; triste! Ma dov?era lui lo scorso anno di questi tempi? Possibile che questo calcio sia arrivato a livelli cos&igrave; eclatanti e malinconici di mercenariato, da indurre qualcuno a darsi pubblicamente del ladro, festeggiando finanche con le proprie vittime? E poi, vediamo un po? quali sono questi scudetti che la Juve avrebbe rubato all?Inter dal 1994, anno dell?avvento di Moratti. Il campionato 94/95 termina con la Juve campione a 73 punti. Lazio e Parma seconde a 63. Inter sesta a 52. Questo, facendo due conti e sperando nel buon senso, non dovrebbe essere tra quelli rivendicati. Lo scudetto 95/96 lo ha vinto il Milan e l?Inter finisce addirittura settima a diciannove punti di distanza. Neanche questo, immagino&#8230; E poi, caso mai, ad averlo rubato sar&agrave; stato il Milan. Ma proprio a danno all?Inter, settima? Boh! Il 96/97 lo rivince la Juventus a 65 punti, secondo il Parma a 63, terza l?Inter a 59. La Juve l? avr&agrave; pure rubato, ma al Parma, non certo all?Inter! Il 97/98 lo vince la Juve a 74. L? Inter &egrave; seconda a cinque punti di distanza. Cominciamo ad appuntarci questo? Il campionato 98/99 lo rivince il Milan a 70 punti, distanziando l?Inter, solo ottava, di ben ventiquattro punti. Se all? Inter la matematica non &egrave; un? opinione, il distacco &egrave; quanto meno imbarazzante. Il 99/2000 lo vince la Lazio. La Juve &egrave; seconda, l?Inter &egrave; quinta, quattordici punti dietro. L?anno successivo vince la Roma, seguita dalla Juve ed ancora quinta l?Inter, ancora una volta ventiquattro punti dietro! Distacchi da derubata? Arriviamo al campionato 2001/2002. Lo vince la Juve a 71 punti, la Roma &egrave; seconda, l?Inter &egrave; terza. La squadra di Moratti, avanti di un punto, getta alle ortiche lo scudetto gi&agrave; in tasca all?ultima giornata, prendendo qualche sventola dalla Lazio. Colpa della Juve e di Moggi? In quello 2002/2003 vince la Juve distanziando l?Inter di sette punti. Per scrupolo, segnamoci anche questo? Lo scudetto 2004/2005, revocato, lo vince la Juve ad 86 punti, secondo il Milan a 79. Dov?&egrave; l?Inter? Terza con quattordici punti di distacco. Niente di strano, un distacco dei suoi! L?anno seguente, quello scorso, stesso piazzamento, ma i punti dalla vetta sono addirittura quindici. Ibrahimovic festeggia un campionato stravinto con la Juve, a suon di record e se lo ritrova attaccato al petto sulla maglietta dell? Inter. E&acute; entusiasta. Un vero modello di campione! Normalmente questi distacchi fatti registrare nei vari campionati dall? Inter, definiti calcisticamente abissali, non sono neanche commentati da chi li subisce. Meglio dimenticare! Ma, ai tifosi interisti, come spiegare altrimenti che si spendono miliardi e non si vince niente, anzi si finisce pi&ugrave; o meno, ogni anno, a met&agrave; classifica? La Juve ci ha derubato! Fatti i conti, quanti potrebbero essere questi scudetti rubati dalla Juventus all&acute;Inter? Per fortuna, qui, il calcio lo conoscono e vivono quasi tutti, interisti compresi e, a parte le prese di posizione da tifosi, sono tutti consapevoli che, purtroppo, &egrave; andata in scena una grande farsa&#8230; Per chi ama il grande calcio, appuntamento al prossimo scudetto, sperando che qualcuno capisca che bisogna saper perdere, anche quando si ritiene di dover essere i migliori solo, magari, per giustificare a se stessi di non aver dilapidato parte del patrimonio di pap&agrave;! Il fanciullesco leit motiv morattiano rester&agrave; nel calcio solo per ricordarci il &#8220;lamento del perenne perdente&#8221;. Perdente nelle dichiarazioni, anche in quello che doveva essere per lui il giorno pi&ugrave; bello. Vincere certamente ed obbligatoriamente, discreditando ed eliminando i pi&ugrave; pericolosi e forti avversari, non diverte nessuno. Accontentati, cos&igrave;, baby e beb&egrave; Moratti col ciucciotto tricolore, per il bene del calcio italiano, si archivi in fretta questo scudetto di M&#8230; al cubo (Moratti, Mancini e Moggi)!  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 21 aprile. A proposito di Partito Democratico)</strong><br /> E cos&igrave;, alla tenera et&agrave; di nove anni, perdiamo un altro partito, uno di quelli che sulla carta sembravano destinati ad una lunga vita. I Democratici di Sinistra, venuti alla luce nel ?98, figli del Partito Democratico della Sinistra del ?91 e nipoti del glorioso Partito Comunista Italiano, ci stanno per lasciare. Miglioristi, progressisti, ulivisti, riformisti, laburisti, Mastella, Loiero, Follini? In effetti, per mettere assieme tutta questa roba, dall? Italia di sinistra fino a quella di mezzo, bisognava innanzitutto cambiare il nome. E a dir il vero, alla politica italiana, almeno da questo punto di vista, la fantasia non manca. I passi avanti in questa direzione sono sotto gli occhi di tutti. Chi si sognerebbe oggi di chiamare un partito PdUP? Nella politica del nuovo millennio ci sono le margherite, i ramoscelli di ulivo, le rose nel pugno e addirittura, probabile che lo ignoriate, c?