BAGNO DI FOLLA PER SERGIO CAMMARIERE A REGGIO

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19/07/2017
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Oltre diecimila persone arrivate da tutta la Calabria e dalla vicina Sicilia hanno invaso il lungomare Falcomatà di Reggio, gremendo l’Arena dello Stretto e tutti gli affacci sul palcoscenico montato in riva al mare, per assistere al concerto di Sergio Cammariere che ha chiuso la prima parte di “Reggio chiama Rio – Fatti di Musica Brasil”, sezione internazionale del Festival “Fatti di Musica” di Ruggero Pegna realizzata in collaborazione  con “Alziamo il sipario” dell’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria. Gli stessi dirigenti della Questura presenti all’evento  hanno dovuto chiudere con largo anticipo tutti i varchi di accesso all’Arena, stracolma in ogni angolo già molto prima dell’inizio del concerto. Per migliaia di persone è rimasta la possibilità di seguire l’evento dalla parte alta del lungomare, anche sui grandi schermi, e dai numerosi lidi vicini. 

Davanti ad uno stretto immobile, somigliante ad un immenso lago, Sergio Cammariere con il suo pianoforte e la sua storica band, hanno sfoderato un concerto indimenticabile, tra applausi, canti ed ovazioni, in una serata caldissima che ha costretto i tecnici a sistemare ventilatori anche sul palcoscenico. Bravissimi tutti i suoi affiatati musicisti:  Amedeo Ariano, batteria, Luca Bulgarelli, contrabbasso, Bruno Marcozzi, percussioni, Daniele Tittarelli, sax. L’atteso concerto è iniziato alle 22.00, introdotto dallo stesso Ruggero Pegna, organizzatore e direttore artistico del Festival, che ha sottolineato lo spessore artistico e la risonanza internazionale del suo fortunato progetto “Reggio chiama Rio”, ringraziando il sindaco Giuseppe Falcomatà presente in prima fila per la sinergia tra la sua Fatti di Musica e Alziamo il Sipario.

Il gemellaggio tra Reggio Calabria e Rio de Janeiro, l’accostamento tra Calabria e Brasile, due luoghi di bellezze paesaggistiche straordinarie, dal grande patrimonio culturale e artistico – ha ribadito il promoter – si è rivelato vincente ed ha regalato momenti di vera storia della musica dal vivo in Calabria, dalla notte dei Tamburi di Luca Scorziello con Mario Venuti e Tony Canto, al viaggio dal Mediterraneo al Brasile di Patrizia Giancotti con il percussionista Peppe Consolmagno, passando per l’energia di Maria Gadù, il choro di Hamilton de Holanda, l’omaggio a Jobim di Jaques e Paula Morelenbaum col Cellosamba Trio. Quello di stasera – ha concluso Pegna - sarà un concerto speciale che Sergio dedicherà ad un Paese che conosce bene e che lo ha accolto con grande affetto, riconoscendone subito le qualità artistiche.”. E’ speciale lo è stato davvero. Dopo la consueta introduzione al pianoforte, sono arrivati tutti i successi della discografia del cantautore crotonese: da “Mano nella mano”, “Nessuna come te”, “Le porte del sogno”, “L’amore non si spiega”, alle super hit come “Dalla pace del mare lontano” e “Tutto quello che un uomo”, il brano che al Festival di Sanremo 2003 lo ha subito imposto all’attenzione di tutti.  Non sono mancati altri suoi veri classici, come “Via da questo mare”, “Cantautore Piccolino” e, in chiusura, “Estate” di Bruno Martino, diventato un successo anche in Brasile. Sono state due ore di grande musica piene di emozioni ed energia, tra successi, improvvisazioni e sorprese, che hanno incantato il numerosissimo pubblico, vero straordinario coro di tutto il concerto. Prima dei bis, il promoter Ruggero Pegna, il sindaco Giuseppe Falcomatà e il maestro orafo Gerardo Sacco hanno consegnato al musicista il “Riccio d’Argento” realizzato dallo stesso orafo, il premio ai migliori live d’autore di ogni stagione di “Fatti di Musica Radio Juke Box”, progetto risultato anche quest’anno tra i vincitori del bando per Grandi Festival Internazionali di Regione Calabria e Comunità Europea, insieme ad Alziamo il Sipario.

Applausi anche al giovane sindaco Giuseppe Falcomatà che, citando il testo del successo di Cammariere “Tutto quello che un uomo può fare, sognare potrà…”, ha lanciato un messaggio e un augurio alla usa città. Lo stesso Cammariere, felice ed emozionato a fine serata per lo splendido calore del pubblico, ha ricordato i suoi legami con il Brasile, la sua musica e i maggiori nomi del panorama dei grandi autori verdeoro:La musica brasiliana, da Villa Lobos a Pixiguinha, da Noel Rosa a Tom Jobim, da sempre racconta la bellezza e ha influenzato notevolmente il mio mondo musicale. Sono orgoglioso di  un festival come questo proprio nella mia Calabria!”.

