Dal “Giornale dello Spettacolo“

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28/10/2010
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Quando la politica sostituisce gli operatori. Assomusica è ricorsa al Tar contro gli abusi burocratici.

La cultura è certamente la via principale per la formazione dei giovani, la crescita di una comunità, l?affrancamento da mentalità retrograde, l?affermazione della legalità e di ogni dinamica alla base della convivenza sociale e civile. La cultura, però, non è solo nozioni, erudizione, intellettualismo, acquisizione mnemonica di dati e contenuti, ma, innanzitutto, capacità di creare occasioni per stare insieme, aggregare, promuovere gioia e passioni, condividere valori, indirizzare verso le positività della vita e dei suoi più profondi significati, indurre al bene, al senso di solidarietà e di partecipazione attiva al miglioramento della collettività. La cultura, proprio per questo suo fondamentale compito educativo e formativo, oggi non può prescindere dai grandi eventi di spettacolo dal vivo, quelli capaci di mettere insieme intere famiglie, diverse generazioni, unendole nel segno della pace, del divertimento e dei più elevati valori umani e artistici. Lo spettacolo musicale dal vivo, dall?ideazione alla progettazione, produzione e organizzazione di eventi di qualsiasi genere, spesso connesso direttamente, e non solo per il richiamato valore implicito, a scopi socio-umanitari, a motivi turistico-promozionali, alla valorizzazione del territorio e all?ispessimento dell?immagine, è una grande realtà produttiva italiana. Paradossalmente, però, coloro che sono artefici di questa Italia brillante nella promozione di grandi eventi culturali, investendo sacrifici e proprie risorse, inserendosi con capacità, creatività, professionalità e affidabilità, ai livelli più rappresentativi anche in campo internazionale, sono costretti spesso ad assistere alle distorsioni che, una certa politica, ha introdotto anche in questo contesto. Dopo anni di indifferenza e assenza, la politica è arrivata, alterando il più delle volte equilibri di mercato, sostituendosi ai professionisti, privilegiando meccanismi di pura clientela, discrimandoli ed escludendoli immotivatamente anche dal Fus. Così, piuttosto che sostenere un comparto produttivo capace di offrire, oltre al prodotto culturale, anche occupazione e reddito, impiegando e costruendo nuove professionalità in un campo ambitissimo da giovani diplomati e laureati, la politica e la pubblica amministrazione intervongono talvolta a gamba tesa, diventando, piuttosto che un partner naturale, un concorrente sleale. Con fondi pubblici, alcuni assessori o dirigenti, responsabili di dipartimenti, direttori artistici di Enti e Fondazioni, per la maggior parte politici riciclati in base alla logica delle poltrone, piuttosto che esercitare correttamente il proprio ruolo, si improvvisano organizzatori e produttori, bypassando promoter e organizzatori locali professionali. E, come se non bastasse, spesso tali professionisti vengono anche esclusi dai bandi pubblici, per privilegiare Enti, fondazioni o associazioni dilettantistiche e amatoriali, vere società truccate aventi lo scopo di godere di privilegi e approvvigionarsi con facilità di danaro pubblico. E? evidente che tutto ciò debba essere corretto. Il compito di assessori e dirigenti, direttori e funzionari, non è quello di impoverire un comparto produttivo, sostituendosi ai professionisti locali, ma interagire, creare sinergie, rafforzare quei soggetti capaci negli anni di produrre sul territorio continuativamente e non occasionalmente. E? il momento che si rifletta su questi meccanismi, inesistente in altri ambiti, che non producono risparmi, ma spesso sprechi, in quanto l?organizzazione di un evento non si giudica solo da un titolo in cartellone, ma dalla capacità di realizzarlo nel modo migliore, nel luogo più idoneo possibile e, se c?è danaro pubblico, per il maggior numero di cittadini, in condizioni di comfort e sicurezza. Si può affidare un intervento al cuore a un infermiere o un agronomo? Immagino che ci vorrebbe un chirurgo ed anche specializzato! Ebbene, l? Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, ad esempio, ha pensato bene, lo scorso anno, di emanare un bando per Grandi Eventi escludendo gli specialisti della materia. ?Vogliamo professionalità, esperienza, qualità, ecc. ecc.? Hanno scritto così, ma poi hanno consentito che partecipassero solo associazioni, fondazioni ed Enti, cioè dilettanti e pubblici amministratori. Assomusica, l?associazione nazionale degli organizzatori e dei produttori di spettacoli musicali dal vivo, è ricorsa al Tar! Anche questo succede in regioni dove gli apparati della burocrazia hanno, in alcuni casi, preso il sopravvento sulla stessa politica, dove alcuni assessori contano meno dei loro dirigenti, dove i politici fanno chiacchiere e i loro funzionari, negli assessorati, decidono davvero linee e strategie. Ad una parte della politica, Enti piccoli e grandi, va ricordato che, come in tutti i settori, anche in questo esistono i professionisti, in Italia racchiusi in Assomusica, l?associazione che mette insieme le principali imprese esistenti su tutto il territorio nazionale e copre oltre l?ottanta percento del fatturato legato alle rappresentazioni di musica popolare contemporanea. Professionisti in linea con i massimi criteri di affidabilità richiesti dai milioni di spettattori, ai quali dedichiamo il nostro lavoro e offriamo le emozioni dei loro artisti più amati! Dalla nostra costituzione, esercitiamo una costante attività di sensibilizzazione per l?approvazione di una Legge che sancisca il valore culturale, sociale e civile della Musica in tutte le sue forme ed espressioni. Da anni, ci battiamo affinché il Parlamento e il Governo Italiano diano più attenzione al nostro settore. In particolare crediamo che, anche attraverso l?utilizzo di adeguati strumenti promozionali in Italia ed all?estero e il finanziamento di iniziative di ricerca, incentivazione e valorizzazione di nuovi talenti, nonché la formazione di nuove figure professionali legate alla nostra attività, possiamo contribuire alla crescita del Paese, oltre che sotto il profilo formativo e culturale, anche sotto quello occupazionale. Ritengo importante sottolineare che Assomusica si è dotata di un codice etico e di un documento ?Regole e ruoli per lo spettacolo dal vivo in Italia?, unici in Europa. In essi vengono stabilite norme di comportamento volte a promuovere standard di qualità e di serietà deontologica di tutta la categoria nei confronti del pubblico, degli artisti, della pubblica opinione, del legislatore e delle istituzioni. Infine, ci teniamo a ribadire che gli associati Assomusica, con la loro professionalità ed esperienza, garantiscono la tutela del pubblico e il corretto svolgimento di uno spettacolo o di qualsiasi evento culturale, ottemperando con serietà e scrupolo a tutte le normative in materia. Tutti gli Enti devono cominciare a riconoscere nel registro degli associati Assomusica di ciascuna regione i professionisti per l?organizzazione di concerti e spettacoli dal vivo, allo scopo di concentrare le risorse, ottimizzare la produzione, tutelare e garantire i cittadini sotto ogni aspetto legato all?organizzazione di tali eventi (sicurezza, affidabilità, capacità ed efficienza organizzativa, qualità, costi, professionalità, rispetto di norme e regole vigenti sul territorio, produzione culturale, ecc.). E´ necessario l´impegno a non escludere le Imprese professionali da qualsiasi bando emanato nel campo della produzione e organizzazione di eventi culturali e di spettacolo, a vantaggio di operatori occasionali o associazioni, eliminando in qualsiasi ragionamento, atto o documento, la definizione anacronistica di ?attività a fine di lucro? come clausola ad escludendum, riconoscendo il valore culturale, aggregativo, formativo, promozionale e occupazionale di tali attività e, nella professionalità di tali imprese, il valore necessario per un fondamentale contributo alla crescita culturale, economica e sociale dell´intero Paese.
Ruggero Pegna
Consigliere Assomusica
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