&egrave; anche un partito che si chiama ?Fronte dell?Uomo Qualunque?! In un? Italia di poeti, navigatori, inventori, ecc., oggi anche patria della comunicazione creativa, pure la politica, giustamente, vuole comunicare. Fassino, che soffre di fissazioni, a pensarci molto negli ultimi tempi era diventato pi&ugrave; tutt?ossa che mai, evidenziando alle telecamere anche uno strano movimento delle ciglia, classico dei pensatori irriducibili alla ricerca della trovata geniale. Pensa che ti ripensa, la lampadina si &egrave; accesa. Comunista no, di sinistra neanche. Semplicemente: Partito Democratico. Se a suo tempo non ci avessero aggiunto di sinistra, era gi&agrave; bello e fatto dal ?91. Partito Democratico di Sinistra, Democratici di Sinistra, Partito Democratico. Sedici anni per cacciare una parola e tornare al concetto di democrazia, questa volta senza contaminazione alcuna. Democratico, punto e basta. In Italia siamo quasi tutti democratici! Ci piace ripeterlo e sottolinearlo. La botta, tra fascismo e comunismo, &egrave; stata cos&igrave; dura che siamo rimasti terrorizzati? La Dc era ed &egrave; democratica, ma anche cristiana, i socialisti a volte sono anche democratici, i Meridionali sono democratici da poco, la Margherita, in verit&agrave;, &egrave; nata come Democrazia e Libert&agrave;; poi, ci sono i Democratici per le Autonomie, i Democratici Cristiani e di Centro uniti, il Centro Cristiano Democratico, la Concentrazione Democratica Repubblicana, diversa dal Centro Democratico per la Repubblica, il Partito della Democrazia Italiana, Democrazia Nazionale, Democrazia Proletaria; c?&egrave; il Fronte Democratico Popolare, la Federazione dei Liberaldemocratici, il Movimento I Democratici, il Partito Democratico Italiano, poi quello Democratico di Unit&agrave; Monarchica, il Partito Democratico del Lavoro, quello Nazional Democratico. Ci sono pure i Repubblicani Democratici, i Riformatori Sardi Liberademocratici, i Democratici per l?Europa e perfino uno in tedesco: Demokratische Partei Sudtirol! Come potevo dimenticare il Partito degli Ecologisti Democratici, sperando che almeno con loro si possa discutere del Ponte sullo Stretto? Fassino, per&ograve;, bisogna ammetterlo, li ha fregati tutti. Massimo risultato con il minimo sforzo. Partito Democratico e niente pi&ugrave;, come a Cipro, in Polonia, Romania, Serbia, Turchia e Stati Uniti. Bravo Fassino, democratico da oggi &egrave; tutto tuo! Non ditegli, per&ograve;, visto come s&acute;&egrave; ridotto, che il Partito Democratico in Italia c&acute;era gi&agrave; nel Risorgimento&#8230; Ed intanto, brutte notizie anche per Silvio. Cominciano a moltiplicarsi i partiti ?football style?. Dopo Forza Nuova e Forza Italia &egrave; arrivato anche Forza Roma. Se fanno pure Forza Juve mi butto in politica!  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 14 aprile. Dedicato alla Notte degli Angeli)</strong><br /> Un? altra Pasqua &egrave; appena passata. In giro tutto come sempre, anche a Pasqua. In Afghanistan qualche testa mozzata a sciogliere, come si dice quando una cosa &egrave; fatta con estrema disinvoltura! Mentre Mastrogiacomo continua la ola per la sua liberazione insieme a tutti i giornalisti di Repubblica, i Talebani si sono tolti di mezzo anche il suo interprete. E? proprio sicuro Fassino di volersi sedere con loro ad un tavolo e poi riuscire a tornare in Italia tutto intero? Anche a Pasqua qualche kamikaze si &egrave; fatto esplodere qua e l&agrave;, oggi in Algeria, domani non si sa. Pare che ce l&acute; abbiano anche con noi? In Iraq, proprio mentre scrivo, &egrave; esploso addirittura il Parlamento e le agenzie confermano la morte di alcuni deputati. E poi, piccole notizie di cronaca italiana, con qualche banale regolamento di conti anche qui. Calabria, Campania o Puglia, poca differenza. Tu, stronzetto, dai uno schiaffo a mio figlio? Ed io ti rispondo con dieci colpi di pistola, cos&igrave; la prossima volta impari! La prossima volta, se proprio doveva essere questa la lezione, avrebbe imparato se i dieci colpi fossero stati a salve, non veri e in testa, come &egrave; successo ad un ventenne di Altamura. Sette colpi se li &egrave; presi pure la Roma? Piccole cose, che possono accadere anche a cavallo della Pasqua. In questo clima a dir poco infernale, Rai International ha trasmesso in tutto il mondo, proprio nel giorno di Pasquetta, la nostra ?Notte degli Angeli?, realizzata da Natuzza a Paravati. Per una volta, da qui, immagini in controtendenza&#8230; Un grande successo, elevati ascolti, grandi emozioni. Per novanta minuti, dall?America all? Australia, dal Giappone al Sud Africa, le tv hanno mandato le immagini di quella notte incantata, trascorsa insieme alla miracolosa mistica calabrese seduta tra il pubblico. Decine di milioni di persone si sono commosse seguendo lo show, realizzato in uno dei luoghi di culto pi&ugrave; amati da tanti credenti e pellegrini. Un luogo che ci appartiene, perch&eacute; &egrave; qui, nella nostra Calabria e, indipendentemente dalla fede, non &egrave; l?unico che potrebbe offrirsi al turismo religioso nazionale ed