Reggio chiama Rio” riprenderà il 5 novembre al Teatro Cilea con il concerto evento unico in Italia di Gilberto Gil con il Cortejo Afro e il Nucleo de Opera da Bahia, del quale domani partirà nel circuito Ticketone la vendita dei biglietti, per concludersi il 28 novembre con il concerto di Yamandù Costa.

 

Intervista

 

Dopo i Tamburi di Luca Scorziello guest Mario Venuti e Tony Canto, il viaggio dal Mediterraneo al Brasile di Patrizia Giancotti con il percussionista Peppe Consolmagno, l’energia di Maria Gadù, il choro di Hamilton de Holanda, l’omaggio a Jobim di Jaques e Paula Morelenbaum col Cellosamba Trio, anche Cammariere a “Reggio chiama Rio”.  Quali suggestioni la legano al Brasile e alla musica brasiliana? 

“Direi innumerevoli… Negli anni ’80 ho avuto la fortuna di suonare a Rio de Janeiro, incontrando grandi musicisti come Carlor Lyra e Leny Andrade, e acquisendo inconsapevolmente colori, suoni ed armonia tipiche della bossa nova. La musica brasiliana, da Villa Lobos a Pixiguinha, da Noel Rosa a Tom Jobim, da sempre racconta la bellezza e ha influenzato notevolmente il mio mondo musicale. In quegli anni frequentavo un locale a Trastevere, il “Manuia”, dove si ascoltava solo musica brasiliana dal vivo, così ho incontrato artisti nati in Brasile, residenti a Roma, come Irio de Paula e Jim Porto, che mi hanno insegnato brani che non conoscevo, la musica di Djavan, Ivan Lins e Hermeto Paxoal. Negli anni ’90 con Sergio Bardotti, mio grande amico, iniziò una bella collaborazione che non dimenticherò mai. Sergio aveva tradotto i versi di Vinicius De Moraes in italiano, inventato dischi meravigliosi, come l’incontro tra Vinicius, Toquinho, Ungaretti e Endrigo: Amico, la vita è l’arte dell’incontro. Ricordo che durante una sua vacanza carioca incontrò il maestro Chico Buarque De Hollanda al quale fece ascoltare i miei provini di allora. E con stupore, dopo qualche settimana, arrivò una cartolina da Rio, con una foto del Corcovado e il Redentor. Nel retro, una frase scritta da Chico Buarque: Pra seguir viagem quando a noite vem, un incoraggiamento per il mio futuro artistico. Quando è arrivato il successo con Sanremo nel 2003, ho avuto la possibilità di incidere con bravissimi musicisti brasiliani, tra i quali Arthur Maia, Alfredo Paixao, Jorginho Gomez, Roberto Taufic e poi, nel 2008, ho avuto l’onore di condividere il palco dell’Ariston con l’immensa Gal Costa.”.

Cosa pensa di un  festival internazionale di altissimo spessore artistico nella sua Calabria?

“L’idea di un festival di Musica Popolare Brasiliana a Reggio mi riempie d’orgoglio, da calabrese, perché nella vita, per fare il musicista e raggiungere il successo, ho sacrificato la mia terra, i miei affetti, e per noi che viviamo da quasi quarant’anni lontano dai nostri luoghi natii pervade spesso un sentimento comune ai brasiliani: la saudade.”

Reggio chiama Rio, cosa può dire della sua terra per incuriosire e promuoverla?

“Reggio, tra le più importanti città della Magna Grecia e dell’Arco Etneo conserva da millenni il fascino dello stretto, è la porta del Mediterraneo con un panorama bellissimo, cibo buono, persone semplici…”.

Canterà e suonerà su un palco in mezzo al mare, con la Sicilia che fa da scenografia. Che concerto sarà?

“Ripercorrerò le fasi più significative della mia carriera, canterò dal vivo insieme a una band molto coesa, con cui suono da vent’anni, le canzoni più note, i brani sanremesi e soprattutto i pezzi con l’anima latina.”.

Sta lavorando a nuove cose?

“Si, prima della fine dell’anno uscirà un nuovo album strumentale, solo pianoforte prodotto dall’Auditorium Parco della Musica. Il progetto ancora non ha un titolo, ma sono almeno 16 brani, composizioni che hanno già trovato collocazione in opere di registi esordienti, come nel documentario Ritratto di mio padre di Maria Sole Tognazzi. Gran parte di queste musiche faranno parte del documentario di Cosimo Damato, “Prima che il gallo canti”, un docufilm dedicato alla figura di Don Gallo, che uscirà in autunno su Sky.”.

 

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