internazionale. Il successo &egrave; stato tale che mi faccio esplodere anch?io! Quanto &egrave; costato alle casse della Regione questo evento che, a meno di pareri diversi, ha veicolato un?immagine della nostra terra, probabilmente, in modo pi&ugrave; utile di quanto non abbiano fatto i manifesti di Toscani? Ottantamila euro all?Assessorato alla Cultura e quarantamila euro all?Assessorato al Turismo. Possibile, con quel cast, da Lorena Bianchetti alla Ricciarelli, da Cammariere agli Avion Travel, da Pippo Franco a Nino Frassica, tutto con orchestra dal vivo, compreso megapalco, impianti, scenografia, mezzi ed uomini per riprese tv? Possibile! E possibile, anche, che siano rimaste almeno cinquantamila euro alla Fondazione Cuore Immacolato di Maria! Esattamente quanto il Comune di Reggio ha dato a Lele Mora per fare passeggiare Costantino ed altri bulli &amp; pupe sul chilometro pi&ugrave; bello d?Italia, senza beneficenza alcuna o, ancora peggio, un quinto dei seicentomila euro dati in passato dalla Regione alla signora Clarissa Burt per una serata di Miss Universo, seppur con sfilata di cosce arrivate da tutto il mondo. Centoventimila euro per un evento in mondovisione e nell?anno del V Centenario della Morte di San Francesco di Paola, altra gemma della Calabria buona, conosciuta dappertutto. A sentire le trombe della politica, i festeggiamenti per San Francesco dovevano essere solenni. Il sindaco di Paola mi ha incaricato di fare un progetto triennale da quattromilioni di euro. Anzi, esattamente da quattromilionicinquecentomila euro. Capito di quanti zeri si trattasse, ho provveduto a pianificare eventi per tre anni, con un piano di comunicazione e promozione internazionale. Le migliori orchestre dirette dai pi&ugrave; celebri direttori, da Muti a Metha, da Maazel a Morricone. I pi&ugrave; grandi nomi dello spettacolo popolare, da Fiorello a Baglioni, fino ai Pooh&#8230; Eventi dentro e fuori il Santuario! Sapete che ne &egrave; stato? Si &egrave; fatto solo il concerto dei Pooh l? 8 agosto! Lo spettacolo del quartetto si chiamava ?La Grande Festa?. E quale migliore coincidenza per aprire il Centenario? Roby, Red, Stefy, Dodi, col gagliardetto del sindaco di Paola in mano e via. Si parte! Ma, come &egrave; oramai piuttosto noto, ci si &egrave; fermati all? apertura e dei quattromilionicinquecentomila euro, ad oggi, non si sono visti neanche i primi centomila per pagare i Pooh! </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 7 aprile. Dedicato ai Ragazzi di Locri)</strong><br /> Tra un graffio e l?altro, malgrado una certa politica e tanto di peggio in pi&ugrave;, dopo vent?anni riesco ancora a fare il mio &#8220;principale&#8221; mestiere, quello di scrivere e realizzare progetti di spettacolo in Calabria. Ed &egrave; sempre, grazie a Dio, una nuova emozione! L?emozione, forse, di chi sa d?essere riuscito a resistere vent?anni, difendendo la propria azienda ed il proprio lavoro, in una regione come la nostra, dove se non fai nulla sei un pericoloso disoccupato e se non lo sei devi diventarlo! Scarsa popolazione, difficolt&agrave; di spostamenti a causa di una rete viaria da terzo mondo, basso reddito, a volte da povert&agrave; vera, burocrazia a mille, ostacoli di tutti i tipi, mentalit&agrave; mediocre ed un po? di ignoranza in pi&ugrave; proprio laddove dovrebbe essercene di meno? Un cocktail micidiale per chi fa il mio lavoro e non solo il mio! E poi, che dire della politica dei nostri salva patria, sempre con la ricetta giusta sulla lingua ed alla continua ricerca di luminari transalpini, transatlantici o, comunque, d?oltre Pollino? C?&egrave; qui qualcuno che sa fare il suo lavoro come o meglio di chiunque altro? E pure se c?&egrave;, alla maggior parte degli amministratori di turno che gliene pu&ograve; fregare? La cosa divertente, che comunque per fortuna ho constatato in questi vent?anni, &egrave; che chi ama e sa fare il &#8220;suo&#8221; va avanti, malgrado tutto. La seriet&agrave; premia, comunque, anche qui! Molti, invece, tra le centinaia di politici che ho incontrato seduti sulle varie poltrone, si sono persi insieme alla loro pochezza. Piccola consolazione, ma almeno? In questi ultimi dieci giorni, la mia rassegna ?Fatti di Musica?, divenuta tra mille sacrifici un evento vero, ha presentato tre artisti straordinari: Carmen Consoli, Francesco Guccini e Giovanni Allevi. Grandi concerti, splendidi momenti di musica ma, anche, tre occasioni per parlare di sociale, cultura, arte e solidariet&agrave;. Carmen Consoli ha parlato ai giovani dei centri di recupero di Catanzaro, che entusiasti hanno fatto impazzire i click dei loro cellulari. Francesso Guccini ha inaugurato la mostra di pittura e fotografia degli artisti calabresi Maurizio Carnevali, Giovanni Marziano e Peppino Sala, tre vere stelle di casa nostra, alla presenza di Vincenzo Mollica del Tg1! Allevi si &egrave; speso personalmente per dare la sua immagine ?fotografica? all?Aism, a sostegno della lotta alla sclerosi multipla, a cui &egrave; dedicata tutta la rassegna di quest? anno. E che dire dei ragazzi di Locri sul palco di Guccini? Che faccia avranno fatto i politici presenti alle parole dure e sincere di Rosanna Scopelliti, a cui a soli sette anni hanno ucciso un padre, colpevole di essere un magistrato vero, di quelli che danno fastidio a tanti? S&igrave;, quell? apertura del concerto di Guccini, che ho voluto con Rosanna, Emanuele, Federica e gli altri ragazzi calabresi dei movimenti contro la criminalit&agrave;, ha illuminato questa prima parte della mia rassegna, fino a farci commuovere tutti. Quanto pu&ograve; costruire la musica negli spiriti! Quante emozioni pu&ograve; regalare lo stare insieme, uniti dalle canzoni di un grande artista e dalla voglia di cambiare quel mondo in cui siamo nati e che ci appartiene! ?La Calabria siamo noi?. Questo c?era scritto sullo striscione di quei ragazzi e questo mi piace ripetere a chi crede ancora che questa Calabria possa scrollarsi il malaffare, la politicoclientelacrazia, il cancro della criminalit&agrave;, gli pseudo intellettuali senza intelletto. La Calabria siamo noi, &egrave; nostra, di tutti coloro che la amano e ci vivono in punta di piedi, quasi danzando su carboni accesi. I ragazzi calabresi hanno imparato a gridarlo, con la loro dizione imperfetta, con quei segni neri da inconfondibili meridionali, tra folte sopracciglia, le lunghe basette di alcuni, gli occhi dolci e scuri di altri. La Calabria &egrave; di quei giovani innamorati della vita che hanno cantato a squarcia gola con Carmen il tema dell? ?Ultimo bacio?, di quei ragazzacci con qualche bicchiere di vino in pi&ugrave; che saltavano sulla ?Locomotiva? di Guccini, di quelle persone che si sono commosse, liberandosi in un sogno-viaggio sul pianoforte incantato e pieno di speranza di Giovanni Allevi. Un grido di gioia, un canto, un suono, una chitarra, un abbraccio e un contrabbasso, strumenti e gesti che diffondono gioia, che spargono felicit&agrave; per ogni angolo di questa terra e mai pi&ugrave;, mai pi&ugrave; il grido di Rosanna o le parole del diario di Rita Atria, ragazza fatta orfana di tutto e poi anche della vita. Mai pi&ugrave; il dolore infinito di ragazzi senza un padre, senza una ragione!  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 24 marzo. A proposito della liberazione del giornalista Mastrogiacomo)</strong><br /> Alla fine anche questa volta ce l?abbiamo fatta! Anche Mastrogiacomo &egrave; finalmente libero. ?Abbiamo salvato un? altra vita?, hanno esultato in molti. In realt&agrave;, quando andiamo da quelle parti a salvarne uno, puntualmente ne facciamo fare fuori almeno un altro? Protesi e concentrati nello sforzo di salvare l?ostaggio di turno, finiamo per tenere in poco conto i loro accompagnatori, autisti, interpreti e gente varia al seguito. Anche questa volta &egrave; andata cos&igrave;. Al povero autista del nostro grande ed audace reporter, in pratica uno del suo gruppo di lavoro, nel caos inevitabile di questi sequestri hanno tagliato la testa; dell?interprete, collega del nostro ardito giornalista, si &egrave; persa ogni traccia, cinque terribili terroristi sono tornati all?opera, per&ograve;, urlate al mondo, ce l?abbiamo fatta anche questa volta. Mastrogiacomo &egrave; tornato a casa! E come! Aereo presidenziale, accoglienza da Capo di Stato, per festeggiare il capo salvato, esultanza alla Cannavaro campione del mondo e fans per gli autografi fin sotto la scaletta. A dir il vero l?organizzazione, per la fretta, non ha curato i dettagli. Ci sarebbe voluto Toto Cotugno a cantare ?siamo italiani veri? o, forse ancora meglio, visto il clima di grande entusiasmo, il nostro buon Mino Reitano con la sua ?Italia Italia? a squarcia gola. ?Romano, mi hai salvato la vita!? S&igrave;, il nostro reduce si &egrave; subito gettato al collo del Premier per ringraziarlo. E Prodi? C?&egrave; rimasto di stucco, con ulteriore riduzione della velocit&agrave; del ragionamento? ?Iooo, grazieee a meee?, ha bisbigliato alla Fantozzi intimidito il nostro Premier. E grazie a chi se no? Quale altro Premier avrebbe rimesso in libert&agrave; cinque talebani, costati la vita a decine di soldati di mezzo mondo? Non a caso Condoliza &egrave; diventata pi&ugrave; scura del solito! ?Almeno ? ha urlato inviperita a D?Alema ? potevate salvare anche l?autista e l?interprete!? Non ci abbiamo pensato! No, bisogna ammetterlo. Distratti dalla bocciatura al raddoppio della cannabis e dai terribili dubbi sulla sessualit&agrave; di Sircana, nessuno si &egrave; fatto i conti con la calcolatrice. Cinque meno tre uguale a due. Avevamo il resto anche per un?altra occasione. Secondo voi Mastrogiacomo se ne sta a casa davvero? Per&ograve;, siamo seri ed in linea con le prediche di Padoa Schioppa. Se si fa rapire un?altra volta, risparmiamoci almeno le spese dell?aereo ed addebitiamole ad Ezio Mauro. Ma, soprattutto, inviterei i direttori di tutte le reti televisive ad impedire la diretta dell?arrivo. Ti fai rapire, Prodi fa un bell&acute; indultino per Talebani e ti salva, ma, Mastrogiacomo caro, l? aeroplanino alla Montella te lo fai per cavoli tuoi e senza telecamere! Occhio che non vede, diceva la mia centenaria nonna, cuor che non duole! E la moglie di Mastrogiacomo? Felice, ovviamente felice. Un po? pi&ugrave; misurata del marito, anche perch&egrave;, a dire il vero, la testa in gioco non era la sua, ma felice? Soddisfatta per la liberazione del suo Daniele non s?&egrave; resa conto che si &egrave; persa una poltrona da deputato. S&igrave;, perch&eacute; l? ?Italia delle Vedove? l?avrebbe subito candidata e portata a Montecitorio. Dopo le onorevoli signore Calipari e Fortugno, la Mastrogiacomo si dovr&agrave; accontentare, al massimo, di fare la campagna elettorale al marito! </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 17 marzo. Dedicato alla seconda puntata del programma di Rai Tre &#8220;W L&acute;Italia&#8221; di Riccardo Iacona, realizzato in Calabria)</strong><br /> Ci siamo lasciati la scorsa settimana cantando e fischiettando dopo la prima puntata di ?W L?Italia? di Riccardo Iacona su Rai Tre? Oggi abbiamo alle spalle anche la seconda puntata!!! Uso tre punti esclamativi perch&eacute;, forse, potrebbero essere sufficienti a commentare quanto visto e, soprattutto, sentito. Gi&agrave; la prima puntata sembrava uscita da ?Scherzi a parte?, la seconda come l?avete trovata? Straordinaria! Da stropicciarsi gli occhi e poi, per accertarsi di non essere in preda agli incubi nel cuore della notte, da prendersi a schiaffi su ambedue le guance fino a farsi male. I pi&ugrave; increduli si saranno fatti dare anche un calcio nei testicoli dal vicino di casa! S&igrave;, a schiaffi e calci per capire se si trattasse di sogno o realt&agrave; ma, anche, diciamocelo chiaramente, per auto infliggersi subito una pur minima punizione. Calabresi, s&igrave; calabresi! E come! Direbbe Toscani. Come non riconoscere le belle vedute della casa dell? ex assessore Masella o il giardino sul mare di villa Loiero? Anche chi non segue la politica, scambiando la faccia del nostro Presidente per quella di Alvaro Vitali e Masella per Bud Spencer, avr&agrave; per&ograve; capito che si parlava di casa nostra dalle inquadrature alla &#8220;Gente di mare&#8221;. Ma andiamo per ordine, o quasi&#8230; L?ex presidente Fedele ci ha spiegato lucidamente, sotto un albero di bergamotti (pubblicit&agrave; occulta alla Calabria, almeno quella l&acute;ha fatta), le ragioni per cui &egrave; stato giusto che, con il famoso ?Concorsone? della Regione, risarcisse il fratello per tutti i manifesti che gli ha affisso durante le numerose campagne elettorali lungo la costa viola, spadare di Bagnara comprese! ?Poveretto, non ha potuto trovarsi un lavoro per colpa mia ? ha spiegato candidamente a Iacona ? e mi &egrave; sembrato giusto che glielo trovassi io !? Poveretto! Ci piace ripeterlo. S&igrave;, ha detto pi&ugrave; o meno cos&igrave;? Qualcosa non quadra? Almeno riguardo a chiarezza nessuno potr&agrave; dirgli niente. E il grande Masella (anche grosso a dire il vero)? Lui si fida solo della moglie! Anche io. E quindi? Anche qui, dove sta il problema? A giudicare dagli ?addominali? dell? onorevole di Rifondazione Comunista (leggasi ?comunista?) , la signora Masella sar&agrave; certamente una gran cuoca. Ed allora, perch&eacute; non risarcire anche lei per l?impegno profuso nel cucinare due volte al giorno le migliori lasagne di Grisolia, con tanto di polpettone ripieno di uova, soppressata e olive ascolane, per secondo? Loiero neanche lo conosceva. Glielo hanno raccomandato dal partito&#8230; Non &egrave; che gli ispirasse tanta simpatia! Ma, tutto sommato, che volete, doveva fare solo l? Assessore Regionale. Un posto per il quale, alla fine dei conti, uno vale l?altro. Come per la Presidenza dell?Area Industriale di Lamezia Terme. Che differenza ci poteva mai essere tra Pippo Callipo ed il buon architetto Vasta? Faccio lo spelling: VI. A. ESSE. TI. A. Capito di chi parlo? Iacona &egrave; andato a cercare il pelo nell?uovo! S&igrave;, &egrave; vero. Loiero ha confessato che, in realt&agrave;, fosse meglio Callipo, pur mettendoci al suo posto il signor Vasta. In effetti potrebbe sembrare una contraddizione. Il Presidente, per&ograve;, &egrave; stato chiaro e sincero, come si suole essere quando si chiacchiera giocando a briscola con il proprio portavoce nel giardinetto di casa o come si fa nel salotto del Grande Fratello, ignorando le telecamere: ?S&igrave;, Callipo era il pi&ugrave; adatto, il pi&ugrave; capace, il Presidente di Confindustria, non uno qualsiasi. Certamente sarebbe stato pi&ugrave; utile alla crescita della Calabria, ma io non sono uno che poteva accettare una sconfitta personale! Sono quello cha ha fatto diventare Prodi Presidente del Consiglio&#8230;? E poi, aggiungiamo noi, ora che alla crescita della Calabria ci pensano gli slogan di Oliviero, comunque, anche senza Callipo, saremo i primi! Iacona ficcanaso!!! Ma che gliene fregava di Masella e della moglie? Posso capire del tonno con la cipolla del Commendatore! E poi, stranezze italiane, Henry John Woodcock se la prende col povero Fabrizio Corona che rischia la vita per farci sapere con chi scopano le letterine&#8230; Scusate. M?ero scordato del consigliere regionale Tallini. L? ho conosciuto di persona quando mi inseguiva per la Calabria per avere i biglietti omaggio dei concerti! Onorevole, ora che guadagna ventimila euro al mese mi faccia la cortesia di comprarsene almeno un pacchetto da cinquanta per ogni concerto! Questo l?elenco fino a maggio: 23 e 24 marzo Carmen Consoli a Rende e Catanzaro, 30 marzo Guccini a Catanzaro, 2 aprile Giovanni Allevi, 14 maggio Cammariere e 25 maggio Paolo Conte, tutti e tre a Lamezia! Qui ognuno si fa i fatti suoi!!! Consentitemi, per una volta, di farmi i miei?  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 10 marzo. Dedicato al programma di Rai Tre &#8220;W L&acute;Italia&#8221; di Riccardo Iacona, realizzato a Catanzaro)</strong><br /> W la Rai&#8230; e W l&acute;Italia! Da marted&igrave; a domenica ci siamo fatti una bella abbuffata di musica e politica. Come non ammettere che la nostra grande tv pubblica ci abbia regalato una settimana che ci mancava dal ?Rischiatutto?, tenendoci tutti incollati a quello che, un tempo, chiamavamo piccolo schermo? S&igrave;, perch&eacute; oggi si parte da cinquantadue pollici e si va a salire. Intere pareti di Lcd (o plasma da milleduecento rate mensili per chi &egrave; disoccupato) per vedere il parrucchino di Pippo Baudo e le rughe di Milva e Johnny Dorelli con effetto tridimensionale, felici di constatare che anche gli artisti invecchiano? Che settimana da sballo! I piani alti di Viale Mazzini ci hanno studiato un cocktail micidiale per chiuderci in casa. A base di cosa? Semplicissimo: musica e politica! Il tutto farcito con le tettine originali ?made in Switzerland? della Hunziker, la simpatia valdostana di Piero Chiambretti fino alle sei del mattino e il finale a sorpresa di Riccardo Iacona. Un piano maldestro del CdA della Rai chiamato P&amp;P, Pippo &amp; Prodi, finalizzato innanzitutto ad oscurare le reti di Silvio fino a domenica. Tutto curato meticolosamente, dalle scenografie mozzafiato di Gaetano Castelli, diventato anche lui un pezzo di scena insieme al maestro Caruso, all? imitazione del Premier e Califano, fatte cos&igrave; bene che sembravano proprio loro. Musica e politica. Sembra la ricetta della nonna, ma che share! L? auditel non lascia dubbi. Gli Italiani hanno dimostrato di gradire questo filo trasversale che ha trasformato dei cantanti in politici e dei politici in autentici ?one man show?. Impossibile resistere, come dice una nota pubblicit&agrave;! Cos&igrave;, Fabio Concato si &egrave; occupato di disoccupazione, previdenza complementare e Tfr, il giovane Fabrizio Moro di ?ndrangheta, mafia e camorra, Simone Cristicchi di sanit&agrave; e malattie mentali, Albano di rapporti con il Vaticano. Ed i politici di professione? Come definire i protagonisti del vero dopo festival, quello di domenica sera andato rigorosamente in onda da Catanzaro? S&igrave;, pensavo finalmente di essermi scollato dalla poltrona e liberato del telecomando ormai fumante ma, a sorpresa, vedo spuntare Sergio Abramo e Pino Soriero! Come spegnere? Il cocktail micidiale ormai mi aveva preso del tutto, facendomi ristramazzare sul divano. Toh, chi canta ?Olivo Sindaco? sotto il palco di Rifondazione comunista? Il presidente Traversa con il coro di Alleanza Nazionale al gran completo, Wandina compresa. Altro che Momo con la sua ?Fondanela? al dopofestival! Il giornalista Riccardo Iacona ha fatto davvero cose da pazzi, sbancando l? auditel con pezzi da cineteca. Che spettacolo, che gran finale! In risposta all? attacco dei cantanti, i nostri politici si sono lasciati davvero andare. Ma il picco di share &egrave; arrivato con l? ex sindaco Sergio Abramo che, alla ricerca di voti per Cimino, entra ed esce da negozi ed aziende di Catanzaro al grido-domanda di ?Tutto a posto?&#8221; Io, che per&ograve; sono un teleutente che riflette, guardavo e pensavo&#8230; Che sarebbe successo se qualcuno gli avesse risposto che c?era lo scarico del water rotto, ad esempio? Sicuramente SuperSergio avrebbe sistemato tutto in pochi secondi. Che vuoi che sia uno scarico per uno che ha duemilasettecento dipendenti? La regia &egrave; stata davvero perfetta. Nessuno si &egrave; lamentato. ?Tutto a posto?, ovunque, per tutta Catanzaro! E che dire della strepitosa conversazione telefonica tra Franco Cimino e Marco Follini da far impallidire Tot&ograve; e Peppino? ?Oh Cesa! Lorenzo come stai? Bellu miu? Qua sta andando tutto bene. Mi hanno portato ora un pacchetto di quattrocento voti? Non sei Cesa? Ah, sei Follini! Scusami tanto. Oh Follini caru miu, come stai, bellu, come stai? Vinceremo, stai tranquillo, vinceremo!? E cos&igrave;, confuso e felice, dopo aver immaginato questo testo di Cimino sulle note della ?Paranza?, mi sono addormentato canticchiando Paolo Rossi: &#8220;In Italia si sta male. Si sta bene, si sta male. In Italia si sta male. Si sta meglio, si sta peggio. Si sta bene anzich&egrave; no!&#8221;  </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 3 marzo. A proposito della campagna sulla Calabria firmata da Oliviero Toscani)</strong><br /> In questi giorni qualcuno vorrebbe aprire un dibattito sulla cosiddetta campagna d? immagine della Regione Calabria affidata ad Oliviero Toscani. Pensate che ci sia qualcosa da dibattere? Mi arriva una email ogni quarto d&acute;ora di qualcuno che mi invita a riflettere. Volevo risparmiarmi le meningi ma, vista l&acute;insistenza, riflettiamo&#8230; Sar&agrave; una cosa seria! No, mi dice un&acute;amica creativa (strano ma ne abbiamo anche qui), &egrave; una di quelle trovate che vanno prese cos&igrave; come sono. Un? idea, una curiosit&agrave;, un colpo mediatico. Niente di pi&ugrave;, forse niente di serio, forse niente di niente! Ho visto qualche foto. Ho letto qualche slogan. Le foto mi sembrano belle. Toscani &egrave; certamente un buon fotografo, figlio del primo fotoreporter del Corriere della Sera. Uno di quelli, insomma, che non &egrave; stato mai ultimo, neanche quando ha cominciato. Forse, proprio a lui non pu&ograve; venire del tutto facile capire il significato del suo stesso slogan, preso in prestito dal linguaggio della fede: &#8220;Gli ultimi saranno i primi!&#8221; Nella realt&agrave;, per&ograve;, senza attendere gli esiti della profetica campagna di Toscani, gi&agrave; ci stanno tanti giovani calabresi che primeggiano nel loro lavoro ma che, cosa forse a lui non capitata, non si sono mai visti riconosciuti i loro meriti, la loro capacit&agrave; e creativit&agrave;, almeno a casa, nella loro terra. Giovani che qui non vengono coinvolti in nulla da chi &egrave; preposto a coinvolgerli, da chi dovrebbe creare opportunit&agrave; di lavoro, valorizzarli in modo adeguato. Giovani che, spesso, diventano i primi altrove, tra sacrifici di ogni tipo? Possono delle fotografie, diciamo d?autore, accompagnate da slogan definiti ?provocatori?, aiutare i giovani calabresi di talento e qualit&agrave; a diventare davvero i primi, rimanendo nella loro terra? In una regione dove i record negativi sono spesso da guinness dei primati, la politica locale affida ad una campagna promo-pubblicitaria, come quelle che si fanno per vendere pi&ugrave; automobili o detersivi, cio&egrave; a suon di slogan, il compito di trovare rimedi e soluzioni. Toscani, che &egrave; un creativo e, quindi, anche furbo per mestiere, ha fatto ricorso alla faccia di giovani teen ager. Gli stessi che aveva portato in giro per il mondo, gi&agrave; vestiti con semplicissimi maglioni colorati del signor Benetton, conquistandosi, innanzitutto lui, il suo miliardario e planetario successo. S&igrave;, perch&eacute; la faccia di una teen ager, nera o gialla che sia, reggina o africana, &egrave; una cosa cos&igrave; bella che fa gi&agrave; buona figura da s&eacute;, con un pullover colorato o semplicemente con una camicetta bianca. S&igrave;, qualcuno ha avuto la conferma: anche a Reggio ci stanno belle facce da ?United Colors of Benetton?! Spero che nessuno immaginasse i ragazzi calabresi con gli orzaioli, le rughe o rari difetti fisici. Per&ograve;, bene ha fatto Toscani a ribadire il concetto. Vuoi vedere che tra ?ndrangheta, inquisiti, spiagge sporche, strade impercorribili, l?usura delle banche e degli usurai, e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta, al Nord qualcuno avr&agrave; pensato che un ragazzo calabrese abbia subito un processo evolutivo da renderlo pi&ugrave; simile ad una vanga che ad un ragazzo normale? Non si sa mai. Perch&eacute; non chiarirlo, a scanso di equivoci? Non mi preoccupa sapere quanto queste foto possano aiutare questa regione a crescere. Piuttosto, mi incuriosisce capire se c?&egrave; davvero qualcuno che crede che il progresso di questa regione, quello che dovrebbe nella realt&agrave; portare i giovani calabresi ai massimi livelli di competitivit&agrave; nei vari settori, da ultimi ahim&egrave; a farli diventare i primi, possa dipendere da operazioni come questa. O, pi&ugrave; semplicemente, se le tante ferite e cicatrici, che purtroppo ha l? l?immagine buona della nostra terra e dei suoi giovani, possano essere risanate, colmando un gap storico rispetto ad altre aree del Paese, da pur ottimi pubblicitari! Un passo avanti lo abbiamo fatto. Da ?e adesso ammazzateci tutti? a ?gli ultimi saranno i primi? almeno &egrave; cresciuta la cifra? del creativo. Parlo del compenso! Dal nostro buon Aldo Pecora, creativo a costo zero, siamo passati nientepopodimenoche ad Oliviero Toscani. Ma, visto che si gioca sempre su slogan altamente positivi, un? idea la offro anch? io: ?Un consiglio regionale di inquisiti? S&igrave;, &egrave; quello calabrese!? Gratis! Non voglio niente? Ecco, ci avr&agrave; pensato Toscani ad una bella foto di tutto il nostro consiglio regionale con questo slogan? Probabilmente ci avr&agrave; pensato! Ma come non comprendere l?imbarazzo. Dopo mi pagheranno? Si sar&agrave; detto. E poi, come poterci aggiungere gli &#8220;ultimi saranno i primi&#8221;, senza pensare di prendersi anche lui un bel vaff&#8230; </p>
<p> <strong>(Da Calabria7 del 23 febbraio. Dedicato a Federica Monteleone, la ragazza di Vibo morta a seguito di un intervento all&acute;appendice)</strong><br /> Ci siamo lasciati prima della pausa natalizia con le ultime avventure di Prodiani, Berlusconiani, Ragazzi di Locri &amp; C., raccolte nella mia ?pecora? pazza?&#8230; Riparto in modo diverso. Niente avventure tra realt&agrave; e fantasia, niente striscioni scuoticoscienze. Chi seguiva questa rubrica, sperando che Padre Fedele colpisse ancora o che Doris Tersilli macinasse chilometri con i suoi cortei, rester&agrave; forse deluso. Lascio Loiero ancora in giro sui nostri tetti con la sua scopa, seguito dalla quasi totalit&agrave; dei consiglieri regionali e, innanzitutto, abbandono al suo destino la povera pecora, stanca di ballare il twist per evitare d? essere sbranata da qualche magistrato, magari in cambio di un? assoluzione. Federica. S&igrave;, riparto da lei. Da una mia nuova amica. Si pu&ograve; fare amicizia in tanti modi. Tra i banchi di scuola, sulle spiagge d?agosto, nelle notti a ballare o in mille altri luoghi e momenti. Non avrei immaginato di poterla fare in un angolo di cielo, con una ragazza dolce e spaventata che, alle porte della vita, si &egrave; trovata dirottata tra distese azzurre e luccichii di stelle, distante dai suoi amici, dalla sua famiglia, dai suoi sogni e dalle sue speranze. Ho incontrato Federica a spasso nei miei pensieri nel cuore della notte e siamo subito diventati amici. La stessa paura per i medici, lo stesso batticuore entrando in ospedale, lo stesso desiderio di sentirsi dire che tutto andr&agrave; bene gi&agrave; solo per una puntura. Lo stesso desiderio di scorgere in un sorriso o in una carezza quell? incoraggiamento necessario per affrontare quei piccoli o grandi ostacoli che nella vita, per&ograve;, bisogna superare. Ci siamo subito capiti su tante cose. Lei amante della danza, io di ogni tipo di musica. Le ho detto che organizzo concerti. Mi ha guardato incuriosita e triste. ?Chiss&agrave;, se ci fossimo conosciuti prima, forse ci sarebbe scappata qualche bella foto col mio cantante preferito?, mi ha sussurrato&#8230; Lei, come me, attratta dal giornalismo, dalla voglia di scrivere e comunicare. Quante cose in comune con la mia nuova piccola amica! Simili davvero in tanto. Ci siamo anche detti che ci fa una tremenda paura l? idea di addormentarci e, chiss&agrave;, non svegliarci pi&ugrave;? Pensavo di essere io quello un po? fissato. Mi ha chiesto di darle coraggio per un piccolo intervento all?appendice che le fa tanta paura. ?Cosa vuoi che sia?? Le ho detto. ?Tranquilla, meglio un? appendice infiammata che una leucemia o un trapianto di midollo, come &egrave; capitato a me&#8230; Non ci crederai, ma quanto avrei voluto che si trattasse di una banale appendicite!? ?Ma ho paura dell?anestesia?, mi ha risposto pi&ugrave; luminosa che mai, incrociandomi lo sguardo con due occhi di una dolcezza strana, quasi persi tra le distese celesti. ?Anche io, ma &egrave; una cosa davvero banale!? L? ho subito tranquillizzata&#8230; Federica, la mia nuova amica, viene a trovarmi quando meno me lo aspetto. La porta da me un forte soffio di vento, una nuvola bianca, il mare arrabbiato. Basta un attimo di malinconia e, da qualche giorno, la vedo arrivare, dolce e discreta. Intuisce se sono in un momento di sconforto, o avvilito, indispettito, indignato. Mi dice di avere pazienza, di chiudere gli occhi e stare tranquillo. Poi vola via. La seguo e la perdo! Quando apro gli occhi la ritrovo bellissima, con i suoi lunghi capelli pieni di fiori, addormentata in un grande castello, rischiarata da fiaccole e torce. La ritrovo addormentata, circondata da tante persone che le vogliono bene e che vigilano sul suo sonno, in attesa che arrivi un principe azzurro e, come in tutte le fiabe, con un bacio la svegli e se la porti con se. </p>
<p> <a class="testo" href="../news.asp?ID=1207&amp;cate=21"><strong>CLICCA QUI PER LEGGERE &#8220;I GRAFFI&#8221; DEL 2008 e 2009!</strong></a></span></p>

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		<title>LE RACCOLTE DI POESIA</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 21:00:00 +0000</pubDate>
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<p><strong>Dedicata alla ragazza americana che mi ha donato il midollo osseo (Da &#8220;Miracolo d&#8217;Amore&#8221;)</strong><br /> Il cielo sorride con fiocchi di neve<br /> a chi, come te, ha un cuore che batte<br /> per tenere vivo un mondo di amore.<br /> Il cielo ha  mandato una Stella Cometa<br /> sulla casa di chi, come te, &egrave; nato<br /> per donare speranza e raggi di sole.<br /> Pastori e Magi, in un nuovo incanto,<br /> portano doni ovunque tu sia,<br /> per dirti grazie, ragazza lontana,<br /> amica sconosciuta, ma oggi un po&#8217; mia.<br /> Distante, immersa in un altro mare,<br /> immagino i tuoi occhi brillare,<br /> il tuo sguardo felice, verso l&#8217;orizzonte.<br /> Non cercarmi nell&#8217;infinito,<br /> sono nel tuo cuore.<br /> Quel po&#8217; di te, che &egrave; in me,<br /> vi ha fatto sbocciare un fiore! </span></p>

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